Lago di Canterno, impressioni di inizio inverno

A sorpresa, nascosto tra i boschi di una strada provinciale, tra i territori di Fiuggi, Alatri, Trivigliano, Fumone e Ferentino, dove proprio non immagineresti di trovarlo, improvviso, abita il territorio il lago di Canterno.

Prima un rivolo d’acqua, che dà l’impressione d’esser solo un ruscello alimentato dalle piogge invernali, poi zone umide più consistenti. E infine compare tutto, il piccolo prezioso lago di Canterno. Riserva naturale regionale, incorniciato dai monti Ernici, è di origine carsica. 

Quello che colpisce, istantaneamente, è la natura riservata e silenziosa di questo luogo. E’ intimo, appartato. Abbandonato dall’uomo. Affidato esclusivamente alla natura. Alla sua cura.

Poche volte ho trovato luoghi così solitari tanto vicini alla civiltà come il lago di Canterno. Sarà l’inverno, sarà che sono tutti attratti dalle cure termali di Fiuggi o dal Castello di Fumone, ma qui pare passare veramente poca gente. Come se non lo conoscessero, come se fossimo i soli ad averlo scoperto per sfacciata fortuna. O i soli a cui è miracolosamente concesso viverlo. Questo, ovviamente, contribuisce ad aumentare il fascino del lago, già di per sé bellissimo. Lo rende quasi un miraggio nato dall’immaginazione nel freddo di un inizio inverno. Un regalo inaspettato. Reale o immaginario non conta.

La seconda sorpresa, dopo il lago di Canterno in sé per sé, si nota quasi subito. Scendendo verso la riva, tra sentieri di terra e di foglie, eccola di fronte a noi: tra le acque del lago, come galleggianti, emergono parzialmente alberi sommersi; una piccola foresta con i tronchi sott’acqua. Bianchissimi svettano in contrasto netto con l’acqua azzurra nella quale si specchiano, riflettendo le forme arzigogolate dei loro rami spogli invernali.

Un paesaggio raro e affascinante. Regalatoci dalla forte instabilità del lago, che aumenta la sua portata fino a sommergere gli alberi circostanti, per poi ridurla nei periodi di secca e lasciare riaffiorare le radici all’aria, liberandole dalla prigionia dell’acqua.

Uno spettacolo magico e spettrale al tempo stesso. Di una bellezza malinconica e prepotente, esaltata dai colori freddi di una mattina invernale, che scolpiscono le cortecce degli alberi e incidono la maestosità dei tronchi rapiti dall’acqua. Custoditi per connubio d’amore o per gelosia. Uniti in un tutt’uno, nel bene o nel male. Con la promessa di una bella stagione che venga a sciogliere questa unione ora inevitabile dal predominio dell’acqua. 

Ma il lago di Canterno non è solo questo. E’, indubbiamente, anche panorami preziosi. Con i monti innevati che lo circondano, i borghi che si intravedono sulle colline, e le piccole isole di terra che affiorano, anch’esse, dalle acque del lago. L’impressione è di trovarsi in un lago di alta montagna. Un paesaggio rarefatto dall’aria invernale. Illuminato da una luce fredda. Dura. Che tuttavia scolpisce con maestria ogni dettaglio di pietra e terra e acqua.

E poi gli elementi della natura, che qui ci sono tutti. I prati verdissimi alternati alla terra bruna, le pietre grigie che spiccano tra il panorama, i boschi e le colline d’intorno. Un paesaggio che invita a camminare, con lunghe passeggiate nei prati che circondano il lago, col vento fresco come unico compagno nella solitudine. Raccogliere qualche pietra da lanciare in acqua solo per incantarsi a vederne i cerchi che produce sulle superficie. Toccare con mano la terra, così materiale. Così viva. Scoprire cosa c’è oltre il bosco. Sempre un albero più in là. Ancora oltre. E pensare nel silenzio della natura.

A doverla descrivere, l’anima di questo lago di Canterno, non esiterei a definirla intima e forte. Un luogo poco conosciuto, poco frequentato, lasciato alla saggezza della natura selvaggia. Un’anima che non ha timore di esprimersi, che si riversa nella bellezza di un paesaggio incontaminato, duro a tratti, ma sicuramente emozionante. Un luogo che basta a se stesso. Con un carattere definito, unico nel suo genere. Che non ha timore della sua solitudine, anzi ne fa punto di forza per potersi esprimere completamente.
E che vi aspetta. Se siete pronti a confrontarvi con voi stessi e con la natura, in una fredda giornata invernale.

Info: www.visitlazio.com
Foto di Paola Tornambè

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