La Verna, il santuario di San Francesco tra i monti aretini

“Addio! Mi separo da te come persona, ma il mio cuore rimane con te”. Con queste parole rivolte ai suoi
confratelli San Francesco si allontanava da un luogo molto amato: l’eremo di La Verna, oggi uno dei santuari più frequentati dai pellegrini e non solo.

Immerso nella natura del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, costruito sul monte Penna, a pochi chilometri da Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, è un posto che induce alla spiritualità, al silenzio, ad apprezzare gli alberi tinti dai colori d’autunno, le brume e la neve dell’inverno e il verde acceso della primavera.

In ogni stagione, il santuario di La Verna offre accoglienza ai visitatori che non mancano di meravigliarsi delle bellezze architettoniche e artistiche, oltre a ricordare un episodio fondamentale della vita di San Francesco: in questo convento, egli ricevette le stigmate il 16 settembre 1224, una data che a tutt’oggi viene festeggiata qui.

Il legame del territorio aretino con il Santo di Assisi è molto profondo: l’Alta Valle del Tevere ed il Casentino furono tra i suoi luoghi prediletti. Ancora oggi a La Verna si respira quell’aurea di devozione, di silenzio, di pace interiore, così difficili da trovare ai nostri giorni, che sono tra le componenti del messaggio che San Francesco ha saputo sapientemente diffondere.

C’è chi raggiunge il monastero a piedi, come facevano i pellegrini in tempi remoti, percorrendo la vecchia strada selciata che originariamente era l’unica via di accesso al santuario. Lungo questa strada si trova la Cappella degli Uccelli del 1600, eretta dinnanzi ad un grande cerro che, secondo la tradizione, era quello su cui gli uccelli diedero il benvenuto a San Francesco quando salì per la prima volta sul monte. Oggi il cerro non esiste più, venne abbattuto da un temporale, sorte che subirono anche altri alberi secolari della zona.

Una volta raggiunto il monastero di La Verna ci si trova davanti al grande portale dell’ingresso meridionale, l’antico ed unico passaggio per accedere al complesso monastico, dove si legge: “non est in toto sanctior orbe mons”, non c’è monte più santo in tutto il mondo.

Se si raggiunge La Verna con l’auto, si entra dalla porta principale, qui si è accolti da una statua che rappresenta San Francesco mentre esorta un bambino a liberare le tortore che andava a vendere. Una volta arrivati sul Quadrante, piazzale lastricato che prende il nome dalla meridiana posta sul campanile della Basilica, si accede facilmente a tutti i punti d’interesse.

Da questo piazzale a 1128 metri di altitudine, si gode una bellissima veduta dove l’occhio spazia su tutta la valle sottostante ma, non solo, da qui si ha un’ottima panoramica di tutto l’intero complesso: la Basilica circondata da un porticato, la Cappella di Santa Maria degli Angeli, i particolari tetti in pietra con i camini costruiti dagli stessi frati, il pozzo della foresteria, una volta antica cisterna per il rifornimento idrico.

Di grandissimo interesse la Basilica di Santa Maria Assunta con le splendide terracotte invetriate di Andrea della Robbia e della sua bottega, tra cui il capolavoro dell’Annunciazione, qui si ha forse la più bella collezione al mondo, la Cappella delle Reliquie, dove sono conservati alcuni oggetti appartenuti al Santo, tra cui il saio che Francesco indossava quando ricevette le stimmate proprio a La Verna.

A destra della Basilica, attraverso una porta ad arco, si accede al Corridoio delle Stimmate della seconda metà del 1500. È in questo corridoio che si svolge la processione dei frati che si recano sul luogo dell’evento miracoloso. Processione che si tiene tutti i giorni a partire dal 1431, attualmente alle ore 15.00.

A proposito di questi rito una leggenda racconta che in una notte d’inverno quando a La Verna imperversava una tormenta di pioggia e e neve, i frati, loro malgrado, dovettero rinunciare alla processione. La mattina seguente notarono, con non poco stupore, delle orme di animali impresse nella neve lungo il percorso: semplicemente le bestiole avevano sostituito i frati nella processione.

Il corridoio è affrescato con episodi della vita di San Francesco, particolarmente quelli relativi a La Verna. La storia del Santo è preceduta da un affresco che rappresenta il presepe, che fu proprio lui il primo a volere
rappresentare la Natività a Greggio nel 1223.

A metà del corridoio si accede, attraverso una porta, ad una grotta umida e fredda, questo era il letto del Poverello, una nuda pietra dove era solito riposare. Al termine del corridoio la Cappella delle Stimmate, una sorta di Sancta Santorum del santuario, il luogo dove appunto Francesco le ricevette; sul pavimento, segnalato da una lapide, il punto esatto dove sarebbe avvenuto il miracolo.

Sulla parete, dietro l’altare, una monumentale pala di Andrea della Robbia raffigurante Cristo crocifisso fra angeli con ai piedi la Madonna, i santi Giovanni, Gerolamo e Francesco dolenti. Ed ancora il Sasso Spicco, imponente macigno che sporge sopra un’altra roccia formando una sorta di anfratto naturale dove Francesco si raccoglieva in preghiera. Tutt’intorno i silenziosi chiostri che creano un’atmosfera di misticismo e di grandissima
spiritualità.

Da quasi otto secoli La Verna continua ad essere il centro di attrazione e di divulgazione del messaggio di Pace e Fraternità universale di uno dei Santi più amati, immortalato da Dante Alighieri nel Paradiso, canto XI, 106-108:
“Nel crudo sasso intra Tevere e Arno, Da Cristo prese l’ultimo sigillo, che le sue membra du’anni portarono”.

Curiosamente, prima di diventare un eremo cattolico nel Duecento, qui sorgeva un luogo di culto pagano, dedicato alla dea La Verna: si vede che dai tempi dei tempi su questo monte del Casentino si è sempre respirata spiritualità.

Info https://www.laverna.it/
www.visittuscany.com/it/

Foto Sax Di Drego, Pixabay

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