Il treno freccia lenta nel paesaggio

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La mobilità dolce del Treno Natura propone un fitto calendario di appuntamenti in terra di Toscana da aprile all’autunno. Partenza dalla stazione di Siena per raggiungere le mete che propongono giornate tematiche, come San Giovanni d’Asso e il suo tartufo, Chiusi e la terra degli Etruschi, trekking tra i calanchi o la scoperta delle acque termali, sagre e sapori, sui binari si snodano i vagoni trainati da locomotori a vapore o a gasolio. Per motivi di tutela ambientale, rischio incendi le locomotive a carbone non vengono usate tra giugno e settembre. 
La Val D’Orcia è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità nel 2004 e la Ferrovia Asciano – Monte Antico ce la dispiega davanti agli occhi, con curiosità come Trequanda con la sua stazione minima, è la più piccola d’Italia, la Stazione Museo di Monte Amiata dove il treno del tempo non sembra arrivare mai, per incontrare San Giovanni d’Asso, Torrenieri-Montalcino. 
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Il treno lento come mezzo turistico sta attirando l’attenzione di molti con varie motivazioni che si completano: attrazione turistica  eco-sostenibile, fruibile da un ampio pubblico da gruppi, singoli, famiglie, valorizzazione dei vecchi treni.
La Fondazione Ferrovie Italiana è impegnata a far conoscere il patrimonio storico dei convogli ferroviari, tecnologicamente obsoleti, che appartengono a un mondo dissonante rispetto alle quotidiane frecce, ma che sanno coniugarsi con il viaggio, con il turismo ecosostenibile. 
“Binario senza Tempo” è la proposta della Fondazione FS per scoprire il territorio italiano dai finestrini di un treno sbuffante.
Quattro “rami secchi” delle linee ferroviari italiane tornano a fiorire per trasportare viaggiatori attraverso territori ad alto valore paesaggistico per potenziare un turismo lento nel rispetto delle peculiarità ambientali. La collaborazione tra Ministero  dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Fondazione FS lascia ben sperare. L’intento, dichiarato e sottoscritto alla Stazione  di Siena l’11 aprile scorso, dal Ministro Franceschini e dal presidente della Fondazione Ferrovie Italiane Moretti, è quello di aprire a privati e altre istituzioni per sviluppare sul territorio le potenzialità legate al progetto, come trasformare le stazioni dismesse in strutture ricettive,  luoghi di connessione da cui partire per decifrare una geografia di storie e colori, uno sfiorare dolcemente il territorio per attraversalo, valorizzarlo e preservarlo. Un sistema prospettico di concepire il turismo conforme e coerente alla caratteristica unica dell’Italia, la sua densità di valori storico-culturali e paesaggistica. 
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Quattro sono gli itinerari ferroviari individuati per mettere in moto il progetto, oltre da Asciano a Monte Antico attraverso la Val D’Orcia per arrivare al Monte Amiata, la “Ferrovia del Lago”: da Palazzolo Sull’Oglio a Paratico/Sarnico sul Lago d’Iseo;  la “Ferrovia del Parco”: da Sulmona a Castel di Sangro toccando Roccaraso e la Majella, una tratta da vertigine, è la seconda in Italia per altitudine;  “Ferrovia dei Templi”: da Agrigento a Porto Empedocle attraverso l’incomparabile scenografia della Valle dei Templi, patrimonio UNESCO.
Sul Binario senza Tempo i treni non sono solo carichi di persone ma sono pezzi di storia in movimento, i rotabili storici restaurati e perfettamente funzionanti offrono una traccia della storia italiana, dalla quotidianità, alle ambiziose produzioni di tecnologie: la carrozze “Centoporte” di terza classe con i sedili in legno, velluti per la prima, locomotive a vapore, vagoni di extralusso per il re, carrozze barellate, alcune Centoporte che furono modificate per essere adibite al trasporto di militari feriti durante la seconda guerra mondiale, vagoni presidenziali. Un aspetto che potrebbe interessare agli appassionati dei vecchi treni e in cerca di momenti originali, è possibile affittare il treno per uso privato, party e convention. Che sia la giusta direzione per tutta quella Bell’Italia che non sia Colosseo, Duomo o Laguna?
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Info
Binario senza tempo:  http://www.fondazionefs.it/
Treno Natura:  http://www.terresiena.it/treno_natura

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