Il Rinascimento torna a Faenza

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Tanto divertimento per questa sfida estremamente sentita dagli abitanti di Faenza, tutti coninvolti nella realizzazione di questo amatissimo Palio, che offre anche un’occasione per scoprire la città.  Il Niballo è una delle più antiche e conosciute giostre medioevali (risale al 1164) che si disputa ogni anno  la 4° domenica di giugno allo stadio comunale “Bruno Neri” (inizio ore 18). A sfidarsi sono i cavalieri dei cinque Rioni.  La gara consiste in una corsa al galoppo al termine della quale si deve colpire con la lancia il bersaglio,  di 8 centimetri di diametro, posto all’estremità dei due bracci del Niballo. La corsa è preceduta da un Corteo Storico a cui prendono parte oltre 400 figuranti in rappresentanza di tutti i Rioni e del Gruppo Municipale, che incarna la sesta entità del Niballo – Palio di Faenza e che riunisce in sé tutte le cariche che sovrintendono
al regolare svolgimento della gara.  Secondo la tradizione, il Niballo è preceduto da un corteo storico che costituisce una rievocazione figurata della vita militare, civile e sociale del Quattrocento: il corteo parte dalla centrale piazza del Popolo
di Faenza alle ore 16 ed arriva fino allo stadio. Ai cavalieri più giovani, che non hanno mai gareggiato per il Niballo, è dedicato il “Torneo della Bigorda d’Oro”. Il  nome Bigorda deriva dall’antico termine provenzale beort, che significa armeggiare in torneo. Lo stesso termine viene usato per la lancia di tipo leggero usato nelle moderne giostre cavalleresche.
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Assistendo al corteo in costume e alla gara, si scopre l’eleganza e la bellezza di Faenza: un percorso originale è proprio quello di addentrarsi nei cinque rioni. Nel rispetto dell’antica ripartizione cittadina, rappresentano le zone in cui attualmente è diviso tutto il territorio urbano ed extra urbano di Faenza e precisamente: Borgo Durbecco – Rione Bianco, Rione Giallo – Porta Ponte, Rione Nero – Porta Ravegnana,  Rione Rosso – Porta Imolese, Rione Verde – Porta Montanara. I Rioni, salvo il Borgo Durbecco posto fuori le mura, presero il nome della porta cui era affidata la difesa degli abitanti circostanti in caso di assedio, mentre nel settecento subentrò nel nome anche il colore originato dal proprio gonfalone. Ognuno ha una sede per il Palio e mantengono le proprie scuderie. Un itinerario attraverso i rioni permette anche di cogliere l’aspetto
architettonico di Faenza: ad esempio la sede del Borgo Durbecco è adiacente alla Chiesa della Commenda, uno degli edifici storico-artistici più importanti dell’intero patrimonio faentino. La data di fondazione risale ai secoli XI°-XII°, mentre il campanile, restaurato dopo la guerra,  è del Cinquecento. La sede del Rione Rosso anticamente ospitava il Convento delle Suore Clarisse, mentre nel Rione Verde – Porta Montanara si trovano i palazzi più antichi di Faenza, notizie storiche attestano che in quel luogo sorgeva un monastero benedettino risalente al 700 d.C che è rimasto attivo  fino alla soppressione napoleonica.  A testimonianza delle origini remote della città.
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Anzi, sembra addirittura perdersi nella mitologia. Pare siano stati i coloni attici, addentrandosi nell’entroterra dopo Ravenna, a fondare il primo nucleo, che poi fiorì sotto gli etruschi e i celti. Grazie alla favorevole posizione geografica, sulle strade Emilia e Salaria, fu un centro commerciale importante, anche se l’età dell’oro fu dal Trecento al Cinquecento, sotto la signoria dei Manfredi fino all’assedio di Cesare Borgia. Proprio nel Rinascimento si affermò la produzione artistica della ceramica, che fa di Faenza sinonimo di maioliche.
Da non perdere, è una visita al Museo internazionale delle ceramiche, che ripercorre la storia attraverso piatti e oggetti di ogni epoca. A poco distanza si trovano i principali monumenti, le due piazze  contigue, piazza del Popolo e piazza della Libertà, risalenti al 1313. Nella prima si trovano i medievali palazzi del Podestà e del Municipio e la Torre dell’Orologio, fedele ricostruzione di una torre seicentesca, nella seconda il Duomo, il Portico degli Orefici e la fontana con le statue di bronzo. Queste due piazze si animano durante le parate in costume con gli sbandieratori in occasione del Palio: un perfetto calarsi nell’atmosfera rinascimentale a coronamento della sfida cavalleresca.
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Foto www.terredifaenza.it, Fabio Liverani, A.Banzola

Info info  http://www.paliodifaenza.it e www.terredifaenza.it 

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