Gaeta, natura, storia, spiritualità, gastronomia e luminarie

Se d’estate la lunga spiaggia bianca è piena di gente, l’inverno a Gaeta regala i vicoli illuminati e mette in scena le favole.

La magia del Natale inizia presto nella città laziale: il 30 ottobre 2021 prende il via l’ormai tradizionale appuntamento di Favole di luce, installazioni e proiezioni artistiche dislocate dall’ingresso città fino al quartiere di Sant’Erasmo di Gaeta passando per il centro. Il tutto fino al 16 gennaio 2022.

Inoltre, quest’anno si celebra Dante con dieci proiezioni artistiche che illuminano i monumenti storici della città, oltre a show dedicati alla Divina Commedia, percorsi teatralizzati itineranti lungo una passeggiata culturale.

Da non perdere i mercatini di Natale, lo spettacolo della Fontana di San Francesco, la sfilata degli abiti di luce, la pista di ghiaccio per pattinare in riva al mare.

La città offrirà uno spettacolo per grandi e piccini con le luminarie più belle d’Italia come
“Zu il drago incantato”, il “Re Leone” e “Tra coralli e stelle marine”. Il visitatore sarà
sorpreso dalla magia dell’antico Egitto, dalla Torre di Pisa dalla torre Eiffel e molto altro ancora.

Un’ottima occasione per scoprire Gaeta e le sue meraviglie: una terra fertile, un mare suggestivo anche d’inverno, vicoli medievali, e tanta Storia, cultura, religione e gastronomia.

Gaeta sembra una nave protesa nel mare. Sono state proprio le acque limpide del Tirreno a darle fama di luogo di villeggiatura già dai tempi antichissimi.

La storia affonda le radici fino all’VIII Secolo a.C, ma fu solo nel 345 a.C. che Gaeta finì sotto l’influenza di Roma, diventando il posto preferito dove costruire le seconde case dell’epoca. Anzi, proprio per agevolare imperatori e consoli in vacanzasul golfo venne creata la Via Flacca, tuttora strada d’accesso per chi arriva dal litorale laziale.

Dell’epoca romana restano molte vestigia, come il mausoleo che sorge alla sommità di Monte Orlando, dedicato a Lucio Munazio Planco, console, prefetto dell’Urbe e generale di Giulio Cesare (nonché fondatore di Augusta Raurica, oggi Basilea), con cui attraversò il fiume Rubicone.

Passati i Romani, Gaeta fu preda di saraceni e goti, per poi diventare parte del regno di Federico II di Svevia, più volte ospite della città e che volle fortificare con le mura intorno al castello, già esistente.

Ma soprattutto ebbe un ruolo chiave sia per il Regno delle Due Sicilie e sia per lo Stato Pontificio. Il nome di Gaeta è infatti passato alla Storia per Francesco II di Borbone che il 13 febbraio 1861 si arrese qui, nell’ultimo baluardo del suo regno, dando una spinta allo sviluppo dell’unità di Italia.

Qualche anno prima, nel 1848, era stato papa Pio IX a rifugiarsi a Gaeta, in seguito alla proclamazione della Repubblica Romana da parte di Giuseppe Mazzini. Fu proprio durante questo soggiorno che il Pontefice decise di proclamare il Dogma dell’Immacolata Concezione, appena tornato a Roma.

Ad ispirarlo, pare fossero le preghiere che fece presso la Cappella d’Oro, o anche detta Grotta d’oro, nella chiesa della Sant’Annunziata, risalente al 1321. La stessa cappella dove, un secolo e passa dopo, si inginocchiò in preghiera papa Giovanni Paolo II.

La chiesa è soltanto uno dei tanti punti storici della città, insieme al castello di Federico di Svevia. Da visitare sono anche il Duomo con il campanile in stile romanico-moresco del XII secolo, la pinacoteca comunale di arte contemporanea, il centro medievale con stradine, vicoletti, torri e scale, il Palazzo De Vio con il Museo Diocesano dove è conservato lo Stendardo di Lepanto, sventolato durante la famosa battaglia navale dalla flotta cristiana al comando dell’ammiraglio Marcantonio Colonna, partita proprio dal porto di Gaeta.

Un salto al borgo marinaro e contadino di Porto Salvo non può mancare, con i vicoli che si snodano ortogonalmente a Via Indipendenza con una struttura a spina di pesce e la chiesa di San Francesco, dedicata al Santo che qui passò nel 1222. Con San Francesco e i papi ospiti, Gaeta è piena di luoghi intrisi di spiritualità.

In particolare c’è un itinerario religioso che inizia dal Santuario della Montagna Spaccata: nome legato a tre fenditure verticali che la leggenda vuole siano state prodotte dal terremoto verificatosi alla morte di Cristo, qui vennero in pellegrinaggio papi, vescovi e santi,
come Bernardino da Siena, Ignazio di Loyola, San Filippo Neri che, secondo il mito dormì su un giaciglio in pietra, ancora conservato come il “Letto di San Filippo Neri”.

Se poi si è stanchi di tanta cultura e storia, una pausa gastronomica è quel che ci vuole. Gaeta è famosa per i tanti prodotti del territorio, che unisce mare e colline. Numerose sono le pietanze ghiotte elaborate nel corso dei secoli: il primo documento sul quale è riportato la parola “pizza” è contenuto nel Codex Diplomaticus Caietanus, dell’anno 997. Fondamentale per le ricette è l’olio di Gaeta, che secondo una leggenda già conosciuta ai tempi di Enea e nel Medioevo, toccava i prezzi più alti dell’intero bacino del Mediterraneo.

Ovviamente non mancano le olive, la mozzarella di bufala, i pomodori e soprattutto la tiella, una sorta di pizza farcita in vari modi, dalla scarola al polpo, vero e proprio cibo simbolo locale. Se non si assaggia una fetta non si può dire di aver visto Gaeta.

Info:
www.luminariegaeta.it
www.prolocogaeta.it/
www.visitlazio.com

Foto dreamstime e Favole di Luce Gaeta

Si ringrazia l’ufficio stampa di Favole di Luce Luminarie Gaeta per la concessione di due foto della manifestazione

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