Firenze, arte e cioccolato

Firenze tartaruga

Parafrasando le parole di Franco Battiato, affermo che a Jan Fabre preferisco la Toscolata.
A Firenze sono arrivati i Guardiani dello spirito (Spiritual Guards), il titolo della mostra temporanea che coinvolge tre punti della città: Piazza Signoria, Palazzo Vecchio e Forte Belvedere.

Nella storica piazza fiorentina, proprio davanti alla stata equestre di Cosimo I, fino al 2 ottobre è possibile trovare una grande tartaruga condotta da un uomo, con il volto dell’artista fiammingo. L’opera intitolata “Searching for Utopia”, è subito diventata vittima della selfiemania, pertanto è consigliabile mantenere la distanza di sicurezza nel circumnavigare la scultura monumentale per evitare il rischio di essere colpiti da selfie-bastoni.

Argomento discusso nella città gigliata è l’assetto dei trasporti pubblici, quindi non meraviglia se la sagacia fiorentina si sia rivolta all’opera di Fabre, definendola l’eco-tranvia del futuro, considerando che la tartaruga era l’emblema di Cosimo I de’ Medici, la battuta è quasi citazione.
Tra il Davide di Michelangelo e la Giuditta di Donatello un uomo tenta la folle impresa di misurare le nuvole (The man who measuree the clouds) è l’altra scultura di Fabre collocata lungo la facciata di Palazzo Signoria, nell’arengario, anche questa opera è in bronzo ed è autoritratto di Jan Fabre.

Il dialogo tra l’antico e il contemporaneo pone sempre domande, il contesto storico artistico è stimolante per l’autore e per l’osservatore, Jan Fabre impone con i suoi lavori riflessioni provocatorie, così le opere poste all’interno del palazzo comunale seguono questa linea.

Le grandi figure del Vasari, lo straordinario soffitto del salone dei Cinquecento già valgono la visita a Palazzo Vecchio, in questa imponenza e ostentazione, le installazioni di Fabre, si smarriscono, molte le facce interdette dei visitatori davanti ai lavori di Fabre, spesso ho avuto la sensazione che non venissero neppure percepiti; però ci sono i magnifici saloni, gli appartamenti e le viste sulla città che incantano.

La Donazione Loeser posta nel Quartiere Mezzanino, raccoglie opere medievali e rinascimentali, disposte seguendo il gusto estetico, che aggiunto alla struttura di appartamento, danno un senso di intimità, dopo tutta la magnificenza del Palazzo di potere è un altro modo di emozionarsi con l’arte.

Mentre cerco di smaltire i dubbi sul fatto che sia io a non capire o sia il fatto che non ci fosse ben poco da capire nell’installazione di Fabre, mi dirigo alle spalle del Bargello, verso Borgo degli Albizi, 11/R, dove mi delizierò una gustosa commistione: la Toscolata della Cioccolateria Vestri.
La passione per il cioccolato in casa Vestri si sviluppa a partire dagli anni’70, in precedenza già la famiglia era proprietaria di una pasticceria ad Arezzo, dove ancora è la sede principale e il laboratorio, e lo spirito, a tutt’oggi, rimane quello artigianale.

Leonardo Vestri, terza generazione, puntualizza che il metodo di lavorazione applicato è lento rispetto alle nuove metodologie, con una bassa temperatura, tale da preservare la parte salutare del cacao. Questa attenzione nel preservare le buone pratiche ha portato alla produzione della cioccolata del Gran Duca.

Cosimo III De’ Medici (1642-1723) fu incuriosito dalle novità provenienti dalle Americhe, la scura e deliziosa bevanda che ebbe subito un gran successo in tutta Europa non sfuggì alla sua attenzione. La ricetta del Granduca aggraziava il sapore irruento del cacao in purezza con l’aggiunta di gelsomino e arancio. Così la tavoletta Granducale è stato il primo esempio di cioccolata toscana di tradizione e che la famiglia Vestri ha ripreso.

I cioccolatieri Vestri continuano a ricercare e approfondire la conoscenza del cioccolato, fin tanto che decidono di diventare coltivatori di cacao nella Repubblica Dominicana, Leonardo Vestri, giustifica la scelta del luogo con motivazione sulla qualità del prodotto, ma in fondo fondo, la rigogliosa bellezza tropicale ha fatto innamorare del luogo. Il cacao domenicano è morbido di
sapore e ricco di retrogusti, allo stesso tempo è aromatico, si dimostra versatile, inoltre sembra che proprio quello domenicano sia il più vicino alla pianta originaria.

La coltivazione viene seguita stabilmente da due persone locali che durante i raccolti, maggio e ottobre, si avvalgono di personale stagionale. La pianta di cacao ama il clima tropicale collinare, predilige crescere riparato, quasi nascosto, inoltre per effetto dell’impollinazione il semi assumono i sapori delle piante vicine.

Ma il cibo degli dei nasconde ancora segreti e virtù, così in collaborazione con l’Università di Pisa, nasce l’idea della Toscolata, la cioccolata rafforzata nei suoi effetti benefici da prodotti toscani, creando così un goloso super cibo ricco di antiossidanti. Il cacao tropicale che unito l’olio extravergine d’oliva o alla mela Panaia, varietà tipica del Cosentino o alle castagne amiatine potrebbe addirittura esserci di aiuto nelle malattie cardiovascolari, il risultato
della sperimentazione in corso è atteso. Trenta volontari per 3 mesi dovranno mangiare 40 grammi di Toscolata al dì, il gruppo sarà monitoraggio da un’equipe medica, ad ottobre si avranno i risultati. L’olio, la mela e la castagna sono stati selezionati con cura tra i prodotti tipici toscani, l’eccellenza del territorio che grazie all’abilità artigianale si coniuga alla qualità oltre oceano, ci si può attendere solo un ottimo risultato.

La presenza degli antiossidanti nella cioccolata è ridotta per effetto dell’elevata temperatura di lavorazione, dalla presenza di zucchero e latte, quindi non è solo questione di gusto, per una cioccolata sana deve avere determinate caratteristiche organolettiche, che la produzione Vestri rispetta.

Si dice che la cioccolata sia un consumo “rosa”, chiedo a Leonardo Vestri, che avendo contatto diretto conferma che le maggiori acquirenti di cioccolato sono le donne, lo scelgono come dono e per uso personale, gli uomini nella maggioranza lo acquistano per regalarlo alle donne.
Abbandonato tutto il ragionamento salutistico, mi dedico allo shopping cioccolatesco, l’offerta è ampia, comprende anche i favi di cacao tostati e la massa in purezza, le varie declinazioni toscolata, cacao in polvere, praline assortite, insomma un paradiso, ovviamente la versione
da passeggio del cacao gelato.

Foto di Maria Luisa Bruschetini
Info: http://musefirenze.it/mostre/janfabre/www.vestri.it

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