Ferrara e dintorni, un weekend tra arte, natura e sapori

Nobile e rurale, città di terra e di acqua, raffinata e vivace, medievale e allo stesso tempo
città ideale del Rinascimento, elegante e discreta, attiva e operosa. Possono essere tanti i modi per descrivere Ferrara.

Altrettanti possono essere i modi di ammirare le sue bellezze, conservate con cura come in uno scrigno. Una città di antica storia e un territorio di affascinante bellezza: sono queste le due anime da indagare in un paio di giorni nella città dell’Emilia-Romagna.

La prima escursione da fare sicuramente è nel centro storico di Ferrara. La seconda porta nelle terre del grande fiume.

Il cuore della vita cittadina è attorno al Castello Estense, imponente simbolo della signoria
che ha dato lustro e carattere a Ferrara. Emblema, storia, simbolo della città, la sua imponenza nasce nel 1385 a seguito della costruzione di una fortezza sulla cinta muraria cittadina.

Niccolò II d’Este, che risiedeva nell’adiacente Palazzo Ducale, odierno municipio, a seguito di una feroce rivolta popolare decide di costruire una dimora più sicura. Nasce così il castello: la già esistente Torre dei Leoni, che oggi consente ai visitatori una suggestiva vista sulla città, diventa una delle quattro torri della nuova costruzione, simbolo di forza e potere.

La storia del castello cambia di nuovo nel 1492 quando da punto estremo della medievale Ferrara diventa il fulcro del nuovo assetto urbanistico rinascimentale. Oggi è uno dei pochi castelli in Europa circondato dall’acqua. Il fossato è alimentato artificialmente attraverso un condotto sotterraneo che lo collega al Po di Volano.

La visita, tra stanze e saloni straordinariamente affrescati, pensando a Lucrezia Borgia e a Ludovico Ariosto, non può tralasciare il Giardino degli Aranci, lo scenografico giardino pensile con grandi piante di agrumi recintato da un muretto merlato.

Nel 1492 Ercole I d’Este pianifica con l’architetto Biagio Rossetti un colossale ampliamento della città che in poco tempo raddoppia di estensione. Studia lunghezza e larghezza delle strade e crea un quartiere nobiliare dove sorgono sontuosi palazzi attorniati da raffinati giardini.

Una passeggiata nella Ferrara rinascimentale può iniziare da corso Ercole I d’Este proprio di fronte al Castello. Una lunga facciata arancione e alti portoni verdi caratterizzano Palazzo Gulinelli. Una targa ricorda l’incontro tra Ettore Bugatti, giovane milanese appassionato di cavalli e di automobili, e i conti Gulinelli, proprietari di un’importante scuderia e appassionati di motori. Nacque un’amicizia che, accomunando le reciproche passioni, portò al progetto dell’autovettura Bugatti – Gulinelli ponendo le basi del mito automobilistico Bugatti.

A metà di corso Ercole I d’Este si apre uno scenografico incrocio dove si affaccia lo splendido Palazzo dei Diamanti il cui bugnato è costituito da ottomila blocchi di marmo di Verona, bianchi e rosa, a forma di punta di diamante che creano suggestivi giochi di luci e ombre.

Dato uno sguardo a Palazzo Prosperi Sacrati, sede dei festeggiamenti nel 1501 per il matrimonio di Alfonso I d’Este e Lucrezia Borgia, si incontra Parco Massari, il più grande parco pubblico all’interno delle mura famoso per i due cedri del Libano, vecchi di circa duecento anni e iscritti nell’elenco degli alberi storici d’Italia. L’addizione erculea includeva anche una particolare piazza, oggi nota come Piazza Ariostea su cui si erge la statua dedicata a Ludovico Ariosto.

È qui che si svolge il Palio di Ferrara, la cui nascita si fa risalire al 1259 quando vennero organizzati dei giochi direttamente dai cittadini. Oggi il Palio si tiene l’ultima domenica di maggio per ricordare Borso I d’Este che l’ultima domenica di maggio del 1470 venne nominato duca. Si tratta di un palio di festa in cui le otto contrade cittadine gareggiano in quattro gare: corsa a piedi dei putti, corsa a piedi delle putte, corsa delle asine, corsa dei cavalli.

La passeggiata nella Ferrara rinascimentale deve comprendere anche una sosta nell’area della Certosa, cimitero monumentale di grande fascino e rara bellezza. Uno di quei luoghi che lasciano increduli. Un museo a cielo aperto con sei secoli di storia alle spalle, nato a metà Quattrocento come monastero cistercense e trasformato nell’Ottocento in complesso cimiteriale. È l’atmosfera, unita all’architettura, che fa di questo un luogo magico, dove serenità, solitudine, grandezza accompagnano le sepolture, in alcuni casi vere e proprie opere d’arte, di personaggi illustri, tra cui politici, scrittori, architetti, pittori, registi, storici, ingegneri di fama mondiale: cercate la tomba del regista Michelangelo Antonioni o del pittore Giovanni Boldini, solo per fare qualche nome.

Per esplorare l’altra anima della città si ritorna verso il centro storico per poi immergersi tra i vicoli medievali. Il segreto qui è perdersi percorrendo strette e tortuose stradine scoprendo un impianto urbano intatto con scorci molto suggestivi. Qui l’architettura è di basse case in cotto, con i fiori alle finestre. L’atmosfera è di silenzio, interrotto dal caratteristico frusciare delle biciclette o dai rumori della consuetudine casalinga.

La trama urbana di questa che è la parte più antica della città, formatasi sulle rive del ramo principale del fiume Po, si legge ancora molto bene in Via delle Volte: qui c’erano i fondachi dei mercanti medievali e sopra la strada si susseguono ancora una serie di passaggi aerei che congiungono gli edifici ai due lati.

Rientrando nel centro storico, la romanica Cattedrale o la piazzetta dominata dallo Scalone d’Onore, un tempo cortile dell’antico palazzo ducale, aiutano a ricordare che dal 1995 Ferrara è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità quale “mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento, che conserva il suo centro storico intatto e che esprime canoni di pianificazione urbana che hanno avuto una profonda influenza per lo sviluppo dell’urbanistica nei secoli seguenti”.

Nel 1999 il riconoscimento UNESCO è stato esteso al territorio del Delta del Po e alle Delizie estensi, le residenze dei duchi d’Este che “illustrano in modo eccezionale l’influenza della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale; il Delta del Po è un eccezionale paesaggio culturale pianificato che conserva in modo notevole la sua forma originale”.

Molte delle Delizie sono oggi scomparse, ma rimane l’impianto di quell’antico disegno, leggibile nel paesaggio e testimone dell’ininterrotta opera dell’uomo che ha mantenuto il sottile equilibrio tra terra e acqua.

Per toccare da vicino questa realtà si può intraprendere il giro “Anello del Po di Volano”, un percorso in bici e in barca di 42 km, con partenza e arrivo in città che prevede un primo tratto su due ruote lungo il percorso cicloturistico della Destra Po, con tappe alla Pieve di San Venanzio a Copparo e a Villa Mensa, per poi imbarcarsi a Sabbioncello San Vittore rientrando a Ferrara navigando sul Po di Volano.

Dopo aver percorso le piste ciclabili cittadine che costeggiano le mura si arriva sulla Destra Po dove si imbocca la lunga pista ciclabile che affianca il fiume nel suo percorso verso il mare. Il fiume scorre lento, placido, forma isole di sabbia. Verde e azzurro sono i colori dominanti. Ci si immerge in una campagna a perdita d’occhio intervallata da piantagioni di pioppi. Tra i colori dei campi all’improvviso esplode un colorato campo di girasoli. La bici va veloce sulle strade ben asfaltate e in molti casi riservate alle bici.

Una prima sosta si fa al Castello di Fossadalbero: delizia estense, residenza di caccia caratterizzata da una torre merlata. Gli Estensi, realizzando grandi opere di bonifica nei loro territori, crearono tenute agricole in prossimità di corsi d’acqua. Oltre alle funzioni economiche e politiche, queste residenze avevano anche funzioni di svago e presero il nome di Delizie. La corte si spostava tra le varie dimore che diventavano lussuosi luoghi di rappresentanza e ozio.

Percorrere queste terre lungo le piste ciclabili e navigando su alcuni tratti del Po, fa in parte rivivere le atmosfere dell’antica corte. Una suggestiva sosta si fa in un boschetto dominato dalla Chiesa di San Venanzio: pieve romanica tra i campi con un suggestivo interno affrescato.

Alla fine del percorso in bici si trova Villa Mensa: palazzetto caratterizzato da varie fasi costruttive, originale borgo agricolo che fino alla Seconda guerra mondiale era autosufficiente con botteghe e mercato.

Il Po di Volano scorre poco distante. Qui ci si imbarca per navigare su quello che fino al 1152 era il percorso principale del fiume. Il mezzo di trasporto è la “Nena” un vecchio vaporetto veneziano recuperato, intitolato a Nazarena Casini, donna che ha attraversato gran parte del Novecento vivendo in simbiosi col fiume, traghettando uomini e cose da una sponda all’altra. La sua storia, e le tante storie del fiume, le racconta con grande sentimento Antonella mentre l’imbarcazione scivola lenta sulle acque calme del Po di Volano e riporta alla Ferrara nata sulle sponde del fiume.

INFO
Il Consorzio Visit Ferrara propone escursioni in bici e in barca per esplorare la provincia di Ferrara seguendo gli Anelli del Po. Tutti gli itinerari sono stati ideati con il fattivo contributo della motonave Nena e dell’agenzia viaggi Link Tours, in partnership con Sipro – Agenzia per lo sviluppo della Provincia di Ferrara – e con la Destinazione Turistica Romagna.
https://www.visitferrara.eu/
https://linktoursbike.com/

DOVE MANGIARE

Hostaria Savonarola – Ferrara: di fronte al Castello e alla statua di Savonarola. Tipica osteria con caratteristico bancone di salumi a vista. Da assaggiare il pasticcio ferrarese: involucro dolce di pasta frolla a cupola ripieno di maccheroni, ragù bianco, besciamella, tartufo, funghi, cotto al forno in teglia di rame.

Ristorante Abate Ghiotto – Copparo – http://www.ristoranteabateghiotto.it/: suggestivo edificio rustico immerso nella campagna, adiacente alla Pieve di San Venanzio. Menu tipico della cucina ferrarese: da non perdere i cappellacci di zucca, ossia pasta all’uovo ripiena con impasto di zucca violina cotta al forno condita con ragù.

Pasticceria Duca d’Este: di fianco al Castello. Da provare: torta tagliatelle (base di pasta frolla che racchiude una farcitura di mandorle e miele e una parte superiore sormontata di tagliatelle fresche di pasta all’uovo bagnata da liquore alle mandorle), torta tenerina (base di cioccolato fondente impastato con uova, burro, farina).

DOVE DORMIRE

Hotel Astra – Ferrara – https://www.astrahotel.info/: elegante hotel in centro storico a pochi passi dal Castello. Servizio parcheggio, noleggio bici, ricca colazione anche con dolci tipici ferraresi.

Foto Eva Vallarin

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