Dante a Verona, itinerario nei luoghi della Divina Commedia

Il volto ieratico, quasi minaccioso, si scaglia contro il cielo invernale. Dante a Verona sembra guardare dall’alto tutto con un’espressione dura, per fortuna un piccione si posa sul cappuccio della statua a mitigare la posa, a strappare un sorriso all’osservatore, che altrimenti si sentirebbe intimorito da tanta severità.

La scultura di Dante a Verona è in pieno centro, a piazza dei Signori, e ricorda la sua permanenza qui, che spesso passa inosservata. Eppure il Sommo Poeta arrivò nella città agli inizi del Trecento, dopo l’esilio da Firenze. Verona era liberale e ghibellina, sotto l’influenza di Bartolomeo della Scala, che Alighieri cita nel Paradiso come il “gran Lombardo”, così come il successore alla signoria Cangrande, che divenne il suo mecenate.

Dante a Verona scrisse e completò la Divina Commedia, anzi cita spesso la città e fa riferimento ai suoi signori nell’opera.

Nel Purgatorio, poi, si troverebbe anche la conferma che la storia di Romeo e Giulietta, gli
altri grandi protagonisti della città, non sia solo una leggenda. Si pensa che i due innamorati vissero proprio negli stessi anni sotto la signoria di Bartolomeo e che fu proprio l’Alighieri
ad ispirare la vicenda sui Montecchi e Cappelletti, due famiglie divise tra guelfi e ghibellini. Non si sa se furono proprio i suoi versi a stuzzicare la curiosità di Shakespeare. Oggi sulle mura della casa attribuita a Romeo capeggia proprio la citazione tratta dal Purgatorio.

Per ricordare la presenza di Dante a Verona, soprattutto in occasione del 700 esimo anniversario della morte, si può visitare la città attraverso i luoghi che lo videro protagonista. Come appunto la casa di Romeo e i palazzi nobiliari affacciati sulla piazza dei Signori, ma anche come le Arche Scaligere, le monumentali tombe scaligere dedicate ai signori della Scala.

Oltre al sarcofago di Bartolomeo, che fu il primo a dare ospitalità al Poeta, si trova anche quello di Cangrande, secondo mecenate veronese, scomparso in circostanze misteriose nel 1329.

Si pensa che molti altri luoghi furono di ispirazione per Dante a Verona. Come l’Arena romana, che sicuramente Alighieri vide, che con la struttura a gradoni può ricordare quella dell’Inferno, oppure il portale di bronzo di San Zeno con i suoi bassorilievi che fa pensare alla porta dell’Inferno. Di sicuro Dante conosceva la chiesa, tanto che nel Purgatorio incontra il suo vecchio abate.

Invece per la stesura del Paradiso pare che Dante a Verona si consultò spesso con i frati agostiniani del monastero di Sant’Eufemia e si crede che abbia frequentato anche la Biblioteca Capitolare, mentre sulla facciata della chiesa di Sant’Elena, annessa al Duomo, un’iscrizione in latino ricorda la presenza del Poeta che nel 1320 qui espose la “Quaestio de Aqua et Terra”, poco prima di partire per Ravenna, dove morì l’anno dopo.

Dante a Verona fu raggiunto dalla famiglia, soprattutto dal figlio Pietro, che dopo aver studiato a Bologna con i finanziamenti di Cangrande, divenne il notaio ufficiale del Capitolo, che gestiva la biblioteca e acquistò il palazzo Bevilacqua, ancora esistente proprio di fronte alla chiesa di Santa Anastasia. Nel 1355 Pietro Alighieri acquistò una tenuta in Valpolicella dove ancora oggi,
i diretti discendenti di Dante, producono vini del territorio, mentre la cappella di famiglia di trova nella chiesa di San Fermo.

Le tracce lasciate da Dante a Verona sono innumerevoli e si possono percorrere tenendo il Purgatorio e il Paradiso a portata di mano, seguendo le citazioni.

Nell’ambito del progetto Dante a Verona 1231-2021, per commemorare i 700 anni dalla morte,
la città diventa protagonista di una mostra diffusa, che punta alla riscoperta dei luoghi della presenza e della tradizione del Poeta, attraverso un itinerario che unisce letteratura, arte, storia. Il visitatore interessato, inoltre, può chiedere all’ufficio turistico una mappa speciale che porta a scoprire i monumenti, i versi della Divina Commedia, le curiosità della
città nel Trecento e quelle legate ai discendenti del Poeta.

Inoltre, per raccontare le orme di Dante a Verona è stato realizzato un video speciale, un viaggio
tra parole e immagini con protagonisti la giornalista e scrittrice Francesca Barra e l’attore
Claudio Santamaria, con la regia di Fabrizio Arcuri. Il filmato, dal titolo La Verona di Dante
è disponibile sul canale YouTube del Comune di Verona al link https://www.youtube.com/watch?v=JKSVL4zthE8&t=17s Insomma, una vera full immersion con Dante a Verona.

Info:
www.turismoverona.eu
www.danteaverona.it

Foto: Sonia Anselmo, Pixabay

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