Colli Euganei, trekking tra giardini, eremi e vigneti

“Sorgono isolati come scogli nel mare” così il geologo inglese John Strange, intorno al 1770 descrive i Colli Euganei. Dalla larga, piana, infinita pianura padana, le forme coniche degli Euganei catturano l’attenzione di chi arriva da qualsiasi direzione.

A guardarli dall’alto non si può non concordare con poeti e scrittori che nei secoli li hanno paragonati a isolotti immersi nel mare della pianura. Se la giornata è nebbiosa e avete l’occasione di salire in un punto panoramico, la sensazione sarà quella di fluttuare sul mare.

Il trekking è sicuramente una buona proposta per conoscere la terra degli Euganei, magari alternando il relax termale con la scoperta di borghi e natura in un’area che si estende dai colli all’Adige. E proprio #daiColliallAdige è il tag che contraddistingue iniziative e proposte gratuite del GAL Patavino che variano dalle visite guidate nei borghi alle escursioni di varie difficoltà per scoprire e riscoprire da una prospettiva inedita il territorio dei Colli Euganei e della Bassa Padovana.

Nel cuore dei Colli Euganei, tra il Monte Venda e il Monte Rua, c’è un posto che racchiude tutta l’atmosfera di queste colline che movimentano il piatto paesaggio della pianura a sud-ovest di Padova. È il Giardino Botanico di Casa Marina, un antico casale che è ostello, ristoro, punto informativo e laboratorio di educazione naturalistica e didattica del Parco Regionale dei Colli Euganei.

Il nome non si riferisce al mare, anche se, leggendo la storia geologica dei Colli, si scopre che le prime rocce sedimentarie si sono formate sul fondale del mare che 130 milioni di anni fa occupava la pianura padana. Poi, tra 55 e 33 milioni di anni fa, eruzioni sottomarine hanno formato un arcipelago di isolotti. Il successivo sollevamento e la deformazione del fondale marino hanno creato il particolare paesaggio dei Colli Euganei.

Il Giardino Botanico (sempre aperto, gratuito, con i viali principali completamente accessibili) offre l’opportunità di ammirare 800 delle 1400 specie vegetali esistenti nella zona collinare euganea. Lungo i sentieri si scoprono piante che vengono preservate e moltiplicate per evitare il rischio di estinzione. Si trova l’area delle piante aromatiche, la ricostruzione dei vegri – i prati aridi che interrompono con il loro giallo il verde scuro dei pendii – la vegetazione delle aree umide e quella mediterranea, si vedono i filari di vigne, alcuni ulivi e piante da frutto autoctone.

È il particolare mondo dei Colli Euganei, un ambiente unico che racchiude in una superficie tutto sommato ristretta (circa 200 km quadrati) un’ampia varietà di paesaggi dovuta alla presenza di fattori ambientali estremamente vari. Le diverse pendenze dei versanti, la presenza di suoli molto diversi tra loro, il repentino variare di esposizioni che si susseguono a volte da una parte all’altra dello stesso colle, creano vallate con microclimi diversi, che passano dal mediterraneo al sub-montano. Così i prati riservano sorprese tutte da scoprire tra variopinte orchidee e la gialla e particolare Ruta patavina. Così la robinia – l’acacia arrivata nel Settecento i cui fiori bianchi vengono usati per ottime frittelle – forma spettacolari boschi, come fanno altrettanto maestosamente i castagni. Boschi nei quali può capitare di avvistare volpi, tassi o daini.

Per un primo approccio con l’ambiente e il paesaggio, è consigliabile il facile ma suggestivo percorso che parte proprio da Casa Marina: il sentiero segnato n.9 si snoda a mezzacosta, prima tra vigneti e poi in mezzo al bosco, e fa scoprire una particolarità naturale di queste zone. La strada, inizialmente asfaltata, con ampie curve che fanno ammirare un paesaggio aperto su vigne e ciliegi, procede poi sterrata in leggera salita, addentrandosi in un bosco di roverella e castagni. Il sentiero ha anche una parte di pista predisposta al transito accessibile a carrozzine e passeggini.

Dopo circa un chilometro e mezzo si arriva ad un ampio slargo dominato da alti, possenti, contorti esemplari di maronari centenari. L’innesto dal castagno è una tecnica di coltivazione nota già ai romani che porta alla crescita di piante che possono raggiungere i 13 metri d’altezza e i 5 di diametro e donano frutti
grandi e gustosi. Un tempo sostentamento delle famiglie oggi queste piante restano simbolo di una vita rurale a volte dimenticata.

Nel percorso a ritroso per tornare a Casa Marina si nota una botte che funge da insegna per quello che a prima vista sembra un normale vigneto ed è in realtà un teatro dove il pubblico si siede sul prato, la scena sono i colli e le vigne e il soffitto è il cielo: qui in programma ci sono film, spettacoli e concerti.

Più in alto, sulla sommità del Venda, si notano i ruderi del Monastero degli Olivetani che, in un luogo molto panoramico ma impervio da raggiungere, dialogano idealmente con l’Eremo di Monte Rua. Da qui si può scorgere la caratteristica struttura a piccole case del trecentesco eremo, ricostruito a metà Cinquecento, dove pochi monaci camaldolesi vivono in estrema clausura (è consentito l’accesso in chiesa ai soli uomini per la liturgia domenicale). Si distingue il percorso delle mura che racchiudono una chiesetta attorniata da quattordici celle, ciascuna con cameretta per il riposo, studiolo, cappella con altare, bagno, legnaia e all’esterno un piccolo orto recintato.

Se eremi e conventi sono ì luoghi ideali per ricercare la serenità, a volte basta molto meno. È sufficiente uscire dai piccoli borghi per immergersi in un ambiente diversissimo dalla pianura, caratterizzato da pace e isolamento e da un paesaggio che cambia in continuazione. Ampie e luminose vallate che si alternano a ombrosi boschi sono lo scenario sia di passeggiate facili e rilassanti ma anche di percorsi su stretti ed erti sentieri con asperità degne di terre ben più alte.

Buon esempio di questo distacco dal quotidiano è il trekking che parte dal centro di Torreglia e sale per il “Carromatto” fino alla chiesa di San Sabino, eventualmente raggiungibile anche in auto seguendo la strada provinciale n. 43 fino al parcheggio del cimitero. Da qui si procede in via Monte Rua.

In prossimità della deviazione per Villa Immacolata si svolta a sinistra e si segue il percorso principale fino al Roccolo Bonato, un ampio pianoro in posizione panoramica che ospita un’antica torre, utilizzata tra Sette e Ottocento dai nobili proprietari delle ville sparse sui colli per trascorrere le giornate autunnali con amici in un luogo rustico. Il sentiero, aspro nel primo tratto da Torreglia alla chiesa, in seguito diventa più semplice. Il percorso sale immerso nella vegetazione, tra vecchie querce, robinie, noccioli, castagni e un sottobosco di elleboro e aglio orsino. In una mezz’ora dalla chiesa si arriva all’area del roccolo, attrezzata con tavoli e panche per la sosta. D’estate può capitare che l’atmosfera conviviale di un tempo venga riproposta con concerti serali.

Un trekking altrettanto semplice ma di sicura atmosfera è quello che porta alla scoperta del borgo di Pianzio. A Galzignano, poco lontano dalla vecchia chiesa dedicata all’Assunta, si imbocca una strada che si inerpica in un paesaggio decisamente rurale, con piccole corti, campi sistemati con terrazzamenti delimitati da muretti a secco destinati alla coltivazione di vigne, ulivi, ciliegi e mandorli. Vale la pena soffermarsi qui per osservare le costruzioni rurali, costituite da semplici edifici abitativi affiancati da grandi tettoie destinati a rimessa o fienile, caratterizzate da muri in pietra grigia a volte intonacati a calce, tetti di coppi rossi e solai in legno. Spesso questi edifici ospitano prestigiose cantine, pronte a far scoprire gusti e profumi del territorio.

Il trekking sui Colli Euganei è sicuramente il modo migliore per scoprire l’intenso legame che in questi luoghi c’è da sempre tra uomo e natura. Basta osservare i vigneti, coltivati in lunghi filari che seguono le linee del monte, a volte abbarbicati su antichi terrazzamenti. E basta seguire il verde argenteo degli ulivi: le olive spremute a freddo nei frantoi locali donano un olio delicato. E il passeggiare sui Colli è un’attività per tutte le stagioni, per scoprire come cambiano colori e profumi: così l’estate è un tripudio di infinite tonalità di verde, l’autunno si colora degli intensi rossi e gialli delle vigne, l’inverno regala atmosfere surreali e la primavera profuma di inebrianti robinie e di inaspettati mandorli.

INFO
www.galpatavino.itwww.collieuganei.it – #daiColliallAdige: qui si trova il calendario degli appuntamenti, tutti gratuiti, suddivisi in quattro tematiche:
“Passaggi Rurali” passeggiate nei borghi, trekking sui colli e visite guidate a ville e musei
“Before Venice” alla scoperta della storia millenaria di questi luoghi, dagli Antichi Veneti a Venezia
“Bike and Wild” tour in bicicletta
“Antiche Vie della Fede” alla scoperta di eremi, chiese rurali, monumenti storici, musei di devozione popolare e antiche strade dei pellegrini.

Testo di Eva Vallarin
Foto: Eva Vallarin, Vittorio Galuppo, Giorgio Chiodetto

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