Cerreto Guidi, il Rinascimento e la sfortunata Isabella

tramonto su Cerreto Guidi


Cerreto Guidi
(Firenze) con “La notte d’Isabella” rivive la drammatica fiaba rinascimentale nei suoi aspetti più popolari e spettacolari. L’amara sorte di Isabella diventa occasione per celebrare la dama sfortuna e il suo mondo, così il 2 e 3 luglio 2016 il borgo ha messo in moto la macchina del tempo.

Il centro storico della cittadina subisce un salto all’indietro, di colpo siamo nel Rinascimento,
ai piedi della Villa Medicea, dove visse Isabella, le strade si animano di artigiani, taverne, antichi mestieri, giochi di altri tempi, saltimbanchi. Un grande affresco rinascimentale in carne e ossa, compresi i bambini che anzi sono i più credibili. Il corteo dei nobili sfila, deliziando i forestieri con rime e motti; la domenica la festa si conclude con il gran finale.
Sono un po’ scettica di fronte a queste rivisitazioni storiche, ma La notte d’Isabella brilla per la sua autenticità, dovuta alla partecipazione attiva degli abitanti di Cerreto.

Isabella nacque in una famiglia importante, i Medici, granduchi di Toscana, fu destinata in sposa a Paolo Giordano I Orsini, duca di Bracciano. Mentre Isabella ebbe fama di essere dama intelligente e affascinante, non si può dire altrettanto per il consorte, già il favore popolare e della corte non piaceva al nefasto marito, che quando ebbe certezza del tradimento coniugale la uccise. Ma anche no, infatti la versione più semplice dei fatti ci dice che il 16 Luglio 1576, Isabella morì per cause naturali. Ad alimentare il sospetto di uxoricidio rimane la considerazione che la morte di Isabella, fu un vantaggio politico per il fratello e il marito. In tutta chiacchierata vicenda, il maggiordomo è scagionato.

Cerreto Guidi coltiva un rapporto speciale con il racconto del passato. Dal 2011 durante il periodo natalizie il borgo si trasforma in una galleria d’arte: La via dei presepi. In occasione della notte d’Isabella è stato possibile osservare due esempi. Giuseppe, di professione carabiniere e presepaio per passione, ha raccolto nella torre del paese alcune delle sue scenografie in miniatura sul tema della natività, ispirate alla tradizione partenopea e in omaggio al tema della festa ha realizzato una fedele riproduzione della Villa Medicea.

Jessica Mancini soffre di una malattia che la costringe a lunghe notti insonni, ha una formazione artistica, anni di lavoro nella falegnameria del padre e le piace fare l’uncinetto, soprattutto ha creatività e determinazione. Da tutto ciò nasce l’idea del presepe all’uncinetto e il gruppo delle Dame dell’uncinetto, volontarie che hanno contribuito a realizzare maglia per maglia il progetto. Jessica ci tiene a precisare che per essere Dama dell’uncinetto non sono richieste abilità particolari, basta saper fare la “semplice” catenella, che successivamente viene rielaborata. La Villa d’Isabella è stata riprodotta punto per punto, come gli oltre 7000 mattoni.

Per arrivare a Cerreto Guidi si lascia alle spalle la 4 corsie Firenze Pisa Livorno; dopo Empoli, avvicinandosi alla meta si nota il cambiamento, la presenza della vite diventa preponderante. Qui la terra è buona per produrre ottimo vino. Quando la qualità era poco meno di una stravaganza, quando i sommelier erano ancora da inventare, Cerreto Guidi era già famosa per il vino buono. Quindi la degustazione del vino cerretese è obbligatorio in questo viaggio temporale attraverso la tradizione della cittadina toscana. Il sommelier Lorenzo Caponi, appassionato e competente, ha tracciato il profilo storico e delineato la situazione attuale delle aziende viticole.

Quando si parla di un territorio vocato alla coltivazione della vite, in terra di Toscana il confronto va al territorio del brunello e Caponi nel pronunciare la parola Montalcino assume un tono devozionale.
Per conoscere meglio la nobile Isabella si può visitare la Villa, posta alla sommità del paese, come un’elegante fortezza dalla quale si gode un tramonto su montagne lontane.

Dove mangiare: Per La Notte d’Isabella non può mancare l’Osteria con i piatti della cucina contadina. Il tris di frattaglie con trippa, zampuccio e panino al lampredotto sono un saporito esempio di quanto possa essere ricca la cucina povera, in aggiunta da notare che la trippa portava una nota unica dovuta alla “mescolanza”, il mix di spezie, a formula segreta, che prepara il droghiere di un paese vicino.Per finire versioni varie di crostate e dessert contadino, le pesche con il vino accompagnate da fetta di pane, toscano, e zucchero.

Foto di Maria Luisa Bruschetini

Info: www.lanottedisabella.it

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