Angoli di Sicilia tra natura, archeologia e borghi antichi

tempio Selinunte

Atterrare di notte all’aeroporto di Palermo, l’odore del Mediterraneo che cancella quello del kerosene e s’infiltra all’interno annulla l’asetticità dell’aria condizionata, proseguire in macchina tra una mezza luna lucida e stelle accese, poi arrivare a destinazione e mi stordisce il profumo di terra e aranci.

Domani mattina inizierò la scoperta di questa parte di Sicilia, il Distretto Turistico Selinuntino, Belice e Sciacca Terme, una vasta zona compresa tra la Palermo e Trapani, un ampio territorio con molte perle da conoscere, so già che due giorni saranno ben pochi e quindi fin da ora medito sul ritorno.

Al mattino mi sembra ovvio passeggiare tra ulivi secolari, aranci, fichi d’india e il mare in lontananza. Il fascino dei luoghi è dato dalla Natura, dai palazzi e anche dalle persone che vi abitano. Le buone iniziative che creano occasione di crescita del patrimonio umano vanno ascoltate, come l’esperienza della Winter School Sicania a Menfi, un progetto rivolto ai ragazzi per aiutarli a sviluppare attività finalizzate a valorizzare il territorio. La Winter School è
ospitata nelle sale del Palazzo Planeta che l’omonima famiglia, nota per i suoi vini, ha donato al Comune.

Da Menfi salendo verso i Monti Sicani si raggiunge Giuliana, da lontano è suggestiva posata sulla cresta, in bella mostra al sole e alle valli. Poco più di un borgo che nasconde un castello, sembra strano ma è così. Nell’immaginazione il castello è qualcosa di dominante, invece quello di Giuliana, costruito per volere di Federico II, quasi non si vede, la sua potenza si palesa quando si entra e ci si guarda intorno, la sua forma di aquila, salendo fino al punto più alto sembra di poter volare.

Nel viaggio a ritroso verso Castelvetrano, una rapida incursione a Sambuca di Sicilia, divenne importante quando gli arabi scelsero questa collina per edificare un castello. Sambuca o Zabut come si chiamava un tempo, è annoverata trai I Borghi più belli d’Italia, in uno dei suoi palazzi (Palazzo Panitteri) ha sede Iter Vitis, riconosciuto Itinerario Culturale Europeo. Sambuca presenta tutte le stratificazioni delle sue storie, da vicoli saraceni alle chiese barocche, zigzagando nelle strade si salire fino alla piazza panoramica.

Una visione come uno squarcio che lascia nella memoria i colori dei palazzi accessi dal tramonto, impossibile non provare, subito, nostalgia. La Chiesa di San Domenico a Castelvetrano è definita la Cappella di Sicilia, ma considerato che l’originale è affrescata, quella siciliana
va specificato che è in 3d. Sul finire del 1500 ad Antonio Ferraro fu commissionato il decoro interno della chiesa e ne fece un capolavoro, stucchi scultorei che realizzano un’opera unica.

Riserva Naturale Orientata Torre Salsa si trova tra Siculiana Marina ed Eraclea Minoa, una piccola parte appartiene al WWF, la stragrande maggioranza dei terreni sono privati, come quelli dell’azienda viticola Baglio Caruana, che ha dentro la riserva alcuni suoi vigneti.

Per gli amanti delle spiagge, la Riserva offre un’ampia baia di sabbia racchiusa da scogliere bianche, non è detto che la stagione balneare sia la migliore per godersi la ricca flora e la fauna. Qui nidificano molti uccelli migratori e anche la testuggine di mare è tornata a deporre le uova. Un esempio pregevole di come, con le dovute cautele, possono coesistere,
turismo, attività agricole e Natura.

Proseguendo in direzione Castelvetrano, ecco la Riserva Naturale Orientata del Platani tra i Comuni di Ribera e di Cattolica Eraclea, una rete di percorsi nella macchia mediterranea, una lunga spiaggia caratterizzata dalla scogliera di Capo Bianco.

Il parco archeologico di Selinunte è il più vasto del Mediterraneo e non riesce neppure a darci una piccola idea della megalopoli che fu. La Città si sviluppò tra il VI e III secolo a.C. grazie al commercio raggiunse oltre i 60.000 abitanti, oggi diremmo che faceva import/export con i
greci e i cartaginesi, la sua vocazione mercantile era talmente forte che i suoi amministratori neppure si preoccuparono di dotarla di mura, almeno in un primo momento. La straordinaria contiguità di edifici in stile greco e fenicio, la presenza della rappresentazione della dea fenicia Tanit, templi dedicati alle divinità dell’Olimpo, testimoniano che a Selinunte si scambiarono merci e culture. La luce del tramonto regala alle pietre una magia palpabile, senza tempo.

Notte tra 14 e 15 gennaio 1968, la Valle del Belice fu ferita da un forte sisma, così anche il piccolo paese di Vita fu spazzato via. Il paese nuovo è stato costruito come prolungamento di quello reso inagibile dal terremoto, che però non è abbandonato, anzi è vissuto.
Si può vedere l’interno di un’abitazione coperta di calcinacci fissata nel tempo di quella notte, poco più avanti panni stesi al sole e bimbi. Mura spezzate, ciò che era dentro ora è fuori, si cammina sulla battigia del tempo. In questo le tradizioni antiche ancora oggi vissute con partecipazione finiscono per azzerare del tutto il senso lineare del calendario. Il fascino delle mani che realizzano arabeschi di pane usati per la Festa di San Giuseppe m’inchioda in una bolla, da dove qualcuno mi tira fuori ricordando l’orario del volo di rientro.

Dove Mangiare: L’arte del Gusto, S.S. 115 Km 1,500 Castelvetrano (Tp) Tel 0924 818114 www.facebook.com/lartedelgusto Pesce ottimo cucinato e presentato con gustosa delicatezza. Nell’antipasto il cous cous e il cartoccio di Cappuccetti Fritti, seppioline, sono
stati i vertici dell’eccellenza. Le Busiate al ragù di dentice non ammettono commenti ma solo bis. Oltre al cibo anche l’edificio che accoglie il ristorante è piacevole. Insomma consiglio una sosta ben lunga.
Dove Dormire: Casa di Latomie/ Azienda Agricola Antonino Centonze S.S. 115 dir. per Selinunte km 0+500 91022 Castelvetrano TP Tel. 0924 90 77 www.casedilatomie.com/italiano/home/ L’agriturismo si presenta come un minuscolo borgo, le camere sono dislocate in vari punti. Il paesaggio è segnato dalle antiche latomie da cui gli antichi greci prelevarono la pietra per la costruzione di Selinute, per il resto olivi pluricentenari, fichi d’india e aranci. L’azienda agricola Antonino Centonze produce olio extravergine di oliva biologico, è presidio slow food proprio per i suoi uliveti, Nocellara del Belice, così antichi, l’età media è di 300 anni. A colazione da non perdere i dolci della Sig.ra Centonze, neppure la marmellata di arance, insomma alzatevi con tutta calma per iniziare bene la giornata. Una passeggiata tra le archeo-piante e una ricca colazione. Il ristorante Casa delle Latomie: cucina siciliana nelle sue ampie declinazioni, preparati in maniera equilibrata, dove ogni sapore è pieno ma non invadente, soddisfatta tutta la passione per la cucina tradizionale e apprezzato le altre proposte.

Foto di Maria Luisa Bruschetini

Info:
Distretto Turistico Selinuntino www.facebook.com/distrettoturisticoselinuntino/
Riserva Orientata Torre Salsa www.wwftorresalsa.com/
Foce del Platani www.siciliaparchi.com/_riserveNaturali.asp?order=prov&voce=Agrigento

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