Abbazia di Novacella tra arte, religione e vigneti

I vigneti che la circondano sembrano una culla verde e preziosa. Le cupole dell’Abbazia di Novacella
emergono dalle terrazze coltivate, svettanti sul grigio cielo carico di pioggia.

Avvicinandosi sempre di più l’antica costruzione rivela la sua bellezza architettonica, perfettamente calata nel panorama dell’Alto Adige.

A pochi chilometri da Bressanone, nel borgo di Varna, quasi un’estensione della cittadina sud tirolese, l’Abbazia di Novacella è una meta irrinunciabile da visitare.

Si arriva facilmente con i mezzi pubblici da Bressanone, gli autobus passano frequentemente, si prendono
con la Brixen card (la tessera che permette di viaggiare su treni e bus regionali e di avere le entrate gratuite,
compresa l’Abbazia, a varie attrazioni locali), e le fermate sono nel centro di cittadino, in particolare
davanti all’Ufficio del Turismo il bus è il 2 altrimenti il numero 3 davanti all’ospedale o all’autostazione.

Antica e affascinante, l’Abbazia di Novacella fu fondata nel 1142 dal vescovo Hartmmann di Bressanone, all’epoca
grande e importante diocesi principesca. Per la costruzione, chiese aiuto ai potenti nobili di Sabiona, piccola
rocca nei dintorni, Reginbert e sua moglie Christina fecero grosse donazioni per edificare e poi arricchire
l’edificio dei Canonici Regolari di Sant’Agostino.

Papa Innocenzo II emise per Novacella una bolla di conferma e di protezione e nel 1157 anche l’imperatore Federico I Barbarossa, di cui Hartmann era confessore, prese l’Abbazia sotto la sua protezione.

Da allora i religiosi sono impegnati nella cura delle celebrazioni liturgiche, nella preghiera corale e soprattutto nell’attività parrocchiale: la maggior parte dei 22 canonici attuali è parroco e vive nei paesi dei dintorni mentre tutti insieme continuano ad occuparsi del vigneto e delle altre attività “materiali” che portano al sostentamento dell’Abbazia.

Proprio la cantina dell’Abbazia di Novacella è uno dei fiori all’occhiello della struttura. E’ una delle
più antiche al mondo ancora attive, dal 1142 ad oggi, mentre il vigneto che la delimita è quello più a nord di Italia, il primo che si incontra passando i confini e le Alpi.

Vengono tuttora prodotti vini rinomati: un bianco da otto diverse varietà, coltivate sulle terrazza che circondano l’abbazia, mentre i rossi vengono ottenuti dalle viti di proprietà che crescono più a sud, nei dintorni di Bolzano.

Le due linee di vini vengono vendute, insieme ad altre proposte dei canonici, come le tisane con le erbe di montagna, l’amaro dei religiosi e le creme bio, al negozio enoteca all’ingresso del monastero, mentre la cantina si può visitare con la guida e con una piccola degustazione ogni martedì e giovedì alle ore 16.

Superato l’ingresso con l’enoteca e il bel giardino ricco di rose, che in autunno si tinge di colori caldi, ecco che si apre subito il complesso ricco di elementi da visitare.

Il primo impatto è con il Castel Sant’Angelo, ovvero la cappella fortificata dedicata all’arcangelo Michele: fu consacrata nel 1198, come testimonia il campanile romanico, quando l’interno monastero venne ricostruito a causa di un incendio che distrusse tutto.

Nei secoli l’Abbazia di Novacella ha subito ristrutturazioni in stile con le mode architettoniche, impiegando artisti di talento, è diventata un centro importante per la vita culturale, tra religione, arte e ricerca scientifica, del Sud Tirolo, con il convitto per i ragazzi tuttora in funzione, mentre ha ospitato pellegrini di ogni epoca sulle vie sacre verso Roma che passavano da queste parti.

Una visita al chiostro gotico, con le arcate ogivali e un ricco tesoro di affreschi, è d’obbligo, così come un giro
d’orientamento tra i vari edifici, i cortili, i vigneti, il piccolo cimitero.

Per l’interno, l’Abbazia di Novacella è accessibile solo con le visite guidate che iniziano alle 10, ogni ora, dal lunedì al sabato.

Attraverso i racconti delle guide, si scoprono il museo dove sono raccolte molte opere sacre, la pinacoteca
con tavole e altari realizzati dai più famosi artisti tirolesi nel corso dell’attività del monastero, la splendida
biblioteca in una grande sala in stile rococò che conserva ben 90 mila volumi in varie lingue e su diversi
argomenti, da manoscritti medievali alle primi libri stampati.

Il clou della visita guidata è però la chiesa dell’Abbazia di Novacella, inondata di luce e ricca di colori pastello, soprattutto il rosa, in tipico stile tardo barocco bavarese, con giochi di continuità tra pittura e scultura. Come ad esempio la gamba con stivale che sembra penzolare da un angolo ed è soltanto il proseguimento della figura dell’affresco sovrastante, fatta in stucco. Una curiosità della chiesa: gli angeli riprodotti all’interno sono 365, uno per ogni giorno dell’anno.

Questa elaborata struttura ha fatto sì che l’Abbazia di Novacella venne considerata nel tardo Seicento l’ottava
meraviglia del mondo.

Oggi girare per l’Abbazia di Novacella è come passeggiare attraverso i più importanti periodi artistici, incontrando il romanico, il gotico, il barocco e il rococò, ma è anche soddisfare la voglia di relax con l’atmosfera quasi mistica che si respira nel chiostro e nei cortili e i sensi più profani con le degustazioni dei vini della cantina.

Info www.kloster-neustift.it/it/
www.brixen.org

Foto di Sonia Anselmo, www.kloster-neustift.it, dreamstime.com

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