Zlin, la città funzionalista delle scarpe in Cechia

Legata com’è all’industria, avrebbe potuto essere grigia e triste. E invece no, Zlin è moderna e vivace, immersa nella natura e nel verde della Repubblica Ceca.

In Moravia, capoluogo dell’omonima regione, la città fu costruita in stile funzionalista ed è un esempio unico di urbanistica e architettura del periodo tra le due guerre non solo per la Cechia.

Tutto è economico, razionale e funzionale: ville, case unifamiliari, appartamenti, colonie di operai, case collettive, edifici pubblici, il primo grattacielo ceco, la numerazione originale delle strade secondo l’orientamento e degli edifici in base alla posizione.

A Zlin gli edifici si somigliano, con i mattoni rossi all’esterno, ma uno in particolare è il cuore e l’anima della città: l’industria Bata. Lì è iniziato tutto, grazie a Tomáš Baťa senior.

Il fondatore dell’azienda di calzature ceca era un visionario. Diede inizio ad un’ascesa senza precedenti della città e della regione, creando condizioni di vita e di lavoro uniche per l’epoca: realizzò, intorno alla sua fabbrica, un borgo dove tutto fosse a misura d’uomo, dove gli operai potessero vivere serenamente, dedicandosi anche ad altre attività, come lo sport, oltre al lavoro.

Zlin nacque secondo il modello Bata, con un’architettura tipica, con standard edilizi uguali e una semplificazione assoluta negli elementi di costruzione. Tutti gli edifici hanno lo scheletro di cemento armato con il rivestimento di mattoni e le finestre con cornici di metallo.

Nel 1939, l’erede dell’azienda, Antonín Baťa, diede a Zlin una nuova struttura dominante, l’iconico edificio amministrativo 21, centro dell’impero di famiglia. I sedici piani e l’altezza di 77,5 metri gli assegnarono il titolo di primo grattacielo cecoslovacco. Ancora oggi stupisce l’ascensore che fungeva anche da ufficio mobile del capo ancora funzionante.

Proprio dal terrazzo del grattacielo Bata si ha una splendida veduta della cittadina, del verde e degli altri edifici sviluppatesi dopo la Prima Guerra Mondiale. Per godere al meglio il panorama in totale serenità, c’è una caffetteria con i tavolini all’aperto inseriti in un piccolo giardino zen.

Ruotando tutto intorno al marchio di calzature, è inevitabile a Zlin visitare un altro edificio funzionalista, 14|15 Istituto di Baťa, che ospita il museo delle scarpe. Conserva una collezione di pezzi pregiati che va dal XVI secolo ad oggi, provenienti da tutto il mondo.

Dall’Africa arrivano calzari in pelle d’ippopotamo, dal Giappone le calzature delle geishe,
dalla Cina quelle speciali che costringevano le bambine affinché il piede subisse modifiche
innaturali, dall’Europa degli antichi fasti le pantofoline ricamate delle aristocratiche, gli stivali “alla moschettiere”, i mocassini con fibbie in argento o oro.

Non mancano gli esemplari più belli prodotti dall’industria locale, oltre a manifesti e pubblicità che attraversano tutto il Novecento e arrivano ai giorni nostri. Oggi Bata non produce più a Zlin, ma il marchio si trova in tutto il mondo, conosciuto e venduto ovunque.

La città rimane comunque legata all’industriale dalle idee lungimiranti, che fu anche sindaco e che oggi dà il nome all’Università, dove si distingue un atelier di design per le calzature. Inoltre l’azienda fondò anche una galleria d’arte professionale: nata grazie alle opere acquistate nei saloni, alle rassegne d’arte nazionale contemporanea, classica e d’avanguardia, si trova nell’edificio 14 del complesso di fabbriche di Zlín.

Il nuovo Salone di Zlín si è ricollegato con successo a queste tradizioni assieme al Salone dei giovani di Zlín, riservato alle più interessanti opere degli artisti di talento sotto i 30 anni di età.

Zlin non è famosa solo per le scarpe e l’architettura. Ospita durante l’anno parecchi eventi culturali e sportivi come lo Zlin Film Festival, dedicato al cinema per bambini e ragazzi,
la gara automobilistica del Barum Rally e vari spettacoli folkloristici.

Alla periferia di Zlin, la natura torna protagonista. Ci si imbarca per una serie di canali che si irradiano nella campagna. Furono costruiti sempre da Bata tra il 1934 e il 1938 e servivano per trasportare le merci e allo stesso tempo incrementare l’agricoltura. Ora sono placidi percorsi acquatici dove si affittano barche, sulle rive sfilano molti escursionisti in bicicletta, pescatori con la loro attrezzatura, capanni, bar e villette.

Fino ad arrivare a Stud Napajedia, piccola cittadina dove l’attrazione principale è un maneggio-scuderia con 260 cavalli, famoso già nell’Ottocento e da dove sono passati parecchi campioni d’equitazione.

Info:
www.visitczechia.com/it-it

Foto di Sonia Anselmo, dreamstime.com

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