Waterland, borghi d’Olanda tra formaggi e pesca

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Acqua, pascoli, pescatori, formaggi. Il Waterland è un mondo bucolico, fatto di villaggi, ognuno diverso dall’altro, ma con un comune denominatore: la terra rubata all’acqua. E’ l’Olanda tipica, quasi un cliché, con un alto potere di seduzione per quest’atmosfera rilassata e unica. L’autobus 316, preso alla stazione di Amsterdam, con il biglietto regionale della card di IAmsterdam, in poco più di mezz’ora fa tutte le fermate fino a Edam, il paese del formaggio.

Qui l’estate c’è il mercato del famoso prodotto di latte vaccino, venduto in forme dalla pasta giallo tenue e una protezione di cera sottile, rossa per l’esportazione, gialla per il consumo interno. L’Edammer è un formaggio storico, diffuso e conosciuto sin dal Medioevo e dal Cinquecento i fattori portavano al villaggio, sulle barche o con i carri trainati dai cavalli, il loro prodotto per farlo pesare, vendere ed esportare.

Una tradizione che continua ancora oggi, con rievocazioni in costume ogni mercoledì dalle 10,30 alle 12, 30 per tutta l’estate. Tuttora, proprio come nel Rinascimento, ciascun produttore porta il formaggio con un carro trainato da cavalli o in barca.
Una volta arrivato, il formaggio viene prelevato da speciali scaricatori e consegnato ai mercanti che lo assaggiano estraendo un campione dal cuore, e ne determinano il prezzo a seconda della qualità: sono loro i veri esperti del formaggio. Se un carico viene accettato, gli scaricatori
lo sistemano su delle carriole per portarlo alla bilancia nell’edificio della pesa. Ogni anno si tengono otto mercati di mattina, a luglio e agosto, e un mercato serale di sabato dalle 20.30 alle 22.30, insieme ad un grande mercato delle pulci.

Inevitabile voler assaggiare l’Edam nella città  di cui prende nome. Nel villaggio, anche se non è ancora estate e le bancarelle non sono in piazza, ci sono vari piccoli caseifici che propongono il prodotto in molte varianti e invecchiamenti, con le spezie o liscio. Tutto da gustare. Ma Edam è anche un delizioso borgo da scoprire a piedi, una volta scesi dall’autobus.

Sorto sulla diga di Ee già nel Duecento, è sempre stato un importante centro commerciale e nel XVII visse un periodo di splendore con i cantieri navali, la pesca alle aringhe e ovviamente il formaggio. Passeggiare tra le stradine e lungo i canali con le case tutto perfettamente in ordine, i giardini curatissimi, i piccoli ponti, i magazzini del formaggio, la grande chiesa di San Nicola, il Municipio, l’antica torre campanaria, è come tornare indietro nel tempo.

Riprendendo l’autobus e tornando verso Amsterdam, si può fare tappa a Volendam, forse il più conosciuto dei villaggi della zona, di sicuro il più turistico. A tre chilometri da Edam, è totalmente diverso: originariamente era il porto utile per i commerci, sul lago Ijsselmeer, nella metà del Trecento gli abitanti della periferia di Edam scavarono un canale nello Zuiderzee per creare un porto più efficiente, nacque così una nuova comunità  di pescatori e contadini. Il villaggio, oggi, è un incantevole labirinto di strade intorno al canale che sfociano tutte al porto, tra negozi di souvenir e ristorantini di pesce. Tantissime casette, i ponti levatoi, l’antica chiesa con il cimitero, le statue dedicate ai pescatori o alle contadine danno al luogo un’atmosfera romantica e retrò.

Dal porto, durante la primavera e l’estate, parte anche il traghetto per Marken, il piccolissimo
borgo rimasto ancorato nelle piaghe dei secoli. Marken, fino a poco tempo fa, non era collegato alla terraferma e la comunità locale ha vissuto come sempre nelle proprie tradizioni. Ora, oltre al traghetto, c’è una strada e si può arrivare comodamente in autobus.
Marken e Volendam, essendo poi così vicine ad Amsterdam, sono tra le mete più amate dai visitatori dell’Olanda, anche per un pranzo di pesce in riva all’acqua o una rasserenante passeggiata.

Più particolare e meno conosciuta è Monnickendam, a pochi chilometri da Volendam sulla strada per Amsterdam. Anche questo borgo sembra sospeso nel tempo: fu fondato nel XIII secolo dai monaci frisoni, che qui eressero una diga chiudendo il Purmer Ee. Infatti, Monnickendam
significa “la diga dei monaci” e grazie alla sua posizione ha sviluppato nei secoli l’industria navale e i commerci.

Purtroppo gli edifici originali della fondazione sono andati persi in un grande incendio del 1355, si è salvata soltanto la Torre dell’Orologio con un carillion ancora funzionante con le figure animate di angeli e cavalieri che risuona ogni quarto d’ora mattutino dei sabati. Nel borgo, anche la chiesa di San Nicola con la torre alta 60 metri che domina la città, il Municipio del Settecento tutto decorato, la Pesa pubblica, il ponte levatoio, antiche case e il porticciolo consacrato alla pesca delle aringhe.

Riprendendo l’autobus per tornare ad Amsterdam, merita una sosta il villaggio di Broek in Waterland, a pochi chilometri da Monnickendam. E’ una bella cittadina del XVII secolo, circondata da un lussureggiante paesaggio, tra canali, laghi e campi, con le case dalle facciate color pastello, i gatti sonnecchianti al sole e i giardini ricchi di fiori. Un tempo questo borgo era una residenza popolare per i commercianti e i marinai di Amsterdam, fu visitato persino da Napoleone: si racconta che fu costretto a togliersi gli stivali, perchè gli abitanti di Broek erano ossessionati dalla pulizia e dal terrore che i batteri potessero infettagli le colture per la produzione del formaggio.

Oggi è un tranquillo borgo dove passeggiare per ammirare le antiche case o starsene seduti sulle panchine lungo il lago ad ammirare le piccole barche che passano sotto il ponte basso. Broek emana un senso di immutabilità  e serenità, di passato e di tradizioni, un po’ come tutti i villaggi del nord est dell’Olanda, quasi in contrapposizione con la frenesia metropolitana della vicina Amsterdam.

Foto di Sonia Anselmo
Info www.holland.com/strong>
Si ringrazia www.holland.com e www.iamsterdam.com

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