Uzupis, la repubblica delle arti nella Vilnius alternativa

Un cartello sul ponte dà il benvenuto a tutti gli artisti usando come simbolo la Gioconda, poco oltre sul fiume giace un pianoforte, nel giardino accanto sventolano bandiere colorate. E’ l’accesso a Uzupis, qui
inizia la Vilnius alternativa.

Uzupis non solo il quartiere degli artisti, è una vera repubblica e il primo aprile di ogni anno
festeggia la sua Indipendenza. Per quel giorno al ponte di accesso di Uzupis, sul fiume Vilnete, un ufficiale
di frontiera decora un passaporto speciale ai visitatori con un timbro: da quel momento si può
divertirsi tra le bancarelle, esplorare i laboratori e girare per le stradine arredate a festa.

Il resto dell’anno Uzupis resta un quartiere alternativo, piccolo e visitabile di Vilnius, separato dalla
Città Vecchia dal fiume e dai due ponti che normalmente portano le testimonianze d’amore con i soliti
lucchetti. Quella che un tempo era considerata una parte degradata di Vilnius, agli inizi degli anni Novanta
è cresciuta e si è trasformata in una ricca zona alla moda di artisti, intellettuali e uomini d’affari locali.

Il 1 aprile 1997, quasi per gioco, i cittadini di Uzupis hanno dichiarato l’indipendenza, con tanto di
simbolo, una mano con il “gimme five”, e la costituzione. Si può leggere in molte lingue del mondo sui pannelli affissi sul muro che scorre lungo via Paupio una delle arterie del quartiere: “ogni uomo ha il diritto di essere felice” recita la Costituzione, insieme ad altre curiose regole.

Come “Ogni uomo ha il diritto di vivere vicino al fiume Vilnelé e il Vinelé ha il diritto di scorrere vicino agli uomini”, come “ogni uomo ha diritto a vivere con un
cane o un gatto, il cane ha il dovere di seguire l’uomo, il gatto non ha il dovere di amarlo ma solo di aiutarlo
nei momenti difficili”.

Via Paupio porta al cuore stesso di Uzupis, la piazza dell’Angelo. La leggenda narra che il posto dell’Angelo
fu suggerito dal Dalai Lama durante una visita a Vilnius: in realtà i cittadini cercavano un luogo
dove omaggiare l’angelo custode di Uzupis, creato da Zenonas Stenis, uno degli artisti protagonisti
della comunità e lo trovarono sopra al piedistallo nel centro della piazza, circondata da bar, ristoranti,
negozi, gallerie.

Da qui si possono visitare le stradine del quartiere andando verso il fiume, tra murales colorati, le antiche
casette di legno restaurate e trasformate in botteghe artistiche e artigiane, il centro di arti visive, le sculture e le opere sparse per Uzupis, specialmente lungo il Vilnelé dove sorge anche l’Incubatore d’Arte.

Nel 1996 nella casa vicino al fiume un gruppo di studenti dell’Accademia d’Arte di Vilnius ha fondato una comunità artistica e nel 2002 il comune di Vilnius ha decretato questo posto ufficialmente come una culla d’arte, dove
le espressioni e i movimenti sono liberi di nascere, svilupparsi e creare.

Uzupis sembra essere destinata da sempre a questa indole fantasiosa. La piccola chiesa di San Bartolomeo fu trasformata in una bottega di scultori durante il periodo sovietico e oggi appartiene a una piccola comunità di cattolici bielorussi di Vilnius, mentre il Monastero dei Bernardini è diventato sede dell’Accademia dell’Arte.

Un altro segno storico è una preziosa insegna all’ingresso di una bottega che riporta la presenza della Gilda degli artigiani in questo luogo sin dal Cinquecento: oggi qui i maestri della ceramica propongono opere ispirate i reperti trovati negli scavi archeologici e offrono anche corsi e workshop.

Un’altra curiosità di Uzupis è la sirenetta. Pochi sanno che Vilnius ha la sua statuetta dedicata alla creatura marina: si dice che durante l’alluvione del 2004 una sirena avesse deciso di immergersi ma tornò indietro sedendosi per sempre sulla banchina del molo, cantando per attirare i visitatori a Uzupis. Si trova sotto il ponte d’accesso e vicino a lei si trova un’altra attrazione molto amata dagli abitanti, l’altalena del Destino, un’altalena che dondola sull’acqua.

Uzupis è l’anima alternativa di Vilnius, così libera e creativa, e dona alla città un cuore passionale. Vilnius, soprattutto sotto i cieli grigi che l’ammantano spesso, può sembrare fredda e triste, al contrario possiede molti
fermenti vivaci. Ma bisogna andarli a cercare.

Come nel MO, il nuovo museo dedicato all’arte moderna lituana, aperto in quello che era un vecchio cinema del periodo sovietico, diventato subito un polo d’attrazione per Vilnius, anche per il giardino delle sculture, la libreria specializzata e la caffetteria. (https://mo.lt/en/)

La creatività si trova anche nell’hotel Artagonist, in pieno centro storico. Già la hall è un tripudio delle espressioni contemporanee, ogni stanza è diversa dalle altre dando spazio ad artisti lituani e il ristorante propone piatti ispirati all’arte: insomma, una vera full immersion. (www.artagonist.lt)

A poca distanza, c’è l’altro recente hotel di Vilnius: Pacai si trova nell’antica residenza
nobiliare della famiglia Pacai, un ramo di quella famosa dei Pazzi che attentò alla vita di Lorenzo il Magnifico
nella Firenze dei Medici del Rinascimento, e ha mantenuto nella ristrutturazione molti elementi storici
come gli affreschi e alcune sculture ritrovate. Le 104 stanze sono di un lusso non ostentato, con design ispirato alla natura dei Paesi Baltici, nei toni neutri, perfette per coniugare la Vilnius alternativa con quella storica. (https://hotelpacai.com/en). Il tutto a una breve passeggiata da Uzupis.

Info www.vilnius-tourism.lt/en/
Foto di Sonia Anselmo

In collaborazione con Lithuanian Tours Italia, tour operator specializzato nelle Repubbliche Baltiche che offre viaggi di gruppo su misura, escursioni e servizi. www.lithuaniantours.it/

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