Tournai, sotto il segno della Storia in Vallonia

I cinque campanili osservano dall’alto passare i secoli, sotto, nella Grand Place dai palazzi eleganti e i caffè, la vita scorre. Tournai è un gioiello poco conosciuto, fatto di mille influenze, di meraviglie architettoniche, di raffinatezza.

In Vallonia, una delle due città più antiche del Belgio, deve il suo passato incredibile alla posizione geografica, in un territorio fertile, sulla riva della Schelda, il grande fiume navigabile che attraversa i Paesi Bassi, fino ad Anversa e il Mar del Nord. Ma soprattutto Tournai si trova vicino al confine con la Francia, più vicina a Lille che a Bruxelles, e questo l’ha portata a vivere avventure, vicissitudini, contese, alti e bassi, assistendo a re, imperatori, vescovi, ognuno dei quali ha cercato di modificarne l’aspetto.

Così a Tournai oggi si trovano ponti medievali e palazzi barocchi, chiese romaniche e gotiche, e il Beffroi più antico del Belgio. Proprio la torre civica, alta 72 metri, è uno dei simboli cittadini e ricorda l’illustre passato.

Di origine romana, Tournai deve l’espansione e il periodo di splendore assoluto all’alto Medioevo, quando divenne capitale del regno dei Franchi Salii sotto Clodoveo I, che qui era nato intorno al 466. Quando, più tardi, i sovrani si spostarono nella futura Francia, la città divenne una signoria episcopale, con un certo potere e indipendenza.

Questo spirito di autonomia ha soffiato indomito nel corso dei secoli: è sopravvissuto a distruzioni normanne, alla formazione di un comune sotto la sovranità diretta del re di Francia, all’assedio trecentesco di Edoardo III d’Inghilterra, a un breve dominio inglese che ha visto
arrivare qui persino Enrico VIII, all’unione con le Fiandre asburgiche di Carlo V, rivolte, invasioni, cessioni, guerre mondiali, fino ad oggi che è una città belga francofona in Vallonia.

Questa ricerca della libertà è ben rappresentata a Tournai da un’eroina, Marie Christine de Lalaing, principessa d’Espinoy, moglie del governatore Pierre de Melun, che durante l’assedio del 1581 difese la città dal duca di Parma, Alessandro Farnese, mandato da Filippo II, a sottomettere la Vallonia e a tacere i venti di protestantesimo.

Marie Christine giudò la resistenza con un breve discorso: “sono io, la moglie del governatore, che marcia in guerra, con il rischio della vita, al servizio del suo Paese. Seguite il mio esempio, rinuncerei alla mia vita pur di non abbandonare il mio Paese”. Oggi la sua statua si trova al centro della Grande Place, ancora fiera e indomabile, alla testa delle sue truppe in nome della libertà e dell’indipendenza, un vero simbolo di Tournai, come lei orgogliosa, autonoma, sovrana di se stessa.

Di tutto e di più per Tournai, dove le gilde e i commerci hanno sempre aiutato lo sviluppo, tra agricoltura, industria, arte e cultura. Qui, ad esempio, ai tempi delle crociate, è iniziata la fabbricazione dei tappeti e arazzi, una delle attività più floride della città.

Un passato travagliato e ricco che si nota passeggiando per il centro di Tournai. La Grand Place
dalla forma triangolare è il punto di partenza, tra tavolini di caffè all’aperto, palazzi eleganti seicenteschi, le fontane al centro, la piazza del mercato, l’antica Halle aux draps, ovvero il mercato dei tessuti, e la chiesa di Saint Quentin, risalente al Duecento, sobria in contrasto con le facciate dorate degli altri edifici.

In fondo alla Grand Place, il Beffroi, la torre civica, fa da sentinella al centro storico. Salendo i 257 scalini si può arrivare alla terrazza panoramica e vedere tutta Tournai e i dintorni dall’alto: durante la salita si trovano sale (alcune delle quali erano le prigioni) con pannelli
pannelli didattici, esposizioni, la sala del suonatore e il carillon le cui melodie animano
la città tutte le domeniche d’estate. Rinnovato nel 2004, lo strumento del beffroi di Tournai è composto da 55 campane. Lo spazio che lo ospita è l’unico in Belgio dove poter ascoltare un concerto suonato direttamente dal “carillonneur”.

Dalla terrazza del Beffroi si può ammirare il secondo simbolo di Tournai, il Pont du Trous, il ponte dei fori, sulla Schelda: risalente al Trecento, con due torri sulle rive opposte, faceva parte delle antiche fortificazioni della città, oltre a servire come punto d’entrata e uscita verso la campagna.

Da non perdere, a due passi dalla Grand Place, il terzo simbolo cittadino: la cattedrale di Notre Dame. Il nucleo originario è del VI secolo, ma nel IX secolo venne costruita una prima basilica. Quella attuale è romanica, fu consacrata nel 1171, nel 1243 l’abside fu sostituita da un coro gotico ispirato alle cattedrali francesi, mentre alcune cappelle sono state aggiunte più tardi, nel Cinquecento, come le vetrate, e un altare settecentesco. Inoltre, si trovano parecchi dipinti di autori importanti come Rubens.

All’interno ospita un piccolo museo di tesori medievali, come il reliquario di Notre-Dame, di Nicolas de Verdun, del 1205, uno scrigno dorato ornato di smalti e pietre preziose, con scene della vita di Cristo, mentre nel portico si trovano sculture del XIV secolo. Sono però i cinque campanili della cattedrale, alti 83 metri, a distinguere Tournai e a fare da punto di orientamento nelle visite cittadine.

Un’altra chiesa importante è quella di Saint Jacques: costruita prima del XIII secolo, deve la sua presenza all’importanza di Tournai come sede vescovile nel Medioevo ed era una tappa dei pellegrini del Nord Europa verso Santiago di Compostela.

Da non perdere anche il Municipio barocco e i musei che si trovano nei suoi dintorni: quello di Storia Naturale, il grande parco, il Museo delle Belle Arti, in stile art nouveau, che ospita due dipinti di Manet, il Museo delle Marionette e quello della Tappezzeria, dedicato a due importanti attività cittadine. Al Museo del Folklore, poi, si può scoprire tutto sulle tradizioni di Tournai: i Giganti, usati nelle processioni religiose, e il Carnevale, la grande festa con carri e sfilate
allegoriche.

In tutto questo, non mancano le tappe gastronomiche: da assaggiare le immancabili patatine fritte belghe e la birra. Quella locale è la Tournay, può essere chiara o scura, ed è fatta solo con orzo e luppolo. Si può accompagnare con la clovis, una torta al frangipane con marmellata di albicocche e con un glassa di mandorle tritate. Una golosità da provare tra un visita e l’altra nella storia di Tournai.

Info:
https://visitwallonia.it/it/

Foto Visit Wallonia, WBT – Henning Angerer, CGT- Arnaud Siquet, CGT – Alex Kouprianoff,
Bhushavali, dreamstime.com

Si ringrazia Visit Wallonia per la gentile concessione di sei foto a corredo
dell’articolo

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Anversa, Rubens, diamanti e cioccolato

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