Toledo, tre culture, arte, spade e marzapane

La veduta da lontano, lungo la strada di avvicinamento, è di quelle che mozzano il fiato. Toledo, su una collinetta, circondata da mura e dal ponte sul Tago, sembra una visione del passato remoto, dal Medioevo.
Una volta giunti in città, questa sensazione rimane.

Toledo è senza tempo, misteriosa e ricca di sfumature, con le radici che affondano nella Storia di Spagna
e in tre culture, quella cristiana, araba ed ebrea, che qui hanno convissuto per centinaia di anni.

E’ un luogo dove perdersi tra strade e conventi, tra musei e chiese, tra tradizioni e arte, facilmente
raggiungibile da Madrid con un treno diretto che parte circa ogni ora dalla stazione di Atocha e ci impiega
una mezz’oretta.

Girando per le strade di Toledo ed osservando con maggiore attenzione ci si accorge che dietro alle mura
si aprono dei patios, ovvero giardini, interni. La città è tutta un intrico di stradine acciottolate, ripide e strette, a volte tanto anguste che si possono percorrere solo a piedi, e moschee, case, chiese e sinagoghe sono accumulate lungo le viuzze.

Toledo conserva gelosamente così tanti tesori che è praticamente impossibile apprezzarli in una visita breve. Tappe d’obbligo sono l’Alacazar, il punto più alto, il ponte che risale ai Romani, che fondarono il primo nucleo,
e la casa di El Greco, Dominikos Theotokopoulos, originario di Creta, ma trasferitosi qui nel 1577 come pittore di corte legando il suo nome e le sue opere proprio a Toledo.

La sua casa è conservata come egli la lasciò al momento della morte nel 1614. I suoi quadri arricchiscono ancora di più la Cattedrale della città, vero gioiello tra i tesori. Originaria del XIII secolo, è una delle più belle di tutta la Spagna: splendida nell’esterno, addirittura magnifica nell’intero soprattutto per via delle tante opere d’arte di valore inestimabile qui conservate.

Si va dai calici con gioielli incastonati alla corona appartenuta a Isabella di Castiglia e poi donata alla statua della Madonna locale, da miniature di vascelli d’oro a oggetti religiosi della sfortunata figlia dei re cattolici, Giovanna detta la Pazza, che nacque proprio a Toledo, dalle antiche pianete agli arazzi di gran pregio, dalle 750 vetrate istoriate alle statue di marmo dalla dolcezza incredibile.

Ma è la sagrestia a custodire alcuni dei tesori più affascinanti: tele di Tintoretto, Tiziano, Caravaggio, Raffaello, Murillo, El Greco, Velàzquez e Goya, un piccolo museo di impareggiabile bellezza che rende la Cattedrale di Toledo il luogo più ricco, dopo il Vaticano, di tesori al mondo.

Nella lista dell’Unesco dal 1986, l’antica Toledum ha una storia lunga secoli: municipio romano, successivamente occupata dai Visigoti che la scelsero come capitale nel V secolo e, quindi nel 711 dagli arabi provenienti dalla Siria, che attraverso il Nord Africa raggiunsero il Marocco e di conseguenza il sud della penisola iberica.
Durante il periodo di dominazione musulmana, durata quasi quattro secoli, gli abitanti adottarono la lingua
e le usanze dei conquistatori, pur mantenendosi sempre fedeli alla religione cristiana: nacque così quel tipo di civiltà a cui è stato dato il nome di mozarabica.

La riconquista di Toledo avvenne verso la fine dell’anno 1000 ad opera di Alfonso VI, ma è sotto Alfonso X
che venne istituita la celebre scuola di traduzioni, facendo di Toledo uno dei centri spirituali più importanti nel Medioevo: gli Arabi, i Mozarabi, i Cristiani e gli Ebrei contribuirono a fare della città il più ricco centro commerciale di quei tempi.

Nella metà del 1400 i re Cattolici Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia fecero costruire la chiesa di San Juan de los Reyes per accogliere le loro tombe (oggi si trovano a Granada): dal soffitto pendono le catene portate qui dai cristiani liberati dalle galere arabe per opera dei Re Cattolici.

Anche se Toledo rimase la capitale della monarchia spagnola i sovrani risedettero sempre più spesso fuori dalle mura, finché verso la metà del 1500 Filippo II, seguito da tutti i nobili, trasferì il potere politico a Madrid, facendone la nuova capitale.

A Toledo rimasero solo gli ecclesiastici e gli ordini monastici che non intaccarono minimamente le sue costruzioni, facendo sì che ancora adesso possiamo ammirarla in tutto il suo splendore come la vide Filippo II. Toledo è anche stata da sempre un punto di riferimento per la produzione di spade.

Sempre state circondate da un certo alone di mistero e superstizione, dato probabilmente dall’oscurità in cui lavoravano i fabbricanti e dai metodi segreti che si tramandavano da maestro ad allievo, le armi trasformarono Toledo nel Medioevo in uno dei centri più conosciuti per la produzione e tuttora l’artigianato locale risente di questa influenza.

Spade, scudi, incisioni, armature, ferro battuto, numerosi articoli con varie ramificazioni, ma, senza dubbio,
quello più caratteristico sono i lavori in damaschinato: è un lavoro artigianale che consiste nel realizzare figure o disegni introducendo sottili fili d’oro e d’argento nell’acciaio e nel ferro, di solito di colore blu scuro, prende il nome dalla città siriana di Damasco, poiché fu importata in Spagna appunto dagli Arabi. Altra eredità araba è l’arte della ceramica diffusa nelle forme più fantasiose.

Toledo è anche uno dei principali centri di produzione del marzapane, un dolce molto popolare in Spagna. Sebbene l’origine del marzapane sia molteplice, (alcuni pensano che abbia avuto origine in Cina, da lì sarebbe arrivato in Medio Oriente e l’Impero arabo lo avrebbe poi introdotto nei territori conquistati) la sua origine viene attribuita alle suore del convento di San Clemente a Toledo.

Si racconta che dopo una delle innumerevoli carestie che spesso colpivano la popolazione, queste pie monache elaborarono una pasta con gli unici ingredienti che avevano nelle loro dispense: mandorle e zucchero. Per marzapane si intende un composto ottenuto dopo aver impastato una miscela di mandorle crude pelate con zucchero, che si può anche cuocere.

Le varietà di mandorle provengono dalla zona di Valencia e dalle Isole Baleari, con la pasta ottenuta vengono elaborati diverse varietà di dolci, alcuni ripieni di marmellata di zucca o crema o anche ricoperti di cioccolato, ma le più conosciute sono le figure di marzapane, usate soprattutto a Natale, e gli Huesos de Santo, cannoli di marzapane ripieni. Ancora oggi in alcuni monasteri le monache toledane continuano a produrre del marzapane eccellente, una buona ragione per una sosta golosa in questa città dove il tempo pare essersi fermato.

Info: www.spain.info
Foto Sax Di Drego, www.spain.info Pixabay

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