Tavira, oasi di pace moresca

panorama

Il traghetto avanza lieve sull’acqua del fiume, qualche gabbiano gli vola intorno mentre sulle sponde sfilano le case bianche e i ponti. Cinque minuti di tragitto e si arriva ad un piccolo molo sulla spiaggia: da qui si aprono le dune verso il mare, poco lontano. Una distesa di sabbia chiara lunga e selvaggia, le onde si infrangono a riva, gli uccelli zampettano tra le saline, i turisti si stendono sugli asciugamani a prendere il sole. E’ un’immagine che rimane indelebile nella mente, cattura un momento magico che si può rivivere con gli occhi del ricordo anche a distanza di anni.

La Ilha da Tavira, l’isola di Tavira, ha un fascino particolare: è una delle molte isolette di sabbia all’interno del Parque Natural da Ria Formosa, sospeso tra laguna e mare, ancora incontaminato, con la natura in tutto il suo splendore. Il Parco, area protetta dal 1987, è luogo ideale per l’avvistamento degli uccelli, mentre piccoli canali uniscono le isolette, come quella di Tavira. Qui non ci sono le masse di turisti, i palazzi, i negozi e ristoranti come nelle altre località  dell’Algarve. Qui c’è solo pace, flora e fauna, e si viene nel rispetto della natura, anche se ci sono i servizi base e una zona adatta ai nudisti, tra le dune. Alla spiaggia e alla laguna si arriva solo con il traghetto e sembra quasi di arrivare in paradiso.

Anche Tavira, la città  poco dietro la laguna e le dune, nascosta dalla foce del fiume Gilao, è un luogo incantevole. Sospesa nel tempo, dal forte impatto moresco, tra le ultime propaggini del Portogallo verso il confine spagnolo, è adatta a tutti i gusti: agli amanti del mare, della natura, a quelli dell’arte e dell’archeologia.

Ex città romana di Balsa del I secolo a.C., sulla strada per Ossonoba, oggi Faro, poi dominata dagli arabi che le diedero il nome Tabira, antenato dell’attuale Tavira, è sempre stata
un porto importante per la pesca e per la salatura, ma anche per appoggio per gli eserciti
e le armate che difendevano il litorale portoghese e le coste del Nord Africa e per il commercio
di frutta secca, vini e ovviamente il pesce sotto sale, che le fece vivere un periodo d’oro
nel XVII secolo.

Gli alberi d’arancio sembrano circondare tutte le vie antiche, le chiese rammentano le varie influenze artistiche e culturali che ha subito questo porto, il castello moresco domina il centro, le case tradizionali con i portoni fatti di assi di legno e il tetti de tesoura, a forbice, composti da piccole porzioni di tetto di tegole, divisi in quattro abbaini, corrispondenti ciascuno a una parte dell’abitazione. Il ponte romano, chiamato così perché ha ancora qualche arco dell’epoca romana e perché un tempo collegava su una strada romana, Faro con Mertola, oggi è pedonale e serve per passare tra le due sponde, tra il presente e il passato, allungandosi con Praca da Républica verso il centro più antico.

Qui si entra in un mondo eclettico e allo stesso tempo rilassante, dove muoversi è facile, alla ricerca di un po’ di ombra e relax, tra le viuzze, le piazze con i tavolini dei caffè e i tanti ristoranti che propongono pesce freschissimo e locale. Immancabile una passeggiata lungo Rua dos Pelames, con le sue case antiche ed eleganti, che costeggia il fiume o su Rua de Libertade, più da shopping tradizionale.

Si arriva subito alla igreja da Misericordia, una delle ben 37 chiese di Tavira, la più importante. Eretta nel 1541, ha subito la distruzione, come tanta parte della città , del Portogallo e della stessa Lisbona, per il terribile terremoto del 1755, e fu ricostruita, mantenendo uno stile rinascimentale e restando uno dei monumenti più belli di tutta l’Algarve. Accanto si trova il Museo Civico e da qui si sale verso il castro dos Mouros, i resti del castello arabo, circondato da un piccolo parco, da cui si gode uno ottimo panorama su Tavira.

L’influenza moresca è chiara anche nella vicina chiesa de Santa Maria do Castelo, originariamente gotica: la sua torre con l’orologio è vedibile ovunque della città e ne è quasi il simbolo. La chiesa fu edificata sui resti di un’antica moschea, fu ricostruita anch’essa dopo il terremoto e all’interno conserva le tombe del prode spagnolo dom Paio Peres Correa che combattè i Mori e i suoi sette “Caçadores”, cavalieri, uccisi durante una battuta di caccia in un’imboscata, poco prima della riconquista della cittadina ad opera dei Portoghesi nel 1242.

Tra le altre chiesa da ammirare, la cinquecentesca Nossa Senhora da Graca, la gotica Sao Josao, la Capella barocca di Nossa Senhora do Livramento e moltissime altre.
Stanchi di tutti questi edifici religiosi, si può sempre tornare a godere il sole e il mare
su una delle spiagge che circondano la città. Oppure prendere la piccola barca, il taxi acquatico,
e immergersi nell’oasi di pace dell’isola davanti alla splendida Tavira.

Foto © Algarve Tourism.
Info: www.visitportugal.com

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