Sul Tago sfila la Lisbona dei navigatori e delle meraviglie

La luce del tramonto infiamma i tetti rossi di Lisbona. La vista dal Tago è di quelle che lasciano senza parole,
la città è sempre uno spettacolo meraviglioso ma da una diversa prospettiva lo è ancora di più e dal fiume è sicuramente una visione inedita.

Fino a Belem, passando sotto il Ponte del 25 Abril, i battelli solcano l’acqua tranquilli, sotto gli sguardi dei curiosi gabbiani mentre a Praca do Comércio i turisti continuano a immortalarsi in selfie sulle piccole spiaggette. Proprio qui, sul lato sinistro della piazza, venendo dall’Arco Monumentale e dalla Rua Augusta, partono le imbarcazioni che portano i visitatori sul Tago.

Sono traghetti turistici, i biglietti si possono fare all’ufficio del turismo sotto i portici della piazza, a poca distanza dal molo, e si possono anche effettuare diverse fermate, proprio come i classici bus hop on-hop off. (www.yellowbustorus.com).

C’è anche un’altra possibilità per esplorare il Tago: i catamarani meno turistici che partono dal porticciolo di Docas, vicino al ponte, dove i vecchi moli sono stati trasformati in allegri ristoranti alla moda, mentre alle spalle sorge l’imponente “LX”. Ex tipografia, è diventato un centro culturale che ferve di attività creative,
dalla vasta libreria agli showroom di artisti, stilisti e designer alternativi.

Le crociere proposte sono diverse, è possibile farle anche in barca a vela o con cena inclusa. Tutte però hanno come punto fondamentale Belem, il quartiere occidentale di Lisbona da sempre legato ai navigatori e alle esplorazioni.

Proprio come fosse la prua di una caravella sospesa sul Tago spunta il Padrão dos Descobrimentos, il Monumento delle Scoperte, che rende omaggio ai maggiori artefici di queste: davanti Enrico il Navigatore sembra guidare i suoi sudditi e i grandi navigatori verso l’ignoto. Dietro di lui, tra i due lati sfilano, Ferdinando Magellano,
Alfonso de Albuquerque, Pedro Álvares Cabral e tanti altri, immortalati per sempre nella pietra bianca del monumento, costruito nel 1960.

Ovviamente non manca Vasco De Gama che partì per il suo primo viaggio per l’India da Belem, che ormai sembra
dedicato a lui e alle sue imprese. Sul Padrão si può salire con un ascensore e dalla terrazza si gode una vista splendida sul Tago e sulla rosa dei venti nella piazza sottostante, mentre proprio di fronte si trova il sontuoso Mosteiro dos Jeronimos, voluto da re Dom Manuel I per celebrare proprio la rotta per l’India, nel luogo dove, dice la leggenda, c’era una cappella nella quale De Gama pregò la notte prima di salpare.

Il Monastero fu costruito nel 1500 proprio con il “denaro del pepe”, una tassa sulle spezie, oro e pietre preziose ricavata dai viaggi e fu affidato ai monaci che per quattro secoli ebbero la funzione spirituale di assistere e confortare i marinari. Vasco De Gama, tra i principali artefici della fortuna portoghese, è sepolto qui, dopo una breve “sosta” alla chiesa di San Francesco a Cochin, in India, dove morì nel 1524 e si trovano anche altre tombe come quella di Luís de Camões e del poeta Ferdinando Pessoa.

Poco più in là la sontuosa Torre di Belem, un tempo isola-fortezza, ora simbolo fotografico, collegata alla terraferma da una passerella in legno. Fiera, bianca e splendida, si può visitare salendo scale a chiocciola e affacciandosi dalle sue terrazze sul Tago.

A pochi metri, il Centro Culturale di Belem, con le sue linee moderne e pulite, che ospita il Museo Berardo,
dedicato alle opere d’arte contemporanee, un segno della Lisbona più recente.

Antico e moderno si fondono così in questa città del Duemila. Con l’escursione sul Tago questa realtà è tangibile.
Passandoci accanto, sembra quasi di toccare uno dei piloni giganteschi e rossi del Ponte 25 de Abril che collega
le due sponde e che ricorda il Golden Gate di San Francisco.

Sulla riva sud, regna il Cristo Rei, quasi una replica di quello di Rio de Janeiro, essi stessi simboli di quanto questo piccolo Paese europeo abbia segnato con la sua voglia di avventura il mondo.

Continuando sul Tago, si scopre anche quanto l’anima antica della città si sia aperta al nuovo come nella Praca do Comércio, un tempo porta sul fiume dove arrivano gli ambasciatori per essere ricevuti dai Re, oggi cuore nevralgico, diventata pedonale e con tanti ristoranti e bar di design sotto i portici. Dal fiume si nota una curiosità, difficile da scorgere tra la folla della piazza: a furia di trasformazioni e ristrutturazioni, la torre a sinistra della piazza pende un pochino.

Dal battello continua il panorama visto con un’altra prospettiva: il Castello di São Jorge, la Cattedrale del Sé,
quasi soffocata dalle altre costruzioni, l’Alfama, il bianco Monastero de São Vicente de Fora. Fino all’Oceanário,
ormai simbolo della Lisbona recente, costruito per l’Expo del 1998, attorniato dal Parque das Nações, dal centro commerciale a forma di prua di una nave, dai giardini sull’acqua e dalla Torre Vasco De Gama.

Tutto qui parla di acqua, mare, scoperte, viaggi, eroi e marinai. Eppure l’oceano vero e proprio è a qualche chilometro dalla città.
Volendo l’escursione sul motoscafo può proseguire fino alla costa, oppure può lasciare i turisti dall’altra parte del Tago, a Cacilhas, paese dirimpettaio, ormai periferia, collegato con un comodissimo ferry, dove poter cenare in uno dei ristoranti affacciati sul greto. Da qui, la visuale, con il sole ormai sceso sull’orizzonte, è davvero insolita. La già magica Lisbona, vista dal suo fiume, così fondamentale per la sua vita commerciale e storica, è ancora di più un incanto.

Info: www.visitlisboa.com
www.visitportugal.com
Foto di Sonia Anselmo

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