Strasburgo, cuore d’Europa

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A corredo di questa sua vocazione al moderno, Straburgo offre altre costruzioni per la burocrazia dall’architettura innovativa, oltre a strade e negozi in continua evoluzione. Ma la bellezza della città è nel suo cuore antico, legato a doppio filo ancora alle tradizioni alsaziane. Come la Petite France, un quartiere diventato Patrimonio dell’Unesco, con le famose case a graticcio, bianche e nere, colorate da centinaia di gerani. Sulla Grande Île, l’isola al centro di Strasburgo sulle acque del fiume Ill, la zona sembra un tuffo direttamente nel Medioevo, anche se la maggior parte dei fabbricati furono ricostruiti in stile dopo la distruzione della seconda Guerra Mondiale.  Qui nacque il primo nucleo abitato dai Romani, qui nel XV secolo sorgeva un ospedale per curare i malati del mal francese, ovvero la sifilide, qui si concentrano le attrazioni più importanti storiche e culturali. A cominciare dall’imponente cattedrale di Notre Dame, una delle più famose di Francia. Già all’arrivo, nella piazza che la ospita, ci si accorge della sua maestosità:  alta 142 metri, fu costruita in pietra arenaria dei Vosgi, che le dà il particolare color rossiccio, a partire dal 1015 in stile romanico, anche se poi si approfondì l’architettura gotica, mentre i lavori termirano solo nel 1439. Spesso una lunga fila di gente attende, sotto l’unica torre, di entrare per visitare l’interno e l’orologio astronomico, un capolavoro del Rinascimento.
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Ogni giorno, allo scoccare delle 12.30, si mettono in funzione una serie di meccanismi: le statue degli apostoli sfilano davanti al Cristo che, appena passato l’ultimo seguace, benedice i visitatori. Durante la processione degli apostoli un gallo canta per tre volte: rappresenta la misura del tempo e ricorda anche la rinnegazione di Pietro, simboleggiando così la fragilità umana. Nell’orologio, i giorni sono indicati da statue delle divinità mitologiche, da Apollo per la domenica, passando per Diana, Marte, Mercurio, Giove, Venere, fino al sabato di Saturno, raffigurato mentre divora i suoi figli e rappresenta il tempo che divora ciò che crea. Il complicato meccanismo funge anche da calendario perpetuo, mentre un globo riproduce i movimenti del cielo intorno alla terra immobile al centro secondo la visione tolemaica. Ha più di 5000 stelle e gira in un giorno siderale, più breve di circa  quattro minuti del giorno solare medio. Sono indicate anche le eclissi di sole e luna. 
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Dopo aver ammirato tanto ingegno secolare, si può tornare ad osservare la piazza della cattedrale, il vero fulcro della città: a Natale ci sono le bancarelle luccicanti del classico mercatino, durante Carnevale si aprono i festeggiamenti, da qui partono le tante parate in costume e le feste tradizionali, in cui è facile imbattersi, tra musica, balli e processioni. Inevitabile assaggiare, nei molti locali della zona e sulle bancarelle, qualcuno dei numerosi piatti locali, dalle salisicce Knack al dolce Kougelhopf, dalle Lewerknepfle, polpette di fegato, al pasticcio di patate Baeckeoffe, all’inevitabile Pretzel, magari innaffiati dai pregiati vini alsaziani e della birra. Una gastronomia anche questa, sospesa tra Francia e Germania. La Strasburgo storica, però, non è solo la cattedrale. Lì accanto c’è  il monumentale palazzo dei Rohan, sede dei principi vescovi della famiglia Rohan nel XVIII secolo, che oggi ospita tre musei, quello delle ceramiche, l’archeologico e quello delle Belle Arti, con opere di Giotto, Correggio, Botticelli, Rubens, Goya, El Greco e altri maestri europei. Davanti alla Cattedrale, è irrinunciabile la Maison Kammerzell, un’antica e tipica casa di Strasburgo, risalente al Quattocento e appartente ad un celebre commerciante di formaggi dell’epoca, ora ristorante. Poco lontana, la piazza Gutenberg è una delle più antiche della città: un monumento a Johann Gutenberg ricorda che l’inventore mise a punto proprio a Strasburgo il suo sistema di stampa a caratteri mobili. Ancora sulla Grande Île, da vedere sono le chiese come Saint Thomas e Saint Pierre le Vieux, il municipio e l’Opéra. E i particolari ponti coperti, collegati dalle torri di guardia medievali, punti un tempo strategici sui quattro canali  dell’Ill e sulla Petit France: per ammirarli è ideale una passeggiata lungo gli argini del fiume o, meglio ancora, un giro in battello. L’imbarcazioni sono uno dei modi più efficaci per avere la giusta impressione della città e passano anche davanti al Parlamento Europeo, quasi a ricongiungere i due aspetti di Strasburgo, la storia con l’attualità, l’architettura con le istituzioni.
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Foto di www.rendezvousenfrance.com e Gioia Stella Mesano
Info: www.rendezvousenfrance.com e  
www.otstrasbourg.fr/it/

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