Skelling Michael, selvaggio eremo d’Irlanda

Selvaggio, aspro, inospitale. Un luogo perfetto per un monastero di eremiti nel Medioevo. Skelling Michael è poco più di una roccia sospesa tra cielo e mare, al largo della costa sud occidentale dell’Irlanda, nella contea di Kerry, e lungo la Wild Atlantic Way, lo spettacolare percorso tra natura, attrazioni culturali e storiche, antichi siti, biodiversità ed esperienze uniche.

Skelling Michael è anche il primo santuario dedicato a San Michele Arcangelo di un totale di sette
che compongono una linea retta, che va appunto dall’Irlanda a Israele, passando per la Cornovaglia, la Bretagna Normandia, il Piemonte, la Puglia e la Grecia.

Come gli altri, il monastero dedicato all’Arcangelo è un luogo ricco di fascino e mistero, in una
postazione non facile da raggiungere. Il nome, Skelling Michael, significa roccia di Michele in gaelico, e l’isoletta oggi è un santuario della natura, più che religioso.

Qui vivono indisturbati uccelli marini, in particolare le pulcinella di mare che nidificano tra
gli scogli, non solo di Skelling Michael, detta anche Great Skelling, ma anche dell’altra piccola roccia appuntita che spunta dal mare spesso tempestoso, Little Skelling.

Accessibile solo in barca, con partenza dai porti di Portmagee, Ballinaskelligs e Cahirciveen sulla costa irlandese, Skelling Michael è completamente deserta, a parte gli uccelli. Un aspetto che la rende ancora più irreale.

Eppure Skelling Michael venne scelta nel VI secolo da gruppo di monaci come luogo dove vivere, in balia degli eventi naturali. Secondo la leggenda, l’arcangelo Michele sarebbe apparso a San Patrizio su questa brulla roccia per aiutarlo a liberare l’Irlanda dal demonio.

I monaci più avventurosi vollero cominciare a costruire qui un eremo, nel 588, dedicato all’Arcangelo a cui erano devoti: per farlo raggiunsero l’isolotto a bordo di rudimentali
barche e si inerpicarono fin sulla cima a 218 metri d’altezza, su scogliere a picco sul mare.

In seguito edificarono un’imponente scalinata di 600 gradini nella roccia dura che serviva loro
per andare a pesca e a prendere le alghe commestibili della zona, (tuttora sulla costa del Kerry
ci sono piccole produzioni di questi particolari alimenti) che erano i loro mezzi di sussistenza, insieme alle uova e alla carne di uccelli.

Oggi in cima a Skelling Michael ci sono solo le rovine di quello che era il monastero, comprese
sei capanne in pietra, due chiese e un piccolo cimitero. Ai tempi in cui era abitato il complesso
era molto spartano, di riflesso alle dure condizioni di vita, i monaci vivevano in piccole celle.
Secondo gli studiosi, fu fondato da San Fionan e ospitava 12 persone.

Il monastero sopravvisse all’arrivo dei Vichinghi nel 823 e fu abbandonato intorno al XI secolo,
anche se venne riscoperto in seguito per alcuni pellegrinaggi ma senza residenti fissi. Nell’Ottocento sull’isola venne poi costruito un faro e un piccolo punto d’attracco.

Skelling Michael è ora un santuario naturale ben conservato, Patrimonio dell’Unesco, con un limite
massimo di persone accolte per non recare danno al sito monastico e agli uccelli. Il traghetto
va prenotato in precedenza, funziona solo in estate e a seconda delle condizioni metereologiche.
Ci sono anche barche che compiono la circumnavigazione degli isolotti, senza attraccare.

Del resto, non è un luogo facile, tormentato dalle onde e sferzato dal vento. Solo i più
avventurosi riescono a salire i gradini a picco sulle scogliere. Ma una volta arrivati sulla cima, tra i ruderi del monastero che si trovano in un angolo riparato dalle intemperie, la suggestione è unica.

Tra le pietre delle finestre della chiesa si nota la vicina Little Skelling, mentre intorno appare l’immensità d’acqua e cielo. Un panorama unico che ripaga delle fatiche e che fa capire un po’ di più quei monaci antichi.

La pace che si prova è unica, ma prevale anche un’aura di mistero. Skelling Michael veniva descritto da George Bernard Shaw, come un “luogo incredibile, impossibile, folle, parte del nostro mondo dei sogni”.

Proprio per questo sembra essere perfetto per una favola dei nostri giorni: non a caso Skelling
Michael è stata scelta come location per la saga di Star Wars, in due episodi, “il risveglio della Forza” e “Gli ultimi Jedi”.

Tra l’atmosfera mistica e la potenza della natura che si respira, Skelling Michael è un luogo
impervio e magico, che ben si addice come base di partenza per linea dei santuari dedicati a San Michele.

Info: www.ireland.com

Foto Dreamstime.com, Pixabay, Turismo Irlandese/Co Kerry

Si ringrazia l’ente del Turismo Irlandese per la concessione di la foto di apertura dell’articolo.

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