Schaffhausen e il fragore delle cascate del Reno

Il fragore delle cascate è fortissimo, si sente anche a distanza, arrivando vicino a Schaffhausen. E’ una costante
nelle orecchie finché non si riesce a vederle a pochi centimetri. Un impareggiabile spettacolo della natura in un luogo già da sé ricco di fascino e bellezza: il Bodensee, ovvero la regione intorno al lago di Costanza, formata da quattro nazioni, Svizzera, Germania, Austria e Liechtenstein.

Fresco e dai colori vividi durante l’estate, imperdibile in autunno con i vigneti e il foliage che avvolgono la zona, romantico e dalle tinte pastello come i fiori dei meli in primavera, imbiancato e dall’atmosfera calorosa in inverno, il Bodensee è un mondo a sè stante, quasi magico.

Le cascate di Schaffhausen (Sciaffusa in italiano), sulla parte svizzera, sono una delle mete più amate dai visitatori e osservando il Reno, che nasce nelle Alpi e attraversa il lago di Costanza, e il suo salto si capisce benissimo il perché.

Più di 15 mila anni fa il Reno fu deviato in un nuovo letto da movimenti tettonici dell’era glaciale e questo diede origine alle cascate, nate sul pietrisco friabile si sostituisce al calcare compatto. Parecchie centinaia di metri cubi d’acqua al secondo precipitano rumorosamente nel vuoto per 23 metri da un bacino della larghezza di 150 metri.

La massa d’acqua ruota intorno agli scogli, travolge tutto in un biancore di spuma e di grigio, prosegue inarrestabile in suo cammino finché arriva alla placida base e improvvisamente tutto si fa calmo. La bandiera svizzera sventola sulla roccia immobile da millenni a contrastare la furia degli elementi, chissà perché piazzata proprio al centro da mamma natura, ideale piattaforma panoramica.

Allo scoglio si può arrivare con i battelli che fanno la spola tra le rive: sono di diverso colore, a seconda che portino alla roccia, o a pochi centimetri dalla cascata con i suoi spruzzi o solo un giretto intorno. Per prenderli si scendono le scale, tra la vegetazione, il fragore e oasi di sosta per ammirare la veduta dall’alto.

C’è anche un percorso a piedi che permette, tra impegnative salite e discese, di arrivare sull’altro lato, su un ponte pedonale a picco sull’acqua, vicino a quello ferroviario, dove passa il treno con vista panoramica.

Come sentinelle immobili, i due castelli fanno da guardia alle cascate più grandi d’Europa, su entrambe le
rive. La visita alle rapide inizia proprio dal castello medievale di Laufen, che troneggia su una rupe: attraversando il cortile interno, si arriva al “Känzeli”, la piattaforma panoramica sopra le tonanti acque del Reno. Qui sbuca pure l’ascensore in vetro, che porta al molo dei battelli e che offre un’impressionante veduta
d’insieme.

Il castello di Laufen, recentemente ristrutturato, offre molte attività parallele, tra un centro multimediale,
Historama, un percorso Belvedere, ristoranti, bar, negozi e spazi per i bambini, ma anche una storia antica da scoprire: citate per la prima volta per iscritto nel 858, le vecchie mura sono state testimoni di eventi anche turbolenti, compresa una fuga attraverso il Reno dei residenti di allora, avvenuta nel 1449 in seguito ad un assedio. (www.schlosslaufen.ch).

Anche sulla sponda nord, l’antico castello di Wörth, costruito su un isolotto, ospita un ristorante e un negozio e permette di vedere le cascate dal basso e prendere i battelli per lo scoglio. (www.rheinfall.ch/en/).

Le cascate sono facilmente raggiungibili, anche con i mezzi pubblici, da Schaffhausen, da cui distano solo
tre chilometri.

Vale la pena andare a scoprire anche questa deliziosa cittadina, tipicamente svizzera, con le finestre a bovindo, pare siano ben 171, e gli affreschi sui palazzi. Nel centro pedonale, si susseguono case di corporazioni e edifici nobili risalenti gotiche, rinascimentali e barocche, la chiesa gotica di Saint Jean, usata spesso per concerti e spettacoli per la straordinaria acustica, larghe piazze piene di fiori un po’ sonnolente d’estate, fontane, negozi
e ristoranti, mentre la via Vordergasse ospita il mercato di strada. (http://www.schaffhauserland.ch/en)

Nel Medioevo, la città è nata qui, nella punta estrema della Svizzera e quasi al confine con la Germania, per la presenza del fiume: il trasporto merci imponeva un luogo di scarico e di deposito per aggirare le cascate del Reno, insormontabili per i battelli e così si formò il nucleo abitato.

Schaffhausen è dominata dalla fortezza di Munot, un vero capolavoro d’architettura originale, simbolo del luogo e visibile da lontano. Per visitarla, si sale una comoda scalinata, tra prati recintati e scoscesi dove vive una famiglia di daini, quasi a custodire le mura, e giardini panoramici, pieni di rose.

Si supera l’ex ponte levatoio e si è avvolti dalle antiche pietre: la struttura circolare venne costruita tra il 1564 e il 1589 secondo un progetto dell’artista tedesco Albrecht Dürer, che qui ha rivelato doti di architetto. Un’imponente scala a spirale sale fino alle mura merlate dove è possibile ammirare i tetti della città e i vigneti intorno.

Dal 1377 un guardiano ha abitato ininterrottamente la torre e suo compito è sempre stato quello di suonare ogni sera, alle 21, la campana. Un tempo segnalava la chiusura delle porte di Schaffhausen, oggi è un rituale, un po’ come i fuochi d’artificio nelle notti d’estate che si fanno sulle cascate.

Info www.bodensee.eu
www.svizzera.it

Foto di Sonia Anselmo

12 Condivisioni

Lascia un messaggio