Salisburgo delle sette note

Nel 14 a.C. arrivarono i romani che, incantati dalla bellezza di queste vallate, vi fondarono il primo nucleo di quella che diventerà Salisburgo nel I Secolo dopo Cristo, sotto il dominio dell’imperatore Claudio. Dopo un periodo di decadenza, verso la metà del VII Secolo il vescovo Ruperto di Worms fondò un convento sul Monchberg. Intorno a questo centro religioso si riformò il nucleo urbano che, dalle vicine miniere di salgemma, prendeva per la prima volta il nome di Salzburg, la città del sale. Il resto della storia di Salisburgo è legato ai vescovi-principi: con loro divenne uno dei maggiori poli della cultura europea. La città è dominata dall’imponente fortezza dell’Hohensalzburg, di origine medievale e mai espugnata, raggiungibile dal centro con la funicolare. Proprio dentro il castello, simbolo del luogo, inizia il rapporto con la musica: qui è conservato il Salzburger Stier, il “toro di Salisburgo”, un organo a cilindro del 1502 così chiamato perchè gli accordi iniziali e finali imitano il ruggito di un toro.

Il cuore del centro storico è dedicato al cittadino più famoso, Mozart appunto, e in suo onore è stato eretto un monumento nella Mozartplatz. In questa zona ci sono anche le tre grandi piazze della città: la Residenzplatz, la Kapitelplatz e la Domplatz, che  dalla terza domenica di novembre alla vigilia di Natale si trasformano nel famosissimo Kristkindlmarkt, il mercatino di Gesù Bambino. Tra le bancarelle, i dolciumi e i profumi, spesso e volentieri la neve fa capolino e Salisburgo diventa fiabesca. La Domplatz è dominata dalla Cattedrale nelle sue splendide forme barocche, che sostituì la precedente costruzione del VIII Secolo distrutta da un incendio. Fu Wolf Dietrich von Ratenau, vescovo-principe della città a volerne la ricostruzione: sotto il suo governo Salisburgo crebbe e si abbellì di numerosi palazzi e monumenti tra i quali lo Schloss Mirabell che fece costruire nel 1606 per la sua amante Salomè Alt. Dalla loro unione nacquero dieci figli.

Ma passeggiare lungo le strade di Salisburgo è soprattutto seguire le orme di Mozart: il 27 gennaio 1756 al numero 9 della Getreidegasse nacque l’uomo che è contemporaneamente il simbolo del genio precoce e quello della musica intima e sconvolgente. Qui esiste ancora la casetta di legno dove all’età di cinque anni il precoce artista compose un minuetto. Da qui partì l’ascesa del figlio del musicista del vescovo di Salisburgo che in poco tempo si ritrovò ad esibirsi nelle corti europee sotto lo sguardo dei sovrani dell’epoca. Principalmente pianista, compositore eccelso di sinfonie, opere e sonate, oltre che di musica da camera. Un genio, ma anche un dongiovanni, che guadagnò molto e spese altrettanto, con il vizio del gioco che lo portò a dilapidare intere fortune. Amava l’Italia, ma morì a soli 35 anni a Vienna, abbandonato da tutti e seppellito in una fossa comune con un funerale da poveri. Mozart, il figlio eletto di Salisburgo, non amava la sua città e a quei tempi era altrettanto ricambiato. Eppure oggi è il beniamino del luogo, famoso in tutto il mondo.

A lui hanno persino dedicato un tipo di cioccolatino: la famose “palle” di Mozart, immancabile acquisto di ogni turista e prodotto tipico delle pasticcerie locali. I Mozartkugeln furono un’idea di Paul Furst, pasticcere salisburghese che nel 1890 formò con mandorle tritate, pistacchi e zucchero delle palline, poi le infilò su un bastoncino di legno e le tuffò nel cioccolato fuso che le rivestì. Nascono così i Mozart-Bombon, ma il pasticciere dimenticò di fare brevettare la sua invenzione, tanto che oggi numerose case produttrici si fanno la concorrenza. Salisburgo è legata alla musica più recente anche grazie alle melodie di “Tutti insieme appassionatamente”,  o meglio “The sound of music”,  il musical che fece vincere un Golden Globe a Julie Andrews nel 1966. La famiglia Von Trapp, che ispirò la vicenda, è esistita veramente: la novizia Maria, divenuta baronessa Von Trapp, così come i suoi figli che da Salisburgo si trasferirono in America. Nel film le canzoni fanno da scenario ai luoghi più belli della città: il convento di Nonnberg, il castello di Leopoldskron, il giardino Mirabell e il castello di Hellbrunn, rimasti invariati fino a oggi, invitano a ripercorrere le tracce dell’indimenticabile musical sulle note di “Edelweiss, Edelweiss una stella di neve…”.

           

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Foto Regione di Salisburgo

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