Reykjavik, natura e arte sotto il sole di mezzanotte

La luce filtra tra la struttura d’acciaio e sembra trasportare in un mondo fiabesco scagliandosi contro il panorama di Reykjavik. Solfar, la scultura sul lungomare, è il simbolo della capitale islandese e sembra fatta apposta per evocare ed emozionare.

In realtà ha diversi letture di significati, può essere una nave che conduce verso i sogni o rappresentare un viaggiatore verso il sole (infatti il suo nome è anche The Sun Voyager), ma per tutti al primo impatto, vista la notevole somiglianza, è un’imbarcazione vichinga, legata alla storia e alla
tradizione islandese.

Da qualunque lato la si fotografi, in qualsiasi stagione, con la neve e il ghiaccio in inverno, con le nubi nelle giornate uggiose, con l’aurora boreale, con il sole di mezzanotte, Solfar rende ancora più suggestiva Reykjavik e ne rappresenta bene l’essenza.

Vivace e tranquilla, moderna e tradizionale, ironica e sobria: Reykyavik è un misto di caratteristiche. Quando l’alba estiva alle 3 di notte illumina di rosa le casette arroccate intorno al porto, si trasforma ulteriormente.

Ma anche con la pioggia, le nubi e il tempo mutevole dell’Islanda, la sua capitale sa intrigare lo stesso il visitatore. Basta una passeggiata lungo il porto vecchio, dove sono ancorate le barche che portano all’escursioni di whale watching e dove si trovano molti ristoranti, per restare incantati da questo gioco eterno tra terra e acqua, tra luce e ombra, tra colori forti e sfumature più pastello.

Piccola senz’altro, ma piena di attrazioni da scoprire, con un’anima protesa
verso la contemporaneità e la street art, tra murales, sculture ed edifici moderni, strade ricche di dettagli curiosi, dalle insegne dei negozi alla forma dei lampioni, fino alla strada dipinta con l’arcobaleno.

Principale edificio di Reykjavik è l’Harpa, proprio in riva al mare, che con la sua particolare struttura e la forma geometrica cattura la luce naturale
come un caleidoscopio. Inaugurata nel 2011, l’Harpa è un centro polifunzionale, tra auditorium, teatro, sale congressi, negozi e ristorante, usato dagli abitanti per qualsiasi cosa, come luogo di appuntamento e di svago, ma anche per festeggiare i matrimoni.

Camminando sul lungomare, poi, si trova facilmente Solfar e subito dopo, un’elegante casetta bianca in legno con un prato davanti: è la
Höfði ed è entrata nella storia, perché qui nel 1986, avvenne l’incontro tra Roland Reagan e Michail Gorbaciov che fece terminare la guerra fredda. Ancora oggi la casa viene usata per rappresentanza.

La parte antica della città è raccolta intorno all’oasi naturale in centro, il laghetto Tjörnin. Qui si affacciano il Municipio, la sede del Parlamento islandese, alcuni musei, una chiesa.

Ma soprattutto è un angolo di pace, abitato da tante specie di uccelli acquatici, in particolare i cigni, per i quali durante l’inverno viene messo in pratica un sistema di riscaldamento delle acque, almeno in un lato, per evitare che il lago si ghiacci totalmente lasciando vivere gli animali
stabilmente. Tutt’intorno al lago poi i sentieri sono l’ideale per i pic nic, per le passeggiate nella natura senza uscire dalla città e per il relax.

Il lago è proprio in centro a Reykjavik, da qui si parte alla scoperta delle strade dello shopping, costellate da negozi curiosi e insegne particolari. Skolavordustigur è la via principale che porta ad un altro simbolo della città, la chiesa luterana di Hallgrímskirkja.

Su una collina, alta 75 metri, è uno dei punti di riferimento per orientarsi a Reykjavik: futuristica, con l’interno molto spartano e un grande organo con
5275 canne, è stata costruita per ricordare la natura islandese, in particolare le colonne slanciate sono state fatte per richiamare il basalto vulcanico dell’isola, ma alla fine sembra una vela lanciata verso il cielo. La salita al campanile, con ascensore, permette una vista spettacolare su Reykjavik e la sua baia.

Davanti alla chiesa, si trova la statua di Leif Erikson, il navigatore vichingo che si ritiene sia stato il primo a raggiungere Terranova e il Canada, protagonista di molte saghe islandesi e groenlandesi.

A Reykjavik non sono da trascurare le spiagge. In particolare quella di Nauthólsvík, geotermica: una distesa di sabbia con alcune piscine riscaldate, dove crogiolarsi ad ammirare i più temerari che affrontano il bagno in mare.

Un’altra spiaggia molto amata è quella di Faro Grotta, sulla penisola di Sektjarnarnes, sotto il faro omonimo. A dieci minuti dalla città, comoda da raggiungere anche in bici, è la preferita dei romantici perché qui si gode il perfetto tramonto e l’inverno si vede l’aurora boreale.

Il faro è collocato su una striscia di terra praticabile con la bassa marea, ma se è ci si trova nella stagione della nidificazione degli uccelli marini, da maggio a luglio, è vietato l’accesso alla spiaggia e all’acqua, che peraltro è parecchio fredda.

Per meno coraggiosi, Reykjavik offre un’ottima soluzione che unisce la bellezza della natura e la tradizione del bagno caldo: la Sky Lagoon, meno turistica della famosa Blue Lagoon.

Un complesso termale costruito recentemente, dove tutto è artificiale ma sembra naturale, con piscina a sfioro sul fiordo, dove sorseggiare un cocktail ammirando il sole notturno e con percorsi benessere tra hamman, sauna e varie soluzioni. Si trova sulla punta della penisola di Karsnes,
nel quartiere industriale e potrebbe essere l’ideale per rilassarsi dopo
aver girovagato per le vie di Reykjavik.

Info:
www.iceland.is/
https://visitreykjavik.is/

Foto Sonia Anselmo, dreamstime.com

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