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Ma l’atmosfera di festa si percepisce di più passeggiando, tra bambini, cani al guinzaglio, turisti e studenti, tra i banchi all’esterno: colori ovunque, dal rosso intenso delle fragole e lamponi di zona, al lilla delle rape, ai pomodori dalle mille sfumature, nero e giallo compreso, dalle cipolle dorate e quelle bianche, il verde degli asparagi e dei carciofi. Tutti coltivati
qui in Bretagna, alcuni nella baia di Saint Michel. Seguendo la folla, si arriva al grande spiazzo dedicato al prodotto principe della regione: le ostriche. Si possono acquistare e mangiare subito con una goccia di limone. Accanto i crostacei, soprattutto i granchi, e poi pesci di ogni genere. Basta girare l’angolo e appaiono i fiori in tutta la loro bellezza: peonie, rose, gigli e quant’altro, rendono le strade del centro di Rennes profumate e ingentilite.
Non che ce ne sia bisogno, la città è un piccolo gioielle di architettura antica e novità moderne, tutte legate al “green”. Hanno coperto il fiume che l’attraversa e ora il percorso pedonale, a ridosso del centro, è un giardino con tanto di espositori e vasi di piante. A Rennes, poi, c’è il grande parco Thabor, antico frutteto dei monaci dell’abbazia di Saint Melaine, creato da paesaggisti del XIX secolo, con un orto botanico, padiglioni, volierie, aiuole e soprattutto un roseto con oltre 980 varietà.
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Di facile orientamento, Rennes pare divisa in due dal fiume diventato strada. Da una parte c’è la zona moderna, ristrutturata da pochi anni, con la nuova metro automatizzata e veloce, contentrata tutta sulla piazza De Gaulle, un tempo parcheggio e oggi usata per qualsiasi manifestazione o evento. Intorno al largo spazio, Le Liberté, un auditorim di seimila posti, il Planetario, il Museo scientifico, il museo della Bretagna, la biblioteca, un centro informazione per i giovani che studiano in questa città universitaria: un polo culturale, proprio dove sorgeva il vecchio foro romano. Rennes ha tre campus univeristari, ci sono ben 62 mila studenti e per questo è un centro molto vivace come attività artistiche. Si svolgono festival di ogni genere, dal teatro al musical e cinema, ci sono moltissime gallerie d’arte contemporanea, oltre al Museo delle Belle Arti, e parecchi graffittari: tra loro sono stati scelti gli artisti per decorare le varie fermate della metro. Prendendo la sotterranea, basta uno stop e si è subito nel vecchio centro di Rennes, un altro mondo.
Essendo in una posizione geografica comoda, tra Saint Malo e la costa sulla Manica e il centro della Francia, la città ha goduto sempre di prestigio e privilegi. Basta osservare l’imponente Parlamento della Bretagna: voluto dai Duchi di Bretagna, fu creato dagli stessi architetti e pittori di Versailles. Caduto in disgrazia con la Rivoluzione Francese, è oggi sede della Corte di Giustizia.
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Poco più in là, la piazza de la Mairie, il vero centro di Rennes, con il Municipio, un tempo ornato da una statua di Luigi XIV, portata via dai rivoluzionari, e dove ha vissuto la duchessa Anna: il palazzo è sempre stato un simbolo dell’indipendenza bretone, molto amato dagli abitanti, così come il teatro dell’Opera dirimpettaio che in estate organizza spettacoli lirici in piazza e gratis, a disposizione del pubblico.
Tutto intorno alle due piazze, Rennes incanta con le stradine medievali, alcune destinate allo shopping, mentre altre sono un labirinto tra angoli suggestivi, improvvisi slarghi ombreggiati da alti alberi e antichi ciottoli. Sono, però, le case in legno l’attrazione più interessante: risalgono al 1500, molte furono distrutte dall’incendio del 1720, alcune sono state ricostruite, tutte sono sotto attenta sorveglianza e tutela. Tra le più antiche, la Maison du Guesclin, che prende il nome da un guerriero bretone. Continuando a girovagare ci si imbatte nell’ufficio del turismo, dentro una cappella sconscrata e che offre un filmato sulla storia di Rennes, nei palazzi del XIV secolo costruiti dalle famiglie dei ricchi parlamentari, e nella Cattedrale di Saint Pierre dalla monumentale facciata che sorge sul luogo di una chiesa del VI secolo che fu abbattuta nel Medioevo perchè troppo piccola. L’attuale cattedrale, dall’interno neoclassico, risale a metà Seicento. Oltrepassando un piccolo passaggio con le antiche mura, si trova nella piazza del mercato e di nuovo l’atmosfera gioiosa viene incontro ai visitatori. Così Rennes si mostra in tutta la sua bellezza.
Dove dormire: Anne de Bretagne, 12 Rue Tronjolly, 35000 Rennes, tel +33 (0)2 99314949, www.hotel-rennes.com A pochi metri dal centro, nella zona di centri commerciali, un albergo moderno e colorato, con stanze comode, con ogni confort, wi-fi gratuito, colazione con prodotti locali, in particolare le marmellate.
Dove mangiare: Le Tire Bouchon, 2 rue du Chapitre, 35000 Rennes, tel +33 (0)2 99794343. Un tradizionale bistrò in pieno centro, con piatti tipici bretoni e gustosi dessert fatti in casa.
Crêperie Saint-Georges, 17 rue Jules Simon, 35000 Rennes, www.creperie-saintgeorges.fr, Elegante e moderna, è il trionfo della gallette e delle crêpe, da assaggiare in qualsiasi modo possibile e tutte con nomi di George famosi, da Clooney ad Armani. Anche in versione vegetariana.
Come arrivare: l’aeroporto di Rennes dista solo sei chilometri dalla città, www.rennes.aeroport.fr. Da aprile 2015 Vueling (www.vueling.com/it) collega Rennes con Roma con due voli diretti a settimana, ogni sabato e ogni mercoledì, fino ad ottobre 2015. Via Roma, Vueling unisce la Bretagna anche con Palermo e Catania.
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Info www.bretagna-vacanze.com
In collaborazione con www.bretagna-vacanze.com, www.rendezvousenfrance.com, www.vueling.com/it