Ponta Delgada, la porta delle Azzorre

Le radici dell’albero di Jos sono impressionanti, grandi e secolari, mentre gli agapantos, le sterlizie e le ortensie fanno da bordure ai giardini, anche queste lussureggianti. Ponta Delgada è immersa nella vegetazione esattamente come l’isola di cui è capoluogo, Sao Miguel, non a caso è quella definita verde delle Azzorre, per il suo colore distintivo.

Ma la città è anche molto altro, una porta ideale verso l’arcipelago, la base utile per scoprire il resto, un luogo
turistico ma rimasto ancora ancorato alla natura. Qualche grattacielo, il lungomare pieno di gente, il centro
zeppo di negozi di souvenir, ristoranti tipici e caffè con i tavolini all’aperto, il traffico quanto basta: di
certo Ponta Delgada è la più “metropolitana”, l’unica vera città delle Azzorre.

Se si viene dalle altre isole, più selvagge, con borghi caratteristici e piccoli villaggi, potrebbe essere un choc calarsi nella quotidianità di una città. Ma basta poco, come un salto allo splendido giardino António Borges, e si ritorna a immergersi nella natura.

Qui si cammina tra piante tropicali, stagni e laghetti con le anatre, le panchine con gli studenti del vicino
liceo che si attardarsi per le lezioni, fiori di mille colori, boschetti di bambù, il busto di Antonio Borges, politico
dell’Ottocento, che volle il giardino di 2,5 ettari.

L’attrazione principale però è il gigantesco albero di Jos, di rigore farsi una foto tra le radici che sembrano tentacoli marroni aggrappati alla terra. Il giardino è una sosta ideale nella calura di Sao Miguel, con l’umidità che raggiunge altissimi livelli e toglie il fiato. E’ anche a pochi passi dal centro storico di Porta Delgada.

Una passeggiata in discesa conduce alle altre attrazioni della città, al lungomare con il Forte de Sao Bras, costruito nel Cinquecento per difendere la zona dai pirati e oggi sede della marina portoghese, e dal porto pieno di attività.

Prima di incontrare il Forte ci si immerge nel vivace labirinto di strade, piazze con le aiuole fiorite e fontane, palazzi dalle sobrie facciate bianche, fino ad arrivare al grande convento di San Francisco con annessa la chiesa de Sao Jorge, cinquecentesca.

L’edificio religioso fu costruito dove un tempo esisteva un piccolo eremo, trasformato con l’arrivo dei farti francescani a Ponta Delgada, intorno al 1525, che vollero qui il loro convento, anche se i lavori veri e propri per la chiesa risalgono al Settecento: oggi è a tre navate di grandi dimensioni, tipicamente coloniale in pietra, con decori in legno dorato e piastrelle blu e bianche e con la cappella della Madonna Addolorata, molto amata dai devoti.

Poco lontano, in un angolo del grande spiazzo, la piccola e deliziosa Santuario de Nosso Senhor Santo Cristo dos Milagres, che faceva parte di un ex monastero gesuita: poco più che una cappella, ornata di ex voto, decori dorati e splendidi azulejos.

Da qui si può scegliere se continuare l’esplorazione di Ponta Delgada dalle strade del centro, ricche di negozi, curiosi dettagli, palazzi dai balconi in ferro carichi di fiori, oppure se proseguire verso il mare e il porto. Comunque sia, si passa per la tappa obbligata di Ponta Delgada: tre archi illuminati di blu di notte, la vera Portas da Cidade.

Da questa grande piazza aperta verso il mare e dominata dalla statua del navigatore Gonçalo Velho Cabral, sotto la quale spesso e volentieri si svolgono concerti rock, e dall’edificio della Camara Municipal, si arriva alla chiesa Matriz de São Sebastião, bianca e imponente, con curiosi simboli marinari sulla facciata in stile manuelito.
Sobria all’interno, è la chiesa principale della città, con la torre con l’orologio, con tipica pavimentazione portoghese acciottolata tutta intorno.

Da qui, partono altre stradine, tra bancarelle di fiori, negozi di prodotti tipici, come i formaggi delle Azzorre e le marmellate, caffè con i tavolini all’esterno, i ristoranti che si animano di notte insieme alla soffusa illuminazione della città. E alla fine, girando girando, si arriva al porto, con le barche ancorate, il nuovo
e moderno edificio del teatro che si scaglia nel mare come una prua di una nave, il via vai di turisti e non.

Sul lungomare si trovano anche molti chioschi dove poter scegliere un tour alla scoperta delle bellezze di Sao Miguel, tra crateri spenti, laghi, fumarole e piatti tipici cotti sotto le ceneri. Tutto circondato da una lussureggiante vegetazione che giustifica il sopranome di isola verde dell’arcipelago e che Ponta Delgada, con i suoi palazzi e chiese bianchi coloniali, le grandi piazze ricche di fiori e i giardini, non fa che confermare.

Info: www.visitazores.com
www.visitportugal.com

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