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Paros, bellezza per tutte le stagioni nelle isole Cicladi

Il tramonto infiamma il mare nel tardo pomeriggio d’autunno. Paros risplende di oro, arancio e rosso, mentre il sole si butta nell’acqua. Il via vai sul lungomare di Parikia, il paese porto principale dell’isola delle Cicladi, è incessante anche fuori stagione.

I ristoranti sono pieni, i visitatori osservano il cielo dal torrione del vecchio castello, i gatti si inseguono tra i vicoli e la gente.

Paros è bellissima in ogni periodo. Anzi, quando l’estate scivola nell’autunno e il mare è ancora caldo per nuotare, le giornate luminose, le baie tranquille, con i turisti diminuiti, è ancora più magica.

C’è tanto da vedere e da fare, per tutti i gusti e le passioni, dalla storia alla cultura, dalla natura alle attività sportive e alla gastronomia, in ogni periodo dell’anno. Perfetta meta per un turismo esperienziale, l’isola è facile da raggiungere con i traghetti Seajets dal Pireus e alcuni che la collegano alle altre Cicladi, come Syros, Kimolos, Mykonos e Santorini. (www.seajets.com/it)

Al suo interno è comoda da visitare anche per chi non vuole noleggiare un’auto o un motorino: dal porto partono i pratici autobus che coprono tutte le tratte tra i villaggi, la costa e l’entroterra.

Punto di partenza e di attracco delle navi è proprio Parikia, un labirinto di stretti vicoli con le case bianche, le porte blu, i fiori agli angoli, i gatti, le sedie e i tavoli, i caffè, i forni da dove proviene un profumo inebriante, e gli eleganti negozi di artigianato, gioielli, abbigliamento e souvenir.

Tutto ruota intorno al mulino affacciato sul mare, diventato sede del centro informazioni turistiche, l’antico ospedale e soprattutto la grande piazza dominata dalla chiesa delle 100 porte, una delle meraviglie architettoniche e artistiche di Paros e di tutta la Grecia.

La Basilica della Madonna di Katapoliani è uno spettacolare complesso che all’esterno, nel battistero e nella navata, risplende di mattoni, con la grande cupola e l’ingresso bianco circondato da un muro e da due campane. Una volta dentro il cortile si apprezzano alcuni resti archeologici del passato cimitero e di quello che era un ginnasio nel IV secolo, sotto gli ibiscus in fiore e il verde dei rampicanti.

Dentro la chiesa è ancora più affascinante nelle icone, nel fumo delle candele, nelle sei piccole cappelle decorate da affreschi, come quella, la più antica, di San Nicola, il grande lampadario, gli incensieri sorretti da draghi alati dorati, l’iconostasi e al lato un curioso San Michele che non schiaccia il solito animale simbolico, ma un uomo, sicuramente un peccatore secondo la tradizione ortodossa che vuole l’Arcangelo il giudice delle anime.

Si respira la Storia qui dentro. Del resto, la basilica è stata costruita sulle rovine di un di un edificio precedente per volere di Giustiniano nel VI secolo. L’imperatore bizantino affidò i lavori del restauro a Isidoro di Mileto, architetto della basilica di Santa Sofia a Istanbul, che l’ampliò e inserì la cupola, usando nel restauro marmi antichi, colonne ellenistiche, mosaici del ginnasio romano del I secolo. Per questo la chiesa viene chiamata la Santa Sofia dell’Egeo. In realtà, non si capisce perché venga nominata Panagia Ekatontapyliani, in greco delle 100 porte, quando queste non ci sono.

E’ una delle tante leggende legate alla basilica di Paros: si dice che abbia 99 porte visibili e una centesima che si manifesterà quando la Santa Sofia turca ritornerà ad essere dedicata al culto ortodosso.

Un’altra leggenda la vuole legata a Sant’Elena: la madre di Costantino si fermò a Paros durante il suo viaggio verso la Terra Santa alla ricerca delle reliquie. Secondo alcune versioni, sarebbe stata una tempesta a far approdare Elena in quest’isola e per ringraziamento di essere scampata e rimasta viva volle costruire una chiesa.

Nel complesso religioso si trova un museo ecclesiastico sotto i portici che conduce anche all’interno del battistero del IV secolo decorato da pregevoli affreschi.

Uscendo nella grande piazza e avviandosi verso il retro della basilica si trova il piccolo e interessantissimo museo archeologico di Paros. Qui tra numerosi reperti dell’ex cimitero del III secolo, del ginnasio e della prima chiesa, cimeli neolitici e altri del tempio di Apollo Delion (che si trova su una collina a nord di Parikia), si trova un mosaico romano, la Nike di Paros senza testa, e soprattutto l’impressionante Gorgo alata con i serpenti intorno al corpo e i resti di una colossale statua della dea Artemide.

Nel giro nella città vecchia di Parikia non può mancare un salto al castello dei Veneziani, in particolare all’ora del tramonto perché offre un panorama unico sul mare. Anche se ormai è rimasto poco dello splendore di un tempo, la fortezza è stata costruita sull’antica agorà per difesa con materiali degli edifici ellenistici e romani. Si incontrano anche diverse chiesette dalle cupole azzurre, a Paros sono innumerevoli e ognuna di essa celebra il proprio patrono con grandi feste e processioni, che attirano visitatori in ogni periodo dell’anno.

Ritornando verso la passeggiata del lungomare una sosta provvidenziale sono i numerosi caffè,
come Cosa, ideale per assaggiare il consueto frappè, bevanda must in Grecia, e i ristoranti che si susseguono ininterrottamente, tra i tavoli al coperto e quelli proprio in riva all’acqua.

Tra questi i più frequentati sono Mira Restaurant (www.mira.gr), con le sue ottime proposte
tradizionali e il servizio efficiente e gentile, la Taverna Mouragio (www.mouragioparos.gr/) dove gustare un’ottima moussaka fatta in casa e altri piatti tipici, e Mythos Plaza, con un menù molto vario, a cominciare dalla gustosa pizza. Mentre proprio alla fine del viale, dove si crea una baia con una spiaggia molto animata, si trova Bountaraki che presenta anch’esso le ricette locali, come una gustosa insalata fresca con il formaggio di Paros, il tutto con una grande creatività.

Dal lungomare partono anche i bus che girano tutta Paros. Ad esempio si può andare a nord
fino a Naoussa, il secondo centro dell’isola, un incantevole borgo arroccato, affacciato su un porticciolo con i pescherecci colorati all’ancora e piccole insenature sabbiose scavate nella roccia dove fare il bagno tra gli scogli bianchi e l’acqua trasparente come piscine naturali.

Conosciuta già in epoca remota, Naoussa è oggi celebre per la vita notturna ed è un elegante insieme di vicoli tipicamente greci, con le case bianche, i negozi di artigianato e i ristoranti chic. Sullo sfondo i resti di un castello veneziano e la Chiesa dell’Assunzione della Vergine, nel punto più alto e panoramico, mentre la Agios Athanasios, all’entrata del porto, ospita un museo bizantino con preziose icone. Da vedere anche il museo del folklore.

Tra le spiagge a Paros una delle più amate è Santa Maria, a pochi chilometri da Naoussa nella punta estrema ovest, raggiungibile con il bus, mentre la più nota è la Golden Beach nel sud dell’isola, una distesa infinita di sabbia dorata con l’acqua bassa, ideale per le famiglie, anch’essa collegata con i mezzi pubblici.

Anche l’entroterra di Paros rivela sorprese: ad esempio il borgo di Lefkes, tipicamente delle
Cicladi, è famoso per la gastronomia, olive, fichi, uva, ouzo, pane, formaggio e tanto altro ancora. Poco lontano Marpissa, su una collina a due chilometri dalla costa, rivela la tradizione locale folkloristica.

Cambiando versante, nella zona est di Paros si trovano le cave famose per il marmo pario lucido e puro, con cui nell’antichità si facevano le principali statue e templi. In più a soli cinque chilometri da Parikia si trova la valle delle farfalle, una zona semi montana che durante un preciso periodo dell’anno, dalla primavera ai primi mesi d’autunno, si riempie di farfalle tra i cipressi, gli ulivi e gli alberi di carrube.

Superando l’ecosistema, si arriva a Pounda, un altro porto da dove partono i traghetti per l’isola dirimpettaia, Antiparos, mentre scendendo ancora si incontra il delizioso villaggio dei pescatori Aliki, sempre con il bus da Parikia. Piccolo, arroccato intorno ad una spiaggia bianca con l’acqua verde dove è possibile fare il bagno anche fuori stagione, mentre ciondolano all’ancora imbarcazioni colorate, caicchi e barche a vela. Tutt’intorno i ristoranti e taverne propongono pesce fresco e ricette tradizionali, sempre in dosi super abbondanti come in tutta l’isola. Un luogo idilliaco e romantico che sembra fuori dal tempo e dallo spazio, dove rilassarsi in acqua, gustare qualche ottimo dessert o fare shopping nei pochi ma esclusivi negozi. Una meta che rende Paros ancora più affascinante.

Dove dormire: Marili Studios Apartments, Parasporos, Paros 844 00, Grecia, www.marili-studios.gr/ Vicino alla spiaggia di Parasporos e a un chilometro da Parikia, immerso nel verde tra giardino con gazebo e angoli relax, vigneti e uliveti, dove i proprietari producono vino e olive che offrono agli ospiti. Undici appartamenti spaziosi ed eleganti, dotati di ogni confort, con terrazzo, parcheggio, wifi. I valori aggiunti sono l’ospitalità e la generosità di Marina, che parla un’ottimo Italiano, e suo marito Jannis.

Info:
www.paros.gr
www.visitgreece.gr/

Foto di Sonia Anselmo

In collaborazione con la municipalità di Paros, MTC Group Atene, SeaJets Ferry

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