Orcadi, natura selvaggia e archeologia sulle isole scozzesi

Il vento spazza via qualsiasi cosa ed è difficile per i visitatori restare ben ancorati a terra. Le Orcadi
hanno il fascino di una zona dura, dalle condizioni climatiche forti, a volte impossibili.

Cielo grigio solcato da impavidi gabbiani, mare grigio da onde alte, qualche isoletta disabitata dalle grandi falesie, e poi case e costruzioni di pietra, tantissimi campi verdi pieni di mucche e erba sferzata dal vento. Come tutto.

Non stupisce che le acque intorno alle Orcadi abbiano visto moltissimi naufraghi. In realtà queste isole scozzesi
così selvagge sono incredibilmente suggestive e se poi il tempo è clemente e il sole incendia i pascoli e il tramonto lo sono ancora di più.

Le Orcadi spazzate dal vento sembrano tanto lontane da tutto, ma in realtà sono ben collegate con il resto del Paese, anche con un aeroporto.

Arrivando dal mare, partendo da John o’ Groats, piccolo porto all’estremità della Scozia, l’emozione è intensa.
Già il tragitto sul battello che fa la spola tra non è certo dei più agevoli, con le onde, nere e potenti, che fanno sobbalzare, mentre il cielo rivela improvvisi e splendidi arcobaleni e gli uccelli volano a cerchio, quasi rassicurando gli intrepidi turisti.

Una volta arrivati e preso un bus per fare i vari giri di Mainland, la suggestione vale la pena del viaggio.
Altrochè landa desolata, qui vivono tanti giovani che sfidano il vento come i loro antenati, ma stavolta per affollare le vie cittadine.

Kirkwall è una città vivace e gradevole, con Albert Street, il corso principale con negozi e ristoranti, che unisce il porto alla Cattedrale di St Magnus. Spettrale e magica, fu costruita nel 1137, in arenaria gialla e rossa, anche se poi fu ampliata nei vari secoli.

Di fronte si trova il Bishop’s Palace, risalente al XII secolo, con una torre e una stretta scalinata, mentre nei paraggi c’è Earl’s Palace, uno dei palazzi rinascimentali più belli, citato persino da Sir Walter Scott in un suo libro.

Tutto questo fa ricordare quanto splendore abbia avuto Kirkwall, tuttora centro d’aggregazione per ogni abitante delle Orcadi. Tra le curiosità, il museo che racconta la storia dell’arcipelago e la distilleria di whisky più settentrionale del mondo, fondata nel 1798.

Immancabile una visita a Scapa Flow, la baia naturale già usata come base dai vichinghi e poi per la Marina Inglese sia nella Prima che nella Seconda Guerra Mondiale, più volte presa di mira dai sommergibili tedeschi.

Purtroppo un U-47 riuscì a passare nel 1939 colpendo a morte la nave Royal Oak, che affondò con 833 persone dell’equipaggio. Dopo questo tragico evento, Winston Churchill ordinò una serie di sbarramenti a protezione dell’accesso orientale della baia: a quei lavori contribuirono i prigionieri di guerra, tra cui un gruppo di italiani.

A loro si deve anche la piccola chiesetta di San Giorgio, realizzata con il materiale che avevano nel campo, oggi diventata simbolo di pace, con la bandiera italiana che sventola davanti, a ricordo di quei prigionieri e del loro prete.

A Scapa Flow, dove le barriere di Churchill servono da raccordo stradale per le varie isole delle Orcadi dove si affaccia la baia, ci si può addirittura immergere alla ricerca di relitti, ovviamente con tanto di muta vista la temperatura dell’acqua. Se non ci fosse il vento freddo a ricordarlo, le spiagge bianche che si aprono al’improvviso potrebbero far venire la tentazione di un tuffo in mare.

Sono il regno, così come le grandi scogliere ricoperte di vegetazione, di ogni genere di uccelli marini, come le grandi colonie dei simpatici pulcinella di mare. Non solo, in questo arcipelago si possono ammirare tantissime foche e le balenottere.

Ma le Orcadi sono anche un luogo unico per l’archeologia. In particolare per il Cerchio di Brodgar, il terzo più grande del Regno Unito di megaliti. Vicino a due laghi e al villaggio di Stenness, sulla Mainland, ricorda che già alla fine del IV millennio a.C, in periodo Neolitico, qui vivevano e prosperavano gli uomini.

In realtà le condizioni climatiche erano meno dure di quelle odierne, le Orcadi erano ricoperte di foreste e gli uomini che ci abitavano sopravvivevano con l’agricoltura, l’allevamento, la pesca e la caccia. Gli scavi hanno portato alla luce molti edifici e tombe, qualche osso umano e animale, pezzi di ceramica e utensili in pietra. Tutto era stato sepolto dalla sabbia nei secoli, spinta dall’implacabile vento.

Il villaggio preistorico è accanto al Cerchio, affascinante e quasi contemporaneo del famoso Stonehenge. Si può passare tra i 27 megaliti, passeggiare tra il monumento chiedendosi l’origine e lasciandosi andare alle ipotesi di misteri. Avrebbero dovuto essere 60 megaliti, alcuni più grandi, altri alti fino a quasi cinque metri.

Il Cerchio di Brodgar è solo l’ennesima testimonianza di quanto le Orcadi siano state importanti nella Storia: qui sono passati uomini dell’Età del Bronzo, i Pitti, i Vichinghi, i Norvegesi e tanti altri popoli lasciando il loro segno con tombe, cimiteri, abitazioni, monumenti.

I segni sono stati lasciati anche nel Medioevo, con chiese, e nel Rinascimento, con i palazzi di Kirkwall.
Oltre la Storia e l’archeologia, alle Orcadi è soprattutto la natura, indomita e selvaggia, a essere la vera regina.

Info: www.visitscotland.com
www.visitbritain.com

Foto www.visitscotland.com, www.visitorkney.com pixabay, dreamstime

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