Nizza, la città dei colori, dell’intensità e della vivacità

Dall’alto del parco del Castello il mare è azzurrissimo, a ben spiegare il nome della costa. Nizza, in una splendida giornata di primavera anticipata, è un caleidoscopio di colori e sfumature. A seconda della luce, cambia aspetto e si accende di mille meraviglie.

Le tinte sono davvero infinite, a volte in contrasto e a volte in un gioco di abbinamenti con l’azzurro dell’acqua. C’è il rosso scuro dei tetti della città vecchia, il giallo chiaro dei palazzi barocchi, il celeste delle sedie in fila davanti al lungomare, il verde delle palme e dei parchi, i mix variegati delle tende del mercato dei fiori e dei panni stesi ad asciugare tra i vicoli, il blu, il giallo e il viola delle barchette ancorate al porto, il bianco-rosso-blu della bandiera francese per la scritta con hastag in un angolo della Promenade, il giallo acceso delle mimose, il viola degli anemoni e il fuxia dei ranuncoli in vendita sui banchi, il nero lucido delle olive e il giallo sgargiante dei limoni negli stand alimentari, il grigio dei sassi della spiaggia. E su tutto, l’arancione del sole che cala sul mare della Costa Azzurra e che seduce con il suo splendore: si dice che il tramonto di Nizza sia uno dei più belli al mondo. Quello che è certo è che incanta e rende la città ancora più bella di quello che è.

Nizza è un gioiellino dal carattere di ferro, che sa piangere i propri morti e rialzarsi e che sembra vivere
ogni istante, dalle feste tradizionali alla normale routine quotidiana, con intensità ed energia, che poi era il tema conduttore del Carnevale 2017, la manifestazione più amata dagli abitanti e dai visitatori.

Così vicina all’Italia, è legata ad essa anche da una storia comune, un dialetto simile, una cucina con le stesse influenze. Del resto fece parte del Regno dei Savoia e qui nacque Giuseppe Garibaldi, soltanto nel 1860 per un trattato tra Cavour e Napoleone III fu ceduta alla Francia come ricompensa per l’alleanza contro l’Austria nella Seconda Guerra di Indipendenza italiana.

La storia di Nizza, però, parte ancora più lontano e dai Greci, gli stessi che sbarcarono a Marsiglia, che arrivarono a colonizzare la zona intorno al 350 a.C e le diedero il nome di Nikaia, in onore di una vittoria contro i liguri. I resti di questi insediamenti greci sono ancora vedibili su una delle sette colline che dominano la città, dove oggi c’è il parco del castello. In un tempo ancora più remoto, qui vennero ad abitare i primi umanidi, per ripararsi dal mare ed essere sicuri su un’altura. Nei secoli, venne costruita un’enorme fortezza, si dice avesse i muri più grandi di quella rimasta a Carcassone, ma Luigi XIV volle distruggerla per punire la città non ancora francese, così oggi non rimane che un enorme spazio verde dedicato a chi vuole prendersi un attimo di relax o a chi vuole praticare qualsiasi tipo di sport.

Un giro al parco del castello, con la sua cascata dove si vanno ad abbeverare i gabbiani, i cespugli in fiore, le piante d’alto fusto, i punti panoramici, è l’ideale se si vuole ammirare la bellezza di Nizza. Si sale con un ascensore dalla Promenade des Anglais o con una lunga scalinata et voilà, la magia è servita. Da una parte lo sguardo si perde nella città vecchia, con i tetti delle case, i campanili delle chiese, le grandi piazze piene di tavolini di caffè all’aperto, poco oltre è l’azzurro accecante del mare a lasciare senza fiato, dall’altra parte è il piccolo porto con le barche e i grandi yacht all’ancora a rapire gli occhi. Una volta ridiscesi non resta che ammirare da vicino tutte queste meraviglie.

La città vecchia è un concentrato di profumi di ricette della cucina nizzarda, tra vicoli e piccole piazze,
come quella dove si svolge il mercato del pesce, ristoranti, caffè, rivendite di cibo d’asporto, macellerie. Tra vicoli, stradine strette, piccole salite con le scale, si viene catturati da insegne antiche, palazzi colorati, panni stesi e negozi curiosi, come quello dedicato a chi ama i gatti, “Les chats de casa mia”, con oggetti, borse e magliette tutti a tema felino. Non manca la cattedrale barocca, Santa Reparata.

Al limitare della città vecchia, verso il lungomare, si trova il Cours Saleya, vero cuore di questa zona. Da un lato la casa dove abitò Matisse, al centro lo spiazzo che si riempe di bancarelle di fiori e ortaggi dal martedì alla domenica, mentre il lunedì si svolge il mercato d’antiquariato. Il tutto dominato dalla chiesa della Misericordia e dal palazzo barocco che ospitava i re Savoia.

Accanto, uno dei luoghi più interessanti di Nizza, il Museo della fotografia: una parte delle sale ospitano
una mostra su Helmut Newton, fino al 28 maggio 2017, mentre un’altra sala è sempre dedicata alla vecchia
Nizza, alle foto di quanto era uno dei luoghi preferiti dai vip della Belle Époque.(www.museephotographie.nice.fr).

La città riserva altre meraviglie: basta sbucare lungo la Promenade des Anglais e percorrendola si incontra il monumento ai caduti delle guerre e si arriva al porto, un angolo che racchiude imbarcazioni di miliardari, piccole barchette, i pointus de Nice, dei pescatori locali (www.lespointusdenice.com/pointus) e la chiesa dove i marinai vanno a pregare prima di salpare. Anche qui, il quartiere è vivacissimo, con negozi e ristoranti trendy, un locale dedicato ai ciclisti dove possono aggiustare la bici e concedersi un attimo di pausa, mentre il lungomare prosegue fino al Club nautico dove non è difficile scorgere qualcuno che fa il bagno fuori stagione.

Del resto, anche sulla lunga spiaggia di sassi davanti alla città vecchia è facile incrociare gente al sole, qualche temerario in acqua, bambini che giocano e anziani seduti a guardare l’orizzonte o il tramonto. Una scena che fa provare allo spettatore una sensazione di pace ed accoglienza che sembra tipica di Nizza. La si ritrova nella grande piazza Massena con “La conversazione”, un gruppo di sette opere d’arte moderna di Jaume Plensa dedicate ai sette continenti, che si illuminano di notte, nelle particolari panchine girevoli e nei giochi a tema marino per i bambini del parco della Promenade du Pallion, il fiume interrato, nella vasta piazza Garibaldi con i suoi palazzi gialli e la statua dell’eroe che guarda l’Italia, nel quartiere popolare della Liberation, con il mercato di produttori locali e spesso biologici e i bistrot.

I banchi di frutta e di pesce e i locali con i tavolini all’aperto, qui come nella città vecchia, sono un segno della vivacità, del sapersi gustare la vita e dell’intensità che sembra illuminare Nizza di colori unici.

Dove dormire: Hotel Ellington, 25 Boulevard Dubouchage, 06000 Nice, Francia, www.ellington-nice.com. Un moderno tranquillo hotel di quattro stelle, a pochi minuti a piedi da Place Massena e dalla Promenade du Pallion, dedicato a Duke Ellington e al mondo del jazz, con camere spaziose, dotate di ogni confort, colazione abbondante e di prodotti freschissimi, bar con happy hour, giardino con tavolini per l’estate, wi fi gratuito.

Info: www.france.fr e www.nicetourisme.com #nicemoments
In collaborazione con www.france.fr e www.nicetourisme.com
Foto di Sonia Anselmo e www.nicetourisme.com

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