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Neuschwanstein doveva diventare un “castello del Gral”, un maniero degno degli eroi epici tedeschi e un luogo in cui Ludwig, personaggio alquanto singolare e sognatore, potesse rifugiarsi nel suo mondo di fantasia. Con particolare attenzione il re seguiva i progressi del suo progetto e non appena realizzato l’edificio del portone, Ludwig si fece allestire un’abitazione tra le sue mura per seguire il tutto da vicino. Dopo sette anni dalla posa della prima pietra, finalmente, si festeggiò la copertura del tetto, poi cominciarono gli impegnativi lavori per gli interni: dipinti di gran pregio alle pareti, preziosi complementi di arredo realizzati superbamente. Si cucirono e ricamarono suntuosi tendaggi, drappi e tappeti. Dopo la morte misteriosa di Ludwig nel lago di Starnberg, Neuschwanstein restò in gran misura incompiuto: non venne costruito il maschio con la cappella gotica, gli interni della sala moresca su modello dell’Alhambra di Granada non furono mai completati, anche il bagno del re non fu mai realizzato, e neanche il piccolo giardino con fontana a zampillo. In origine il costo totale della costruzione ammontava a 600.000 marchi, ma la realizzazione degli interni fece lievitare i costi fino a sei milioni (di allora). Ludwig aveva finanziato la costosissima opera con il patrimonio della famiglia reale, la sua tesoreria privata e il suo appannaggio. Di temperamento schivo, il giovane re, cugino della principessa Sissi, si ritirava sempre più spesso nella solitudine vivendo il mondo epico composto da Richard Wagner nelle sue opere e immedesimandosi in Lohengrin, il solitario cavaliere del cigno.
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I suoi castelli offrivano lo scenario perfetto per le opere del compositore e per le sue fantasie di grandiosità. Tannhäuser, Lohengrin, Tristano e Isotta, i Maestri Cantori di Norimberga e Parsifal. Soprattutto le sale interne rendono omaggio al genio musicale di Wagner, salvato dalla rovina economica dallo stesso Ludwig. Alcuni ambienti lasciano infatti senza fiato: la sala del trono in stile bizantino, ad esempio, con i gradini di marmo di Carrara che portano all’abside, sotto il quale avrebbe dovuto essere collocato un trono in oro e avorio, mai realizzato, poichè dopo la morte di Ludwig tutti i lavori vennero sospesi e mai più terminati. Al centro il candelabro a forma di corona bizantina, in ottone dorato, con 96 candele e con un peso di parecchi quintali; per pulirlo e per sostituire le candele venne realizzato un apposito argano. Completa il tutto il pavimento in mosaico con circa due milioni di tessere. Oppure la sala da pranzo con mobili realizzati in massello di quercia e impreziositi da lavori d’intaglio. Sei dipinti alle pareti illustrano alcune scene della saga di Tannhäuser, opera per cui Wagner si era avvalso della storia sulla gara dei cantori alla fortezza Wartburg. La lirica dei cantori è centrata sull’amore cavalleresco, un genere letterario fiorito nel medioevo in Germania e in Provenza, anche detto amor cortese, in cui la donna è venerata ed acclamata, pur restando sempre irraggiungibile per il trovatore. E ancora la camera da letto, in stile tardo gotico, con intagli in legno di quercia sul baldacchino del letto, sul lavabo e sulla sedia di lettura. Le tende, le tappezzerie e il copriletto in blu bavarese (colore preferito del re) sono ornate da ricami che rappresentano lo stemma della Baviera: il cigno e il leone dei Wittelsbach. Infine la sala dei cantori dove architetti e decoratori si sono superati per realizzare i dipinti alle pareti ispirati la saga di Parsifal.
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Ma mentre il re realizzava progetti edili sempre più arditi, cresceva di pari passo lo scontento da parte dei membri del governo. Con il pretesto di allontanarlo dal potere, alcuni politici, invece di convincerlo ad abdicare, decisero di dichiararlo infermo di mente e lo fecero interdire, confinandolo sotto stretta sorveglianza, nel castello di Berg, sul lago Starnberg. La sera del 13 giugno 1886 Ludwig decise di fare una passeggiata lungo le rive del lago, in compagnia del suo medico. Due ore dopo venne dato l’allarme per la loro scomparsa. Durante la notte i loro corpi esanimi vennero rinvenuti nelle acque del bacino. Il referto ufficiale dell’autopsia attestava la morte per annegamento, ma il popolo bavarese, che tanto amava il suo sovrano, non si lasciò convincere, ipotizzando un complotto contro il re. Pochi giorni dopo, a Monaco, si tennero i funerali di Stato con una grande partecipazione di folla: intorno alla bara tanti fiori e tra le dita della mano destra di Ludwig un bouquet di gelsomini, dono di Sissi, cugina del re. A tutt’oggi sono ancora ignote le cause della sua morte, tanto che le stesse hanno contribuito ad alimentarne la leggenda.
Come arrivare
La porta d’ingresso al castello è il borgo di Hohenschwangau, presso Füssen. Alla zona dall’Italia si accede in auto via Innsbruck o Zurigo. In treno o aereo si può prendere come riferimento Monaco e poi raggiungere il sud della Baviera con i mezzi locali. Il castello di Neuschwanstein è raggiungibile dal Ticket Center di Hohenschwangau. A piedi (circa 40 minuti) o in carrozza trainata da cavalli fino a 300 metri sotto il castello. Con bus navetta fino al belvedere Jugend quindi risalendo un ripido tratto a piedi (400 metri, circa 10 minuti), percorso sconsigliato a persone con difficoltà motorie e agli anziani.
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