Neuschwanstein, il castello delle favole di Ludwig in Baviera

Un castello delle favole nato da un sogno, non quello della Bella Addormentata, a cui viene
associato subito. Neuschwanstein è il castello del sogno di Ludwig II, il re che amava rifugiarsi in
un mondo di fantasia, ma anche il sovrano che ha lasciato innumerevoli tracce architettoniche
nella sua Baviera.

Fiabesco e magico, si trova nel sud della Baviera, quasi al confine con l’Austria, a poco
più di un’ora e mezzo d’auto da Monaco, e rimane una delle attrazioni della regione, in qualsiasi
stagione, con la neve d’inverno, ancora più romantico, circondato dai colori caldi dell’autunno o fiorito durante l’estate.

Neuschwanstein doveva diventare un “castello del Gral”, un maniero degno degli eroi epici tedeschi e un luogo in cui Ludwig, personaggio alquanto singolare e sognatore, potesse rifugiarsi nel suo mondo di fantasia.

Il re, molto amato tuttora dai bavaresi, era cresciuto poco lontano, nel castello di Hohenswangau,
e volle costruire una sua residenza vicino. L’idea di Neuschwanstein venne a Ludwig dopo una visita
alla fortezza medievale di Wartburg in Turingia e affidò il progetto allo scenografo Christian Jank nel 1869.

Con particolare attenzione il re seguiva i progressi del suo progetto e non appena realizzato l’edificio del portone, Ludwig si fece allestire un’abitazione tra le sue mura per seguire il tutto da vicino.

Dopo sette anni dalla posa della prima pietra, finalmente, si festeggiò la copertura del tetto di Neuschwanstein, poi cominciarono gli impegnativi lavori per gli interni: dipinti di gran pregio alle pareti, preziosi complementi di arredo realizzati superbamente. Si cucirono e ricamarono suntuosi tendaggi, drappi e tappeti.

Dopo la morte misteriosa di Ludwig nel lago di Starnberg nel 1886, Neuschwanstein restò in gran misura
incompiuto: non venne costruito il maschio con la cappella gotica, gli interni della sala moresca su modello dell’Alhambra di Granada non furono mai completati, anche il bagno del re non fu mai realizzato, e neanche il piccolo giardino con fontana a zampillo.

In origine il costo totale di Neuschwanstein ammontava a 600.000 marchi, ma la realizzazione
degli interni fece lievitare i costi fino a sei milioni (di allora). Ludwig aveva finanziato la costosissima opera con il patrimonio della famiglia reale, la sua tesoreria privata e il suo appannaggio.

Di temperamento schivo, il giovane re, cugino della principessa Sissi, si ritirava sempre più spesso nella
solitudine vivendo il mondo epico composto da Richard Wagner nelle sue opere e immedesimandosi in Lohengrin, il solitario cavaliere del cigno.

I suoi castelli offrivano lo scenario perfetto per le opere del compositore e per le sue fantasie di grandiosità. Tannhäuser, Lohengrin, Tristano e Isotta, i Maestri Cantori di Norimberga e Parsifal.
Soprattutto le sale interne di Neuschwanstein rendono omaggio al genio musicale di Wagner, salvato dalla
rovina economica dallo stesso Ludwig.

Alcuni ambienti lasciano infatti senza fiato: la sala del trono in stile bizantino, ad esempio, con i gradini di marmo di Carrara che portano all’abside, sotto il quale avrebbe dovuto essere collocato
un trono in oro e avorio, mai realizzato, poiché dopo la morte di Ludwig tutti i lavori vennero sospesi
e mai più terminati.

Al centro il candelabro a forma di corona bizantina, in ottone dorato, con 96 candele e con un peso di parecchi quintali; per pulirlo e per sostituire le candele venne realizzato un apposito argano.
Completa il tutto il pavimento in mosaico con circa due milioni di tessere.

Oppure la sala da pranzo con mobili realizzati in massello di quercia e impreziositi da lavori d’intaglio. Sei dipinti alle pareti illustrano alcune scene della saga di Tannhäuser, opera per cui Wagner si era avvalso della storia sulla gara dei cantori alla fortezza Wartburg.

La lirica dei cantori è centrata sull’amore cavalleresco, un genere letterario fiorito nel Medioevo
in Germania e in Provenza, anche detto amor cortese, in cui la donna è venerata ed acclamata, pur restando sempre irraggiungibile per il trovatore.

E ancora la camera da letto di Neuschwanstein, in stile tardo gotico, con intagli in legno di quercia
sul baldacchino del letto, sul lavabo e sulla sedia di lettura. Le tende, le tappezzerie e il copriletto
in blu bavarese (colore preferito del re) sono ornate da ricami che rappresentano lo stemma della Baviera:
il cigno e il leone dei Wittelsbach.

Infine la sala dei cantori dove architetti e decoratori si sono superati per realizzare i dipinti alle pareti ispirati la saga di Parsifal.

Ma mentre il re realizzava progetti edili sempre più arditi, cresceva di pari passo lo scontento
da parte dei membri del governo. Con il pretesto di allontanarlo dal potere, alcuni politici, invece di convincerlo ad abdicare, decisero di dichiararlo infermo di mente e lo fecero interdire, confinandolo sotto stretta sorveglianza, nel castello di Berg, sul lago Starnberg.

La sera del 13 giugno 1886 Ludwig decise di fare una passeggiata lungo le rive del lago, in compagnia di un medico. Due ore dopo venne dato l’allarme per la loro scomparsa. Durante la notte i loro corpi esanimi vennero rinvenuti nelle acque del bacino. Il referto ufficiale dell’autopsia attestava la morte per annegamento, ma il popolo bavarese, che tanto amava il suo sovrano, non si lasciò convincere, ipotizzando un complotto contro il re.

Pochi giorni dopo, a Monaco, si tennero i funerali di Stato con una grande partecipazione di folla:
intorno alla bara tanti fiori e tra le dita della mano destra di Ludwig un bouquet di gelsomini, dono di Sissi, cugina del re. A tutt’oggi sono ancora ignote le cause della sua morte, tanto che le stesse hanno contribuito ad alimentarne la leggenda.

Quello che resta di Ludwig è la sua monumentale attività architettonica, di cui Neuschwanstein è il principale esemplare, al punto di diventare un simbolo stesso della Baviera. Posto in alto a 965 metri, il castello domina i paesi di Füssen e Swangau e diversi laghi tra cui il piccolo Alpsee. Sopra la gola del Pöllat c’è un ponte intitolato a Maria, la madre di Ludwig, dal quale si gode la miglior vista del castello.

La porta d’ingresso a Neuschwanstein è il borgo di Hohenschwangau, presso Füssen, dove a piedi, in circa 40 minuti, o in carrozza trainata da cavalli si arriva a 300 metri sotto il castello.

Neuschwanstein è entrato di forza anche nell’immaginario collettivo popolare: Walt Disney ne rimase
talmente affascinato da renderlo modello per il castello del cartone animato de La Bella Addormentata nel Bosco e in seguito creato in tutti i parchi di divertimento Disneyland. Non solo, anche Andy Warhol lo dipinse. Ma per tutti Neuschwanstein è la fantasia fatta architettura di Ludwig, il re sognatore e romantico.

Info: www.germany.travel

Testo di Sax Di Drego
Foto dreamstime.com, Pixabay

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