Mont Saint Michel, santuario e icona della Normandia

Così arroccato tra monte e mare, si staglia come se uscisse da una favola o meglio da
un romanzo fantasy. Mont Saint Michel ha qualcosa di romantico e suggestivo, grazie al gioco delle maree che lo rendono spesso e volentieri un isolotto staccato dalla terraferma.

Quando appare in lontananza, magari circondato dalle nuvole, a volte sembra quasi spettrale, impalpabile, perso nella vastità della baia.

Mont Saint Michel è un’icona, un punto di riferimento tra la Normandia, di cui fa
parte, e la Bretagna, poco più in là, un mondo a sé stante, uscito direttamente dal passato remoto.

Quando l’acqua si ritira emerge un’enorme striscia di sabbia bianca nella fanghiglia della bassa marea, dove si può passeggiare, raccogliere conchiglie e soprattutto raggiungere a piedi la rocca del santuario. Recentemente Mont Saint Michel è stato oggetto di lavori per essere messo in sicurezza, altrimenti nel 2040 sarebbe stato circondato da prés salés, prati salati.

Per arrivare alla rocca e ai bastioni ci sono diversi modi: una navetta gratuita che parte dal parcheggio delle auto, sulla costa, oppure la maringote, una carrozza trainata da cavalli da tiro, percorrere la passerella-ponte in legno, o affrontare uno dei tre itinerari a piedi, la Lisière, les Berges del Couesnon o il percorso centrale, che richiedono poco meno di un’ora per arrivare.

Comunque sia uno spettacolo insolito della baia accoglie i visitatori del sito turistico più
frequentato della Francia del Nord, Patrimonio dell’Unesco.

Bisogna fare molta attenzione agli orari delle maree, esposti nelle tabelle al parcheggio prima
della “discesa” nella baia, altrimenti si rischia che l’onda marittima alta mezzo metro travolga
con la forza potentissima sommergendo tutto in pochi minuti.

Ma quando si può camminare sulla sabbia, l’esperienza è di quelle che non si dimenticano,
anche perché questa è zona ornitologica: proprio come i pellegrini di un tempo, si arriva alle mura a piedi scalzi e con i calzoni arrotolati, approfittando della lingua di terra che congiunge il Mont Saint Michel con la terraferma.

Una volta entrati da una delle tre porte, de l’Avancee, du Boulevard e du Roi, ci si trova
catapultati direttamente nel Medioevo: il monte vero e proprio, prima di arrivare al clou dell’abbazia, è un intricato labirinto di salite, vicoli, muri in pietra, acciottolati.

Dove, purtroppo, il turismo fa la parte del leone con i tanti negozietti di souvenir, i ristoranti e i bar dove si possono assaggiare i frutti di mare locali o l’omelette de la Mère Poulard, specialità tipica di Mont Saint Michel.

Ma per fortuna basta inoltrarsi e perdersi nelle viuzze che circondano la Grande Rue e si ritrova il fascino antico. Questo è un luogo di pellegrinaggio da tempo immemore: qui pregarono i grandi re normanni, i conquistatori delle due sponde della Manica, sovrani come Eleonora d’Aquitania, moglie e madre di due re, o suo figlio Riccardo Cuor di Leone, mentre Anna di Bretagna scelse come coltivare i campi circostanti.

Da queste parti veniva a pregare nel 590 San Colombano, il monaco irlandese che evangelizzò l’Europa del Nord. La leggenda vuole che l’abbazia venne costruita intorno al 709, quando l’arcangelo Michele apparve in sogno al vescovo di Avranches, sant’Auberto, chiedendo di costruire una chiesa sulla roccia.

Il vescovo ignorò per due volte la richiesta, finché San Michele, un tipo battagliero, non gli bruciò la testa con un foro provocato dalla pressione del dito, lasciandolo in vita. Così Sant’Auberto si decise e fece realizzare una prima chiesa in una grotta.

Secondo la tradizione, Mont Saint Michel fa parte di una Linea Sacra che unisce i sette santuari
dedicati all’arcangelo: il primo si trova in Irlanda, il secondo St Michael’s Mount si trova dall’altro lato della Manica, in Cornovaglia, il terzo è proprio quello della Normandia, poi vengono quelli del Piemonte, della Puglia, della Grecia e infine la linea si chiude in Israele.

L’abbazia vera e propria di Mont Saint Michel risale al X secolo, con stili che vanno dal carolingio al romanico e al gotico, è su tre livelli e fu destinata ai monaci benedettini.

Nel corso dei secoli ha subito ingrandimenti e fortificazioni a causa delle tante guerre,
fino ad inglobare una prigione.

Quello che non cambia è la statua di San Michele posta in cima alla guglia e vigile per sempre sulla baia, sulla campagna normanna, sui paesini vicini e sulla Manica.

Ai piedi dell’abbazia, prima di rituffarsi nei negozi di souvenir, ci sono parecchi luoghi da vedere: il Musee Historique, che fa rivivere la costruzione del santuario e la vita dei monaci,
oltre ad offrire un panorama mozzafiato dalle sue mura, il Museo del Mare e dell’Ecologia,
che racconta curiosità sulla baia e le maree, la casa di Bertrard Du Guescilin che offre la possibilità di vedere all’interno un’abitazione originale del Trecento.

E per chi arriva al Monte a luglio e agosto c’è anche la possibilità di una passeggiata notturna nella cittadina in silenzio e alla luce delle fiaccole. Inoltre, per tutta l’estate sono previsti spettacoli di suoni e luci dentro e fuori l’abbazia.

Mont Saint Michel è sempre stato oggetto di pellegrinaggio per i viandanti europei,
anche perché si trovava sulla via Francigena e offriva una sosta comoda e meditativa.
Grazie al fenomeno delle maree, che mutano con rapidità impressionante e lasciano un dislivello
di 14 metri con le sabbie mobili, il monte ha goduto di una sorta di inespugnabilità, nonostante le numerose battaglie combattute in queste zone.

Lasciando intatta la suggestione di questa “Meraviglia dell’Occidente”, come è stato chiamato in passato Mont Saint Michel.

Info www.monuments-nationaux.fr/
https://it.normandie-tourisme.fr/
www.france.fr

Foto di Pixabay

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