Mohàcs, carnevale, maschere e girasoli in Ungheria

I girasoli e le cicogne sono in attesa dell’inizio della primavera, un po’ come gli umani che a Mohàcs festeggiano il carnevale come segno propiziatorio dell’arrivo della bella stagione.

Per una settimana la cittadina ungherese sulla riva del Danubio, a poca distanza dai confini con la Croazia e la Serbia, e a una cinquantina da Pecs, si trasforma con una grande festa all’aperto, tra sfilate, maschere, riti, balli e dolcetti tipici.

Un vortice di allegria e colori che coinvolge tutti a Mohàcs per il Carnevale. Questa celebrazione unica e tradizionale, che risale a diversi secoli fa, è un appuntamento imperdibile per coloro che cercano un’esperienza autentica e coinvolgente.

Il Carnevale di Mohács, conosciuto localmente come “Busójárás,” è una festa che mescola la gioia del carnevale con la ricca eredità culturale ungherese. L’evento, che nel 2024 si terrà dall’8 al 13 febbraio, risale al 1783 e affonda le sue radici nella storia locale: da allora è diventato uno dei carnevali più significativi d’Europa.

Il cuore pulsante del Carnevale di Mohács è rappresentato dai Busó, figure misteriose con maschere di legno e costumi tradizionali create appositamente dagli artigiani locali. Ricordano un po’ i Krampus, che a dicembre per la festa di San Nicola, affollano tutto l’arco alpino.

Come loro, indossano pesanti abiti pelosi e corna in testa, come loro portano la speranza della fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, come loro si muovono a ritmo di musica.

Al Carnevale di Mohàcs i Busó sfilano per le strade della città, creando uno spettacolo unico e coinvolgente e urlando il loro tradizionale grido “bao-bao”. La sfilata è accompagnata da musica tradizionale, balli e canti, trasformando le strade del paese in un’esplosione di energia positiva.

Una delle tradizioni più coinvolgenti del Carnevale di Mohács è la cerimonia del “Farsangtemetés,” un funerale simbolico che rappresenta l’addio all’inverno. La piazza principale si anima con fuochi, musica e balli, creando un’atmosfera di festa che coinvolge l’intera comunità. Una delle attività più popolari è l’accensione del falò serale: un enorme fuoco al centro della piazza principale con l’obiettivo di far ballare i busó e gli ospiti, accompagnato da una musica ad alto volume interrotta di tanto in tanto dal suono dei cannoni turchi.

Il ricordo degli ottomani è sempre presente a Mohàc: qui nell’agosto del 1526 combatterono gli eserciti ungheresi, con a capo il re Luigi II, meno numeroso e organizzato, e quello turco, comandato dal sultano Solimano I, inarrestabile nella sua avanzata verso il cuore dell’Europa. La battaglia di Mohàc è una delle più determinanti nella Storia dell’Ungheria. Ora nel campo dove si svolse si trova un monumento in onore del re Luigi II, che morì durante la tragica ritirata.

Mohàc è una piccola città dai tetti bassi e di grande importanza come centro commerciale proprio per il suo porto sul Danubio: avvolta da sterminate coltivazioni di girasoli, con le cicogne e altri uccelli che attendono la migrazione invernale verso la Turchia e l’Africa, si trova vicino al Parco Nazionale del Danubio e del Drava, affluente del grande fiume, in una zona un tempo paludosa e poi bonificata. Lungo la strada che porta a Pecs un monumento ai Busó ricorda che la tradizione delle maschere.

Per il carnevale Mohàcs offre non solo uno spettacolo visivo, ma anche un’opportunità per gustare le prelibatezze culinarie locali. Le bancarelle vendono specialità tradizionali ungheresi, come i celebri piatti di carne e il famoso vino della regione. La ciambella è il dolce tipico di carnevale e può essere salata o dolce e con o senza ripieno. In Ungheria le ciambelle sono legate a molte superstizioni, a Szerémség, ad esempio, la gente le preparava per assicurarsi che le tempeste non facessero saltare i tetti delle case.

I dolci sono sicuramente da assaggiare, mentre si assiste al carnevale propiziatorio per l’arrivo della primavera, quando torneranno a Mohàcs le cicogne e i campi si tingeranno del giallo acceso dei girasoli.

Info
www.visithungary.com/it
Foto Visit Hungary, gentilmente concesse dall’ufficio stampa della destinazione, Sonia Anselmo, Pixabay

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