Misteri di Malta, leggende da brivido nell’arcipelago

La dama grigia appare al Forte, una sirena malvagia, giganti che scaraventano villaggi nel mare o che appaiono nei cunicoli di un ipogeo. I misteri di Malta, arcipelago con oltre 7 mila anni di storia, sono davvero tanti e spaziano in ogni campo, dai fantasmi alle leggende.

In più, queste isole abitate da popoli preistorici, arabi, romani e soprattutto con i famosi cavalieri, si addicono bene a un itinerario da brivido tra le città, i borghi, i siti archeologici e quant’altro. Alla scoperta di una prospettiva alternativa per conoscere meglio il passato antichissimo e le vicende meno note dell’arcipelago.

Tante le culture che hanno toccato queste isole e che si sono mescolate, tramandando racconti e storie enigmatiche, a volte paurose, a volte divertenti, a volte solo curiose legate a tanti luoghi dei misteri di Malta.

Uno dei posti già affascinanti in sé, senza bisogno di brividi, è Mdina, la vecchia capitale maltese, dall’impatto arabo. Sotto le strade acciottolate e inondate dal sole, scorrono i brividi in una serie sotterranea di camere e celle. Si possono visitare e attualmente, con l’uso di manichini, sono state ricreate alcune scene tra le più oscure della storia e dei misteri di Malta.

Storie drammatiche hanno avuto luogo in questi cunicoli ad opera di romani, arabi, Cavalieri di San Giovanni e fino all’epoca napoleonica. Esecuzioni pubbliche, decapitazioni, crocifissioni e ogni tipo di tortura sono state inflitte in queste segrete e, ancora oggi, percorrendole, si percepisce un forte senso di inquietudine.

Una leggenda, invece, è legata alla grotta di Għar Ħasan nel Sud di Malta, dalle parti di Birżebbuġa. Parrebbe un posto incantevole affacciato sul mare e certamente fu un apprezzato luogo
di riparo in epoca preistorica, ma a cui è legata anche una storia tragica.

All’epoca dell’invasione araba, pare che il saraceno Ħasan si invaghì perdutamente di una fanciulla di un vicino villaggio e che la rapì, nascondendola in questa grotta nella speranza che la malcapitata si convincesse ad amarlo. Tra le diverse versioni, una racconta di un gruppo di
contadini giustizieri del villaggio che tese un’imboscata a Ħasan per liberare la ragazza, e della resistenza che lui fece finendo poi per gettare prima lei e poi se stesso dalla scogliera.

Un’altra interpretazione racconta che la ragazza si tuffò in mare di sua spontanea volontà per fuggire al suo rapitore, e in una terza i due morirono in mare durante una fuga in barca. In ogni caso ciascuna versione volge in un finale tragico.

Un altro dei misteri di Malta riguarda la sirena di Senglea, una delle Tre Città, conosciuta anche come L-Isla. Quando Malta era governata dai Cavalieri di San Giovanni, uno dei Gran Maestri fece costruire una grande casa conosciuta come la Casa della Sirena. La casa si affacciava sul mare e sotto di essa si trovava una caverna dove si narra aveva dimora una sirena che qui trovò
riparo durante una tempesta.

La sirena era un essere malvagio che incantava i pescatori e li trasformava in pietra quando questi provavano a toccarla. Il racconto narra di un pescatore che riuscì a farla innamorare, trascorrendo
con lei molto tempo in numerose occasioni, ma che tragicamente venne lo stesso trasformato in pietra quando finalmente lei si decise a baciarlo.

Parte integrante dei misteri di Malta sono i siti archeologici e i luoghi dei megaliti, di cui le isole sono piene. Una delle attrazioni più ammirate, ma anche un luogo enigmatico, è l’Ipogeo di Ħal Saflieni, che in epoca megalitica fu sia tempio che necropoli sotterranea.

L’Ipogeo, Patrimonio Unesco, è scavato su più livelli ed è collegato a numerose leggende. La prima è quella un gruppo di trenta giovani visitatori, probabilmente studenti e della loro guida che, insieme, sparirono tra i cunicoli senza lasciare alcuna traccia, ma di cui pare si continuino a sentire le voci.

La secondo leggenda racconta di un’impiegata dell’ambasciata inglese che, negli anni ’30, visitò l’Ipogeo con alcuni amici e una guida. Nonostante la guida cercò di dissuaderla, al termine del tour la donna volle proseguire ad esplorare i cunicoli con altri tre membri del gruppo. Si narra che all’improvviso, al solo lume di una torcia, gli amici avvistarono un gruppo di giganti aggirarsi in uno dei lunghi corridoi di pietra che costituiscono l’Ipogeo. Merita menzionare il fatto che, tra le migliaia di resti umani rinvenuti nell’Ipogeo, ci fossero alcuni strani teschi dalla forma allungata.

L’Ipogeo è un posto sicuro e per come è organizzata oggi la visita è impossibile perdersi, ma raccontando le leggende qualche brivido si può immaginare.

Un altro dei misteri di Malta si trova nel villaggio di Qrendi: la voragine il-Maqluba, larga 6000 metri quadrati, con la sua origine alimenta diversi miti. Ciascuna di queste storie parla di un villaggio che era abitato solo da persone molto cattive, che un tempo si trovava al posto della voragine.

La versione più celebre racconta che Dio fece inghiottire dalla terra il villaggio, lasciando fuori dalla catastrofe solo la casa dell’unica pia donna che viveva proprio al confine del paese, dove oggi si trova una cappella. Le altre varianti della storia sono legate invece all’origine dell’isolotto di Fifla.

L’isolotto, uno di quelli che fanno parte dell’arcipelago con le tre isole principali di Malta, Gozo e Comino, si trova a circa 5 km a sud-ovest di Wied iz-Zurrieq. Si racconta che Fifla sia in realtà il blocco di roccia levata dalla voragine di il-Maqluba.

Come il villaggio sia finito in mare è spiegato con versioni differenti. Per qualcuno fu opera di alcuni angeli inviati da Dio che sollevarono e gettarono il paesino e tutti i suoi malvagi abitanti in mare, in risposta alle preghiere della pia signora, ovviamente unica superstite del villaggio. Un’altra versione sostiene che in realtà è stato un gigante a sradicare con le proprie mani l’intero villaggio per poi scagliarlo in mare e risparmiando la devota signora. Comunque sia andata l’isolotto costudisce uno dei misteri di Malta.

Infine, non può mancare un fantasma. In questo caso è la Dama Grigia, una signora che era solita apparire in abiti e cappello grigio nel Forte Sant’Angelo, a Vittoriosa. Sarebbe l’amante di uno dei castellani che risiedeva al forte in epoca medievale e la cui morte fu ordinata a due guardie dalla moglie del castellano. La moglie uccise lei stessa le due guardie per mantenere il segreto,
per poi seppellire i tre corpi nel forte.

Questa storia è legata al fatto che secoli dopo vennero ritrovati tre scheletri tra le mura di Forte Sant’Angelo: due uomini e una donna e quest’ultima pare indossasse un abito grigio. Sembra che le apparizioni siano terminate quando in epoca contemporanea il Forte fu sottoposto ad un esorcismo, ma comunque il fantasma della Dama Grigia continua ad alimentare la fantasia e i misteri di Malta.

Info:
www.visitmalta.com

Foto di Malta Tourism Authority, gentilmente concesse dall’ufficio stampa della destinazione
a corredo dell’articolo

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