Manětín, castello barocco della contessa boema vicino Pilsen

La contessa Marie Gabriela non era bella, il naso pronunciato, il mento pingue, le palpebre pesanti, la classica parrucca bianca settecentesca. Attorniata dalle figlie, emerge dal ritratto appeso nel salone del castello di Manětín nella regione di Pilsen.

Il quadro fa trasparire la personalità eccezionale e il carattere forte della signora: rimasta vedova giovane, la contessa Lažanská z Bukova, proveniente da una prestigiosa famiglia ceca del
primo Settecento, non si abbatté mai, fece prosperare il borgo di Manětín, trasformò la residenza in uno splendido esempio di barocco e si fece ritrarre, anticipando i tempi, in posa con i servitori di palazzo, cuochi, amministratori e istitutori dei suoi figli.

Una donna unica, Marie Gabriela, che tuttora domina imperterrita a distanza di secoli il castello di Manětín: tutto continua a parlare di lei, le sale arredate, i dipinti alle pareti, persino il vasto giardino all’inglese dove visitatori e abitanti del borgo passeggiano tra aiuole colorate, fontane e alberi imponenti.

Manětín è una delle attrazioni più amate della Regione di Pilsen, piena di luoghi panoramici, boschi e natura, villaggi caratteristici, monasteri e residenze nobiliari affascinanti. A una quarantina di chilometri da Pilsen, raggiungibile anche in bus, dopo una strada che costeggia una grande cava di caolino e foreste, il piccolo borgo è dominato dal castello color rosa scuro di
Marie Gabriela.

In realtà, Manětín è originario del XII secolo, con la prima chiesa dedicata a San Giovanni Battista, lungo le rotte commerciali della Boemia occidentale. Nei secoli il feudo cambiò innumerevoli proprietari nobili, tra vendite e confische, fino ad arrivare a fine Seicento alla famiglia Lažanský di Bukova, in particolare al conte Václav Josef.

Ed ecco che entra in gioco Marie Gabriela: nata nel 1691, cresciuta alla corte imperiale di Vienna, dove suo padre, anch’egli conte, era vice cancelliere dell’ufficio del tribunale ceco, divenne dama di compagnia della moglie dell’imperatore Giuseppe I, prima di sposarsi a sedici anni con Vaclav, già ultra trentenne, e proprietario di Manětín, Chříč e Všesulov e governatore della regione di Plzeň. Dal matrimonio nacquero quattro figli, ma nel 1715 Marie Gabriela rimase vedova e gestì la residenza come tutrice per i suoi ragazzi.

Fu allora che Manětín venne trasformato in un castello barocco, complice un incendio che distrusse il borgo e la precedente costruzione. Con la contessa, perfetta figlia del suo tempo illuminato, il palazzo divenne, da umile tenuta di campagna, sede della cultura ceca, ospitando e facendo lavorare i migliori artisti, scultori, pittori, del periodo, compreso Mauritius Vogt, cistercense di Plaka, cartografo, storico, organista e compositore.

L’impronta della contessa è subito chiara varcando l’entrata del castello di Manětín con la grande scalinata, decorata con le statue allegoriche di quattro bambini che rappresentano gli elementi, terra, acqua, fuoco e aria, e il soffitto riccamente affrescato.

Le sale si susseguono tra pavimenti in legno e mobili barocchi originali decorati, con la sala della caccia con esposte armi da fuoco della metà del XIX secolo, nella galleria e nella
sala della contessina si notano i ritratti della famiglia Lažanský, soprattutto delle ultime quattro generazioni, non fortunate tra morti in guerra e decessi di giovani fanciulle per malattia. La biblioteca vanta oltre cinquemila volumi originali dal XVIII al XX secolo, mentre nel grande salone si trovano i dipinti voluti da Marie Gabriela raffiguranti i suoi servitori, una curiosità
per la seconda decade del Settecento.

Un corridoio, poi, pieno di ritratti di famiglia e dei cavalli posseduti e con le finestre
che si affacciano sulle statue esterne del borgo, raffiguranti le virtù capitali, collega il castello di Manětín con la vicina chiesa di San Giovanni, dove gli abitanti andavano a messa e che oggi ospita spesso concerti di musica classica e barocca. Completano la visita il rigoglioso giardino e il ristorante, dove si possono gustare piatti della cucina tradizionale ceca.

Poco lontano da Manětín, a dieci chilometri, collegato con bus e sentieri escursionistici, si può ammirare un altro palazzo nobiliare della regione di Pilsen. Rabstejn nad Strelou è la più piccola
città storica dell’Europa centrale, incuneata tra montagne e boschi verdi, dove scorre il fiume mentre i bambini si tuffano da liane di corda nell’acqua fresca.

Amato dagli appassionati di trekking e di bici, è un gioiellino di curiosità, come il ponte medievale, le rovine del castello Sychrov con la torre, e un cimitero ebraico del XVII secolo quasi
sommerso dalla vegetazione. Al centro, il monastero dei Servi, la chiesa di Nostra Signora dei Sette Dolori e soprattutto la residenza tinta di giallo opaco, appartenuto alla stessa famiglia di Manětín, i Lažanský, precisamente fu acquistata dal figlio di Marie Gabriela nel 1748.

Le sale sono visitabili, spesso usate per mostre, eventi e matrimoni, la terrazza tra le mura medievali offre un panorama mozzafiato sulle montagne e la vallata del fiume Strěla, tra le curiosità la cantina dove un tempo si conservavano i cibi e una parete di pietra dove si trova incastrata una palla di cannone. Nel cortile una statua dell’imperatore Carlo IV ricorda che nel Trecento Rabstejn nad Strelou era feudo reale e cittadina fortificata.

Oggi è una delle mete più apprezzate dai visitatori della Regione di Pilsen, proprio per questo mix unico di natura e storia, insieme al vicino castello di Manětín.

Info:
www.turisturaj.cz/
www.visitpilsen.eu/
www.visitczechia.com/it
www.zamek-manetin.cz/en

Foto di Sonia Anselmo

In collaborazione con www.turisturaj.cz/
www.visitpilsen.eu/
www.visitczechia.com/it-IT

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