Mafra e il palazzo, sogno barocco di un re in Portogallo

L’impatto con l’elaborata facciata sulla grande piazza è di quelli che lasciano il segno nella memoria. Il Palazzo Nazionale di Mafra è l’emblema della maestosità, della ricchezza e dell’opulenza del barocco e allo stesso tempo ha qualcosa di raro, con la chiesa bianca incorporata al centro della parte anteriore dipinta di giallo.

La sontuosa residenza è il cuore di Mafra, tranquilla cittadina nell’entroterra portoghese, nei dintorni nord di Lisbona e raggiungibile con i bus pubblici dalla capitale in una quarantina di minuti.

Mafra come borgo ruota tutto intorno al Palatio National, dichiarato da poco, nel 2019, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, e al suo parco ricco di flora e fauna, un tempo luogo di caccia per i sovrani.

Il Palazzo di Mafra racchiude la storia del Portogallo ed è sicuramente uno dei migliori esempi del barocco locale.
La facciata dell’edificio è qualcosa di davvero impressionante: si estende per oltre 250 metri, con due torri campanarie munite di 92 campane, che proprio recentemente hanno ripreso a suonare, che si innalzano per 68 metri al di sopra del borgo e con la cupola più antica del Paese.

A Mafra, in una regione dedicata all’agricoltura, fu voluto dal re Don João V: fu realizzato tra il 1717 e il 1755 e fu usato come residenza reale di villeggiatura e contemporaneamente come convento, con oltre 1200 stanze collegate tra loro da più di 150 rampe di scale, alcune delle quali oggi sono visitabili e aperte al pubblico.

Il re, sposato con Maria Anna d’Austria, dopo tre anni non aveva ancora avuto figli, così fece un voto: se avesse avuto un erede, avrebbe costruito un nuovo monastero dove un tempo c’era quello dei frati francescani di Mafra.

Alla nascita della figlia Maria Bárbara, a cui poi seguirono altri cinque bambini, Don João V mantenne la sua
promessa e diede il via alla costruzione, che in breve tempo divenne sempre più elaborata, quasi un suo sogno trasformato in realtà.

Il palazzo di Mafra fu sovvenzionato dalle ricchezze provenienti dalla colonie portoghesi ma fu molto costoso, al punto di mandare quasi in bancarotta il regno. In realtà, all’inizio il progetto era abbastanza modesto, ma in corso d’opera avvennero molti cambiamenti profondi, anche grazie all’architetto di origine tedesca João Frederico
Ludovice.

Alla fine venne fuori un complesso maestoso con annesso convento per trecento frati, una basilica e la vera e propria residenza reale, oltre alla Tapada de Mafra, una riserva di caccia acquisita dal re.

Sebbene il palazzo fosse pronto e venne inaugurato in occasione del 41 esimo compleanno del re, che amava
passare qui i giorni intorno al suo anniversario di nascita in ottobre, Don João volle continuare a fare modifiche e allargamenti e i lavori proseguirono a lungo, anche dopo la sua morte. Venne finito solo nel 1755 dopo il terremoto che distrusse Lisbona perché i fondi rimasti servirono per ricostruire la capitale.

Se l’esterno del palazzo di Mafra lascia sorpresi, l’interno è altrettanto sontuoso. La vera e propria residenza reale occupa l’interno secondo piano e i due torrioni, quello nord destinato al re e quello sud alla regina, sono collegati da una galleria di 232 metri che costituisce il più lungo corridoio di palazzo esistente in Europa. Veniva usata come zona di passeggio per la corte, luogo di sfoggio per gioielli e abiti e come sala d’attesa per ambasciatori e per coloro che erano in attesa di un’udienza del sovrano. Tra le curiosità dell’edificio la sala dei trofei della caccia e una sala per i giochi che contiene uno dei primi esempi di flipper esistenti.

In fondo al secondo piano si trova uno dei gioielli del palazzo di Mafra, la biblioteca. Voluta dal re, appassionato lettore e collezionista di libri e manoscritti, contiene ben 36 mila volumi antichi di ogni genere. Sono custoditi in una stanza lunga 90 metri in elaborato stile rococò con enormi scaffali e sono protetti da una colonia di pipistrelli, che si nutrono degli insetti e larve nocivi alle preziose pagine.

L’altro gioiello del Palazzo di Mafra è la Basilica di Nostra Signora e di Sant’Antonio che occupa la parte centrale dell’edificio ed è fiancheggiata dalle due torri campanarie con 18 statue di marmo. Sempre opera dell’architetto Ludovice, fu ispirata dal barocco italiano. All’interno la chiesa è ricca di marmi colorati e di opere commissionate proprio in Italia per volere del re, come le 58 statue di Santi. Da vedere anche il gruppo composto da sei organi storici.

Dietro la basilica, si trova il convento con le varie sale usate dai frati come il refettorio, le celle, la sala d’infermeria con i letti orientati verso un altare, una biblioteca e il chiostro con giardino interno.

Una volta tornati all’esterno sulla grande piazza di Mafra, si può visitare il Jardin do Cerco, che univa i terreni di caccia e oggi è un bel parco curato intorno al palazzo. Fu voluto anche questo da Joao V. In fondo tutto a Mafra rappresenta il sogno realizzato di un sovrano illuminato e amante delle arti, dell’architettura e della letteratura.

Info www.visitportugal.com
www.palaciomafra.gov.pt

Foto: www.visitportugal.com/it
http://www.palaciomafra.gov.pt/
Pixabay

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/europa/coimbra-antica-universita-fado-e-amori-sfortunati.html

https://www.latitudinex.com/europa/obidos-borgo-medievale.html

35 Condivisioni

Lascia un messaggio