Lungo il Canale du Midi

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Già in se stesso è un esempio di grande genio di ingegneria idraulica, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ma anche un avventura mozzafiato con vedute incantevoli. L’incredibile storia del Canale Reale della Linguadoca o della Robine, l’altro suo nome, iniziò nel 1663 quando il barone Bonrepos, Pierre-Paul Riquet, convinse prima Colbert e poi Luigi XIV della possibilità di collegare l’oceano Atlantico con il Mediterraneo e dimostrò che le sole acque della Montagna Nera sarebbero bastate per alimentare questo percorso. Quindici anni di lavoro, 15 mila operai e la fortuna personale permisero di realizzare questo sogno. Oggi è un patrimonio architettonico unico ed eccezionale: un’opera lunga 240 chilometri, con un sistema molto sofisticato, con la presenza delle più antiche invenzioni idrauliche. Sono circa 350 le chiuse, i ponti, gli acquedotti, gli sfioratori, alcuni dei quali mai modificate dai tempi della loro costruzione, insieme ad una strada costeggiata da alberi secolari.
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Furono piantati ben 42 mila platani per ridurre il movimento franoso delle sponde e stabilizzarle: a 7-8 metri di distanza l’uno dall’altro, creano un curioso effetto di colonnato e donano frescura ai naviganti nel caldo del Sud della Francia. Si passa dall’ombra delle foglie che sembrano abbracciare l’acqua a visioni di città, campi coltivati e paesini caratteristici. Sembra un mondo a se stante, capace di conservare intatto un fascino antico e la maestosità della natura. Nel Seicento veniva usato soprattutto per scopi commerciali, per trasportare le merci, il frumento in particolare, e permetteva di evitare un viaggio lungo un mese solo per circunnavigare la Spagna, senza subire gli attacchi dei pirati. Oggi il canale navigabile è una delle mete preferite europee di turismo fluviale. Il ritmo lento dei battellieri rende il tutto molto rilassante. Si può anche abitare per un periodo sui battelli noleggiabili, esplorare il Grande Sud francese e andare alla scoperta della bella Tolosa o della storica Carcassone.
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Tolosa, la città rosa per il colore tipico dei mattoni con cui le case sono state costruite, è all’ingresso dei Midi Pirenei, vicina al Languedoc-Roussillon, in una posizione ideale per apprezzare il territorio circostante, tra storia, arte e archittettura. L’altra città della zona, Carcassonne, invece, sembra ancorata ai secoli: medievale, è un gioiello rimasto intatto, il più grande centro fortificato d’Europa, con vestigia di duemila anni. Trovandosi al crocevia di due strade di comunicazione usate sin dall’antichità, ovvero est-ovest, dall’Atlantico al Mediterraneo, e nord-sud, con l’asse che collega il Massiccio Centrale alla Spagna, è divisa in Città bassa e in quella Alta. Abitata nel corso del tempo da Romani, Visigaoti, Saraceni e Crociati, ha conosciuto un eccezionale splendore da poco dopo l’anno Mille fino al Duecento, quando si sviluppa la teoria spirituale dei Catari, che è fortemente radicata in zona. Carcassonne ha due giganteschi bastioni finacheggiati ognuno da 26 torri e sono da visitare il Castello comitale, il museo Lapidario la Basilica Saint Nazaire, le Porte Narbonesi, la Torre del Tréseau. Una passeggiata lungo i Lices, l’ampio spazio tra le due cinte di mura, è un momento di intensa emozione. La città bassa, sulla riva sinistra dell’Aude, è stata edificata come bastide, secondo una pianta a scacchiera ancora perfettamente. Carcassonne è una delle più scenografiche testimonianze della storia dell’Aude e bagnata com’è anche dal Canale du Midi, è una meta imperdibile quando si naviga su questa acque.
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Foto di Paul Palau, C.D. Deshamps, www.audetourisme.com
Info www.rendezvousinfrance.com

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