Lucerna, incanto e vivacità sul lago dei cigni

Kapellbruecke Luzern

I cigni solcano l’acqua con eleganza e bellezza. I primi furono regalati alla città dal Re Sole Luigi XIV, grato ad alcuni lucernesi che l’avevano aiutato a progettare e costruire i giardini di Versailles. Da allora, dal Settecento, i maestosi uccelli bianchi si sono talmente trovati a proprio agio da diventare un simbolo stesso di Lucerna. Perfettamente scenografici insieme ai ponti coperti in legno pieni di fiori, alle torri, al lago e al monte Pilatus sullo sfondo.

Lucerna è come i suoi cigni: affascinante, dal carattere forte e battagliero, e sempre affamata, loro di cibo, essa di cultura, arte e musica. E’ molto vivace, ma allo stesso tempo rasserenante con le lunghe passeggiate a bordo del lago con i ristoranti e i bar all’aperto e il mercato ortofrutticolo del martedì. Una città di miti, sfumature, dettagli e curiosità, a cominciare appunto dai suoi cigni e dagli altri uccelli acquatici che la popolano: per loro il Comune ha al servizio un ornitologo che li segue e li cura.

Il lago è lo specchio in cui si riflette Lucerna, un tempo circondata da mura. Quello che resta sono le nove torri che si scoprono agli angoli e i due ponti in legno. Il ponte più antico è quello della Crusca, risale agli inizi del Quattrocento, un tempo sulla riva c’erano i mulini dove oggi c’è un ingegnoso e solido sistema di chiuse e dighe, con chiodi di legno piantati sul fondo del fiume emissario Reuss, ancora resistenti da secoli, e una ruota per sfruttare l’energia data della corrente, che viene usata per i palazzi intorno. Sul soffitto della copertura in legno sono disegnati 67 pannelli: sono del Seicento e raccontano la Danza Macabra della Morte.

Una costante, questa, di Lucerna: se ne può vedere una anche a Palazzo Ritterscher, oggi sede del governo cantonale, un tempo convento dei gesuiti dell’attigua chiesa, arrivati qui nel Seicento, e prima ancora ex abitazione ispirata al Rinascimento italiano: le grandi tele dominano le quattro pareti nel portico interno del palazzo a bugnato, che era di proprietà  di un capitano di ventura. Sono proprio i mercenari che hanno fatto ricca Lucerna: nessuna vergogna, anzi, quasi un orgoglio a ricordare che il denaro per renderla sempre più bella, in quei secoli, arrivava grazie alle battaglie presso i Papi e gli imperi cattolici. Non per niente la città e il suo Cantone
non sono diventati protestanti, come altre parti della Svizzera: non potevano perdere i loro introiti per una questione morale e religiosa.

Pratici e tenaci, i lucernesi hanno reso la loro città piena di palazzi decorati, larghe piazze, ognuna dedicata ad un genere di mercato (quello del pesce, vicino al lago, quello della carne, del vino e via acquistando) e il Municipio del 1606, in un mix di stili, ai cui piedi si svolge tuttora un mercato settimanale. Sopra all’edificio, sul tetto, quattro piccole torrette servivano di vedetta per il fumo degli incendi: Lucerna, costruita in legno, era molto sensibile a questo problema al punto che, tra le curiosità, quando un uomo voleva sposarsi doveva portare in dote alla moglie un contenitore per l’acqua, il prete doveva controllare l’effettiva presenza
prima di poter celebrare le nozze. Dall’alto del municipio, quando suonava l’allarme, tutti i lucernesi dovevano unirsi e fare una catena umana, dal lago al luogo dell’incendio, con i propri secchi.

Ma a volte non è servito e anche soltanto qualche decade fa un incendio ha distrutto una parte del ponte della Cappella: nel 1993 andò a fuoco, per lo scoppio del motore di una barca che era all’ancora sotto, e furono divorati dalle fiamme anche molti dei pannelli decorativi, raccontavano la storia della Svizzera, di San Maurizio e San Leodegario, i due santi protettori. Se ne salvarono pochi, così come un pezzo di ponte: tuttora però, con i gerani colorati sul bordo, è un incanto.

Costruito nel Quattrocento, faceva parte delle antiche fortificazioni e arrivava direttamente dentro la chiesa, per questo si chiama della cappella. Da qui si gode un panorama splendido sulla torre d’acqua del Trecento, usata in passato come archivio, prigione e sala delle torture, ma anche sul monte Pilatus e sul luogo d’origine della città.

La leggenda dice che nel 700 d.C, gli abitanti dei monti videro una notte un angelo portare una luce dove oggi c’è la chiesa di San Leodegario: interpretarono il segno come la volontà del Signore e costruirono subito la chiesa chiamando la città  Lucerna per la luce dell’angelo. Uno dei tanti miti che riguardano il luogo.

Come quello che vuole lo spirito di Ponzio Pilato vivere sul monte e per questo, per non agitarlo e attirare cattivi presagi, era vietato salire. Oppure fratello Fritschi, un personaggio del Cinquecento che scendeva dalle montagne una volta l’anno. E’ il protagonista del Carnevale, molto sentito in città: quando arriva lui, con la barca sul lago, insieme alla moglie e il figlio, è il momento di darsi alla pazza gioia, di divertirsi con le maschere e i cortei, di gettare i coriandoli e le arance dal terrazzo del balcone del palazzo sulla piazza Kapell. Sono giorni folli che iniziano il giovedì grasso e che vogliono tenere a bada l’inverno e pensare alla primavera: nel 2017 il Carnevale sarà dal 23 al 28 febbraio. Un pazza e divertente festa per la sempre vivace Lucerna.

Dove dormire: Hotel Wilden Mann, Bahnhofstrasse 30, 6003 Luzern, Schweiz, www.wilden-mann.ch. Romantico e storico, l’hotel è un piccolo gioiello, vicino al lago e ai ponti di legno, in un edificio costituito da tre abitazioni del Cinquecento, per questo i piani sono suddivisi in modo particolare e le stanze sono ognuna diversa dall’altra, tutte dotate di ogni confort, mobili e arredi d’epoca, con pezzi di grande valore. Colazione in ampia sala e con buffet molto ricco, terrazza, ristorante con piatti tipici e pietanze raffinate, wi fi, enorme attenzione ai dettagli, dal foglio con le temperature in stanza all’acqua aromatizzata a disposizione nella hall.

Come arrivare: Swiss International Air Lines vola su Zurigo dai principali aeroporti italiani con tariffe convenienti (www.swiss.com). Da Zurigo si
può prendere il treno, direttamente dall’aereoporto, fino a Lucerna con Swiss Travel System. Con Swiss Travel Pass si può girare l’intero Paese con treni, autobus, battelli
e ferrovie di montagna. Inoltre, Grand Train Tour of Switzerland combina itinerari panoramici con viaggi ferroviari. I biglietti o il pass si possono comprare anche sul sito internet e si può anche arrivare in Svizzera dall’Italia con i treni Eurocity. Info: www.SwissTravelSystem.com

Foto di Sonia Anselmo, © Lucerne Tourism/Emanuel Ammon, www.wilden-mann.ch

Info: www.luzern.com
In collaborazione con www.svizzera.it, www.swisstravelsystem, www.swiss.com

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