Loches, storia millenaria nella valle della Loira

Il sole scalda gli antichi muri colorati dal glicine e dai pruni dai fiori rosa. La primavera rende Loches, cittadina medievale della Valle delle Loira, ancora più evocativa.

Le stesse pietre raccontano una storia millenaria, che si intreccia a cavalieri, eroine, duchi, re di Francia e non solo. L’antico torrione domina ancora tutta Loches, dall’alto dello sperone, con tutto il castello e la cittadella reale intorno.

Prima di salire sulla collina e visitarlo, è di rigore un giro per Loches per curiosare al mercato, tra i più amati della Valle della Loira: ogni mercoledì e sabato 110 espositori vendono sulle bancarelle le loro specialità, a chilometro zero, dagli asparagi ai carciofi, passando per i
salumi, il formaggio di capra e il macaron de Cormery, dolcetto millenario, nato nel VIII secolo nell’abbazia locale.

Diverso dai soliti macaron della gastronomia in Francia, si presenta arrotondato e forato al centro, una sorta di ciambellina ed preparato con mandorle tritate, zucchero a velo, zucchero e albume d’uovo: una leggenda narra che il monaco che ne inventò la ricetta, a furia di lavorare l’impasto, vi sarebbe caduto a pancia in giù, lasciando il segno del suo ombelico.

Dopo aver assaggiato le specialità di Loches, si ammirano, nell’antica chiesa di Sant’Antonio,
i dipinti di Caravaggio: sarebbero stati comprati da un ministro di Enrico IV e sistemati dietro l’organo, nonostante i test affrontati dicano che risalgono al Seicento, molti dubitano ancora che sia davvero opera di Michelangelo Merisi.

Comunque sia, un’occhiata ai due dipinti non fa male, visto che sono uno dei vanti di Loches. Come quello di aver avuto il privilegio di diventare municipio da Francesco I: la torre di Sant’Antonio, antico campanile della chiesa, suggerisce il perché questa è una città consacrata al re.

Loches vide alcuni avvenimenti storici importanti: Giovanna d’Arco incontrò qui Carlo VII, per convincerlo ad andare a Reims per farsi incoronare, più tardi, nel 1523 il conestabile Carlo di Borbone tentò una congiura, fu arrestato e imprigionato nella torre, mentre il 12 dicembre
1539 Francesco incontrò qui Carlo V. Ed è proprio questo episodio a rendere Loches una meta imprescindibile per gli appassionati del Rinascimento.

L’imperatore, partito dalla Spagna, stava andando a punire una rivolta scoppiata a Bruges, nelle Fiandre e avrebbe attraversato la Francia. Il Valois colse l’occasione per far vedere il suo regno, i castelli e cercare di impressionare il rivale.

I due, estremamente diversi fisicamente e per carattere, si stimavano molto anche se sono stati per anni su opposte barricate, amici-nemici a seconda delle questioni politiche. A Francesco pare non andasse giù il fatto di non essere stato nominato Imperatore, al posto di Carlo, che peraltro lo fece prigioniero dopo la sconfitta a Pavia: fu liberato dietro pagamento di riscatto, rinunciando
ad alcune rivendicazioni su territori e lasciando in ostaggio i due figli. Seguirono rappacificazioni e altre lotte, in un’altalena quasi interrotta nei loro rapporti.

Eppure a Loches i due si incontrarono senza rancore, anzi con voglia di stupirsi a vicenda:
Francesco portò Carlo anche negli altri castelli, come Amboise e Blois, ma lo accolse qui.

Oggi l’antico palazzo, inserito in un villaggio racchiuso da mura, di case, vicoli, chiese dello stesso periodo, è diviso in due parti ben distinte: la fortezza del Trecento voluta da Luigi d’Orleans, fratello del Carlo V francese, che si stabilì qui, a sud della Loira, e l’ala rinascimentale, più ornamentale, costruita e decorata da Carlo VIII dopo le campagne d’Italia, e quindi ispirata alla nostra arte e architettura.

Ogni stanza del castello ha la sua storia: come quelle dove visse Agnes Borel, la favorita di Carlo VII a cui diede quattro figli, molto amata a Loches, o come l’oratorio dove Anna di Bretagna veniva a pregare, ma che è stato anche carcere di un capitano della guardia reale, rinchiuso qui
per tre anni. In fondo, la piazzaforte di Loches è stata una prigione di Stato per tanti personaggi.

Soprattutto nel vicino mastio, alto 36 metri, tra i più imponenti della sua epoca,
costruito nel 1013 e perfettamente conservato.

Modello d’architettura militare, è stato trasformato in prigione da Luigi XI. Per arrivarci,
lasciato il palazzo rinascimentale, si attraversa il piccolo villaggio e i giardini e poi si affrontano interminabili scale.

Nella torre si scende fino alle segrete, a venti metri sotto terra, passando tra sale dedicate alla tortura, una riservata alla storia della congiura del padre di Diana de Poitier, graziato da Francesco I per intervento della figlia, poi amante di Enrico II.

La sorpresa è però la stanza dei graffiti: qui è stato incarcerato Ludovico Sforza il Moro,
duca di Milano. Essendo un prigioniero illustre aveva la possibilità di girare libero nella torre e nel giardinetto interno, ancora oggi perfettamente in stile medievale, e aveva il privilegio di una latrina personale, ma allo stesso tempo era richiuso: ci rimase quattro anni, diede sfogo alla sua frustrazione dipingendo stelle e altri disegni sui muri e morì qui nel maggio 1508.

Si dice che sia sepolto nella collegiata di Saint-Ours: qui sono state rinvenute alcune ossa, ancora sottoposte a studi e indagini per verificare se appartengono realmente al duca di Milano. La chiesa, costruita all’interno delle mura fra i secoli XI e XII, è un gioiello dell’arte romanica, con un
portone con i colori originali le figure scolpite ritraggono personaggi e animali del Medioevo. All’interno si trova un monumento funebre ad Agnès Sorel.

Lasciate le pene degli imprigionati e risaliti a rivedere il sole, si scopre una terrazza
da cui si gode tutta la vista su Loches e sui dintorni. Nel territorio della Touraine del Sud, poi, ci sono romantici borghi come Chédigny, diventato villaggio giardino, dove si vive immersi nella natura, gustandosi il tempo e i piatti tipici, le passeggiate in bici e nei boschi, in perfetto
stile eco sostenibile.

Base per esplorare i dintorni, cittadina millenaria amata dai re, icona rinascimentale, tappa gourmet anche con i nuovi ristoranti e hotel appena aperti per tutti i gusti, Loches è una meta unica nella Valle della Loira.

Info:
www.loches-valdeloire.com/
www.france.fr/it

Foto Sonia Anselmo, dreamstime.com

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