Liverpool dei Beatles, sulle orme dei Fab 4

Il quarantennale dalla scomparsa di John Lennon (1940 – 1980) riporta inevitabilmente a dove tutto ebbe avuto inizio: alla Liverpool dei Beatles. In questa città portuale del nord dell’Inghilterra sono nati e cresciuti i Fab 4. E da qui hanno conquistato con la loro musica il mondo.

Fare un viaggio a Liverpool sulle orme dei Beatles è senza dubbio qualcosa di unico ed emozionante, oltre che un modo diverso per vedere la città. Già al primo impatto il visitatore nota il forte legame con i quattro e soprattutto con Lennon: l’aeroporto internazionale è intitolato al cantante dal 2002.

Un omaggio che subito lascia intendere un percorso interessante per scoprire le radici, le influenze e i posti iconici della Liverpool dei Beatles.

Per chi è meno esperto ci sono tanti tour guidati che offrono la possibilità di vedere, anche nell’arco di una sola giornata, tutti i luoghi culto del gruppo mitico. Ma il consiglio è quello di visitare la città da soli o con amici, con una cartina in mano e uno zainetto in spalla.

Le tappe importanti della Liverpool dei Beatles sono tantissime, ma alcune sono proprio imprescindibili al visitatore appassionato di musica.

A cominciare, appunto, dall’aeroporto John Lennon. Nel giro di pochi anni è diventato un luogo di culto, visto che ospita foto del cantante e di Yoko Ono, oltre ad abiti dell’artista risalenti al periodo Beatles. Inoltre, nel piazzale antistante l’edificio si trova un enorme sottomarino giallo, in onore della canzone “Yellow Submarine”. Quest’opera, disegnata da Graham Burgess, è stata costruita dagli apprendisti dei cantieri navali di Cammell Laird. Ma la vera attrattiva dello scalo è la statua in onore di Lennon realizzata dall’artista Tom Murphy, che ha come titolo la frase “Above Us Only Sky” (“Sopra di noi solo il cielo”), tratta dal celebre brano “Imagine”.

Le vere mete fondamentali della Liverpool dei Beatles sono i luoghi dove sono cresciuti John, Paul, George e Ringo. Ad Ardvick Road (Speke) si trova la casa in cui Paul McCartney ha abitato a
partire dalla fine degli anni ’40. In questo periodo il bassista iniziò a frequentare il Liverpool Institute e un giorno, nel 1954, sull’autobus che lo portava a scuola, incontrò George Harrison.

Il celebre chitarrista invece a partire dal 1950 abitava con la famiglia in Upton Green. E in questa abitazione che si riunivano spesso i Quarrymen (la formazione in cui militavano John, Paul e George).

Invece, Paul McCartney e John Lennon si incontrano per la prima volta nell’oratorio della St. Peter Church (Church Road, Woolton). La data, riportata dai biografi dei Beatles, è quella del 6 luglio del 1957. I due musicisti erano ancora minorenni.

L’occasione è un’esibizione dei Quarrymen alla St. Peter’s Rose Queen Celebrations & Gardens Fete nel giardino nella chiesa. Su una parete esterna della sala parrocchiale è stata esposta una targa commemorativa a ricordo di quella giornata destinata inevitabilmente a cambiare la storia del rock.

Accanto alla chiesa c’è un piccolo cimitero. Qui c’è la lapide in ricordo di Eleanor Rigby “amata moglie di Thomas Wood”, scomparsa il 10 ottobre 1939 a 44 anni. E’ possibile che questo nome abbia poi ispirato Paul McCartney nella composizione della nota canzone contenuta in “Revolver” (1966).

Nello stesso cimitero sono sepolti lo zio di John Lennon, George Toogood Smith, e anche Bob Paisley, storico manager della squadra del Liverpool.

Un’altra tappa fondamentale della Liverpool dei Beatles è Mendips, dove John Lennon ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza.

Mendips (251 Menlove Avenue) era la casa abitata dalla zia Mary (ma nota a tutti come Mimi) e dallo zio George Toogood Smith. A causa del divorzio dei genitori, Lennon si trasferì dalla zia nel 1945. Ed è qui che scopre la sua passione per la musica. Il National Trust organizza un tour congiunto di Mendips e della casa di Paul McCartney a Forthlin Road.

Inevitabile nella Liverpool dei Beatles è il parco “Strawberry Field” (Beaconsfield Road):
è quello di una casa per l’infanzia, che si trovava vicino al Woolton Village. E’ il luogo che ha ispirato il brano “Strawberry Field Forever”. John Lennon giocava spesso in questo luogo e partecipata alle attività annuali che si svolgevano. L’edificio gotico che si trovava al centro del prato è stato demolito e una parte del parco è stata intitolata a John Lennon.

Insieme a “Strawberry Field”, Penny Lane è il luogo di Liverpool dei Beatles cui è dedicata una canzone. Basta camminare a piedi lungo Penny Lane per respirare la vita ai tempi della band. C’è ancora quell’aria nostalgica degli anni ’50 descritta da Paul McCartney.

La strada si trova in una zona residenziale, che termina a un incrocio (Smithdown Place) dove si trovano il barbiere e la banca citati nella nota canzone. Su Penny Lane si trova anche una friggitoria di pesce e patatine, che però è un po’ distante rispetto alla rivendita di “fish and chips” nominata nel brano.

La Liverpool dei Beatles è legata fortemente al Cavern Club, il locale che ha dato il via alla carriera del gruppo. Nei primi anni ’60 il Cavern Club (che si trova al numero 8 di Mathew Street) ha ospitato all’incirca 250 concerti dei Fab 4 in 30 mesi: inaugurato nel 1957 in un sotterraneo, ha ospitato in seguito Rolling Stones, Yardbirds, Kinks, Elton John e Who. Il locale originale venne demolito del 1973 per consentire i lavori di costruzione della metropolitana.
Le macerie vennero vendute come souvenir. Nel 1984 venne realizzato un nuovo “Cavern”, ricostruito sul modello originale.

Nel centro di Liverpool, poi, a Stanley Street, si trova una statua dedicata a Eleanor Rigby.
L’opera, progettata e realizzata dall’animatore Tommy Steele, si basa sulla nota canzone scritta da Paul McCartney. La scultura, che è un tributo ai Beatles, è dedicata a “…all the lonely people…”.

Una tappa obbligata della Liverpool dei Beatles è il più grande museo dedicato alla band, per conoscere e approfondire ogni aspetto della carriera del quartetto. The Beatles Story si trova nel complesso portuale dell’Albert Dock, sede di altri musei e antico deposito commerciale per i mercantili. Entrando nell’esposizione si intraprendere un lungo viaggio nel tempo,
che parte alla fine degli anni ’50. La divisione degli spazi interni permette di cambiare ambientazione nel giro di pochi metri.

Si inizia con la Liverpool degli anni ’50 e con l’incontro tra i due talenti John Lennon e Paul McCartney. La voce narrante dello stesso McCartney porta il pubblico tra i primi accordi del gruppo Quarrymen.

Proprio il porto di Liverppol è alla base del suo essere città cosmopolita: da secoli approdavano le merci, le influenze, i commerci con il mondo, in particolare con gli Stati Uniti. Da qui sono arrivati anche i primi dischi e canzoni moderne, insieme ai soldati americani della Seconda Guerra Mondiale, che ebbero tanta importanza per lo sviluppo artistico dei
tanti gruppi che si esibivano nei locali cittadini, Beatles compresi.

Per questo Liverpool ha da sempre un fortissimo legame con la musica. Oltre alla nascita dei Beatles, qui ha sede la prestigiosa Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e si tengono numerosi festival musicali. Inoltre la città promuove diverse iniziative di supporto per e con le attività musicali. Per questi motivi è stata inserita nel network internazionale delle Città Creative dell’UNESCO come Città Creativa della Musica. Ma per tutti Liverpool è sinonimo di Beatles.

Info:
www.visitbritain.com
www.visitliverpool.com/
www.thebeatles.com/

Testo
Antonio Ranalli
Foto di Gabriele Carchella, Antonio Ranalli, ©VisitBritain/ Rod Edwards, Visit Britain, Pixabay

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