La Valletta, sotto il segno dei Cavalieri di Malta

La luce rende rosa la pietra nell’ora del tramonto, mentre i fuochi d’artificio sono solo sbuffi in cielo non ancora scuro. La Valletta, vista da Sliema, è quasi una visione da sogno, le fortificazioni, la cupola della co-cattedrale, i campanili delle altre chiese, le barche nel breve tratto di mare che le separa.

E’ festa a Malta, una delle tante ricorrenze religiose e non che si susseguono durante l’anno. Stavolta si celebrano i quattro Santi, le strade della piccola capitale sono un trionfo di stendardi rossi che si agitano al vento, mentre la statua di Sant’Agostino, uno dei quattro celebrati, viene portata in processione tra un tripudio di coriandoli dorati. Le campane risuonano e cominciano gli scoppi dei fuochi artificiali, anche se non è ancora notte.

Sotto il sole primaverile La Valletta è splendida, ancora di più con gli addobbi per la festa religiosa e le statue bianche e ironiche collocate un po’ a sorpresa ovunque, sulle piazze e negli angoli. Come Capitale Europea della Cultura 2018, la città è un fermento di iniziative, appuntamenti e mostre, come quella dedicata a Mirò e a Picasso al Palazzo del Gran Maestro.

Anche senza le tante manifestazioni, La Valletta è vivace, piena di visitatori, attirati dalla bellezza del luogo e dalla Storia. Questa penisola rocciosa, fortificata dai Cavalieri di Malta, è un facile intreccio di vie, salite e discese, che portano al mare e creano un disegno di panorami unici.

Ad esempio gli Upper Barrakka Gardens, un’oasi di pace con gerani giganteschi e i gatti stesi al sole, fa ammirare le tre città di fronte: Vittoriosa, Senglea, Cospicua. I cannoni vengono azionati a salve alle 12 e alle 16, ogni giorno, per la gioia dei bambini e per ricordare l’assedio del 1565. Da qui scende anche l’impressionante ascensore trasparente: porta al waterfront, la lunga passeggiata in riva al porto, dove i magazzini dei Cavalieri e le rimesse dei pescatori sono stati trasformati in locali, bar e caffè.

Ci si arriva anche a piedi, scendendo dai Lowers Barakka gardens, anche questi un altro luogo di serenità con una visuale mozzafiato. Continuando il giro delle fortificazioni, si passa per la scultura dedicata al Milite Ignoto e l’antica Sacra Infermeria, dove i Cavalieri volgevano la loro opera di ospedalieri, e si arriva al Forte Sant’Elmo,
edificato nel 1488 dagli aragonesi all’estremità della penisola e rinforzato durante il Grande Assedio: come estremo baluardo, resistette un mese intero ai turchi e oggi ospita il museo della Guerra e una rivisitazione tecnologica della storia di Malta.

Per continuare lungo il perimetro della penisola, si sbuca su un piccolo porticciolo dove partono i traghetti che fanno la spola al di là del breve tratto di mare, a Sliema, agglomerato moderno dei vecchi borghi dei pescatori, con gli hotel, i ristoranti, il grande centro commerciale.

Risalendo una delle strade parallele, si arriva al cuore di La Valletta, la grande piazza con il palazzo del Gran Maestro: edificato nel Cinquecento per volere dell’Ordine dei Cavalieri ed è sempre stato la sede del potere, ancora oggi alcuni piani sono occupati dal Presidente della Repubblica maltese. Alcune sale sono aperte al pubblico e si possono visitare l’armeria e alcune sale di rappresentanza, una con preziosi arazzi Gobelins alle pareti.

Poco lontano, l’altra attrazione principale di La Valletta: la Co-Cattedrale di San Giovanni Battista è un tripudio di barocco e di decorazioni, all’interno, mentre l’esterno è sobrio, in pietra locale e ricalca lo stile austero dei Cavalieri. I tesori che racchiude sono davvero molteplici: le opere di Mattia Preti, chiamato a dipingere la navata, il soffitto e le pale d’altare, le tombe dei Gran Maestri, compreso La Vallette, colui a cui la città deve la fondazione, i marmi pregiati, le cappelle dedicate ognuna ad una comunità di Cavalieri parlanti stessa lingua, e soprattutto Caravaggio.

Michelangelo Merisi ha legato la sua fama a Malta: venne qui per sfuggire all’arresto delle autorità papali e cercando di guadagnarsi la nomina a Cavaliere dipinse numerose tele. Oggi sono esposte nell’oratorio della concattedrale il “San Girolamo Scrivente” e soprattutto la Decollazione di Giovanni Battista, il dipinto più grande che Caravaggio abbia mai realizzato e l’unico recante la sua firma, individuabile nel rivolo di sangue che sgorga dalla testa di San Giovanni.

Una volta usciti dalla cattedrale, è facile immergersi di nuovo nel labirinto di strade e arrivare fino al City Gate, la parte più “moderna” della città, con i capolinea degli autobus. E’ la porta d’accesso a La Valletta, con le mura, gli ex fossati, i giardini e al centro l’enorme fontana dei Tritoni. La zona è stata oggetto di un restyling di Renzo Piano nel 20015: a destra dell’ingresso due edifici ospitano il Parlamento e poco oltre la Royal Opera House, un grande teatro all’aperto e sito dedito agli spettacoli.

Poco oltre, andando verso gli Upper Barrakka Gardens, ritorna la Storia con il santuario di Our Lady of Victory,
che fu la chiesa dell’Ordine mentre si costruiva la cattedrale, e l’ex Auberge (dove venivano ospitati i cavalieri che parlavano lo stesso idioma) di Castiglia, oggi sede del Primo Ministro.

Unica come posizione, storia e inclinazione, La Valletta è giustamente il simbolo di Malta, sospesa tra Africa e Europa, tra Oriente e Occidente, tra Sicilia e Tunisia, e tutto questo influenza la sua vita di ogni giorno, il cibo, le ricorrenze, la lingua, le architetture dei palazzi. Dovunque, tra il rosato della pietra calcarea, il luccichio del mare e il verde dei giardini, sembrano emergere le avventure mai dimenticate di guerrieri, eroi e cavalieri.

Info: www.visitmalta.com
Foto di Sonia Anselmo e www.visitmalta.com

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