La belle époque di Vienna

{gallery}/viennaepoque/viennaepoquegallery1:190:150{/gallery}
Fu voluto dall’Imperatore Francesco Giuseppe nel 1865, abbattendo le mura antiche e rendendo lo spazio a disposizione di una popolazione in crescita e di esigenze nuove e diverse. Fu una ventata di modernità che contribuì a rendere Vienna un polo culturale e artistico: tante le novità stilistiche, tecnologiche e persino sociali, con l’avanzata dei ricchi borghesi che collezionavano opere d’arte di ogni genere, oltre a frequentare gli innumerevoli teatri, musei, caffè e parchi. L’ex Ministero e questo segmento del Ring sembrano rappresentare più di ogni altro l’energia e la vitalità dell’inizio del Novecento, una belle èpoque, portando con sè molte rivoluzioni nel modo di vivere, creare e divertirsi. 
Proprio davanti al palazzo e alla sua aquila c’è uno degli edifici simbolo di questa rinascita viennese: la Postsparkasse, sede della Cassa di Risparmio Postale Austriaca, progettata da Otto Wagner tra il 1904 e il 1906. Un’edificio moderno anche adesso, con i cornicioni sporgenti, le esili colonne d’alluminio, la copertura in vetro e le statue di angeli all’esterno. Wagner fu un pioniere nella combinazione di elementi decorativi e funizionali, nell’usare la neonata elettricità, nel concepire un pavimento interno che fa passare la luce e nei materiali inediti. L’interno, con i tubi del riscaldamento in bella mostra, i vetri e lo spazio, è suggestivo e viene usato anche per piccole esposizioni artistiche.
Una volta usciti, si può riprendere il Ring e risalirlo verso destra per incontrare altri edifici particolari come il MAK, uno dei più antichi musei europei di arti decorative, e soste imperdibili come lo storico Café Prückel, fondato nel nel 1903 e con le sale che sembrano rimaste intatte dalla 
ristrutturazione design degli anni Cinquanta. Si trova proprio all’angolo sul Stubenring e attraversando si può andare a fare una passeggiata nel parco pubblico più antico di Vienna, uno dei primi spazi ad essere inaugurato della Ringstrasse: lo Stadpark è famoso anche perchè c’è la statua di Strauss, una delle più fotografate  della città.
{gallery}/viennaepoque/viennaepoquegallery2:190:150{/gallery}
Continuando sul grande viale circolare, si incrocia la Schwarzenbergplatz, una lunga piazza perfettamente simmetrica che offre sontuosi edifici 
dell’epoca del Ring: l’ambasciata di Francia in stile Art Nouveau, la neo barocca Camera di Commercio con i globi portati in trionfo, il palazzo Schwarzenberg. Da qui si può lasciare il Ring e andare alla scoperta delle traverse, catturati da un’enorme cupola bianca che fa capolino in fondo alla strada. È la Karlskirche, imponente, barocca, ispirata a San Pietro di Roma: fu costruita nel 1737 per volere Carlo VI come ex voto per essere usciti dall’epidemia di peste e dedicata a San Carlo Borromeo. Oggi domina la grande Karlsplatz con il parco dove si svolgono sempre molti eventi di ogni genere, dai concerti estivi al mercatino natalizio, il Museo Storico della città di Vienna, che per i festeggiamenti dell’anniversario ospita la mostra “Il Ring, anni pionieristici di un viale sontuoso” da giugno a ottobre 2015, i padiglioni costruiti per le uscite della metropolitane a fine Ottocento. Dall’altra parte del parco rispetto alla chiesa si trova una delle istituzioni di Vienna, risalente al periodo di costruizione del Ring: la Secessione. Bianco e oro, una cupola vistosa che i viennesi chiamano “Cavolo d’oro”, perchè qui, a pochi metri c’è sempre stato il mercato ortifrutticolo, il palazzo fu progettato da Joseph Maria Olbrich come sede espositiva per l’associazione degli artisti figurativi “Vereinigung bildender Kunstler”.
{gallery}/viennaepoque/viennaepoquegallery3:190:150{/gallery}
Inizialmente si voleva far erigere l’edificio su un terreno lungo la Ringstrasse, ma il Consiglio Comunale criticò asparmente il moderno linguaggio formale dei progetti: si parlò persino di “deturpazione della Ringstrasse”, mentre il proprietario dei terreni limitrofi chiese un pagamento di indennizzo altissimo per compensarne la svalutazione. Alla fine, il palazzo, in rottura con l’architettura tipica degli altri del viale circolare, era troppo moderno per la prima fila, come dice il titolo della mostra che la Secessione ospita per l’anniversario del Ring, e fu costruito un po’ più defilato. Ma ciò non comporta che non sia uno dei simboli del primo Novecento di Vienna.  L’iscrizione sulla facciata è l’emblema: “Ad ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”, recita il motto di questi artisti. All’interno, tra esposizioni di arte contemporanea, imperdibile è il fregio di Beethoven, opera di Gustav Klimt dedicata alla Nona Sinfonia, lunga 34 metri e vibrante di vita quasi i personaggi scendessero dai muri per 
spaventare il visitatore. Poco lontano, il famoso mercato, il Naschmarkt, pulsante centro di bancarelle con frutta esotica e colorata, negozi di cibi particolari e gourmet, piccoli ristorantini: una mecca per gli appassionati di gastronomia, che qui possono trovare ingredienti e prodotti di qualsiasi tipo. Proprio di fronte al Naschmarkt si trovano alcuni edifici abitativi ideati da Otto Wagner, come il Majolikahus decorato con piastrelle di ceramica. Una sosta ricreativa che merita una devazione dal tour del Ring, per catturare al meglio quell’atmosfera di rinnovamento e rivoluzione tipica dei primi anni del Novecento, la Belle Époque di Vienna.
Dove mangiare: Heuer am Karlsplatz, Treitlstrasse 2, 1040 Vienna, www.heuer-amkarlsplatz.com, nel parco di fronte la Karlsplatz, uno dei locali culto della Vienna di oggi, un frequentato ristorante alla moda con un suo bel giardino e i tavolini all’aperto, con cucina genuina con prodotti biologici e freschi. Da ammirare alle pareti, i vasi di conserve, dalle erbe agli agrumi e alle verdure, che danno un tocco colorato e mettono golosità.{gallery}/viennaepoque/viennaepoquegallery4:190:150{/gallery}

compass1okClicca qui per vedere la mappa su Google

mondo Articoli correlati

L’eleganza del Ring a Vienna
Sulla Ringstrasse tra arte e cultura
Vienna a suon di musica

Foto di Sonia Anselmo, © WienTourismus / Christian Stemper ©WienTourismus / Peter Koller, ©WienTourismus / Manfred Horvath
Info www.vienna.info
In collaborazione con www.vienna.info e www.austria.info

0 Condivisioni

Lascia un messaggio