Kafka a Praga, sulle orme dello scrittore ceco

La grande testa argentata cambia aspetto ogni ora girando, un omaggio a Kafka a Praga e al racconto “La Metamorfosi”. Il legame con lo scrittore ceco più importante, però, va ben oltre la scultura gigante, si trova nelle ombre, nelle nebbie, nei vicoli della città, dove le sue parole, i suoi testi, le sue intenzioni sembrano ancora evocare stati d’animo, accompagnare il visitatore durante le passeggiate e le esplorazioni cittadine.

La scultura, undici metri e 42 strati di lamiere d’acciaio che con il movimento creano il volto dello scrittore, opera di David Černý, si trova davanti al nuovo centro commerciale Quadrio, proprio sopra la stazione della metropolitana Národní ed è solo uno dei tanti omaggi
all’illustre cittadino.

Un’altra statua imperdibile si trova nel quartiere ebraico, nella via Vězeňská, contorniata da un giardinetto. E’ molto curiosa: un cappotto gigante e vuoto con un uomo seduto sopra a cavalcioni. E’ ispirata al racconto “Descrizione di una battaglia”, rappresenta lo scrittore seduto sul padre,
che descrisse sempre come un uomo enorme e austero.

Praga, città dal fascino eterno, dalle mille sfaccettature, è unita inevitabilmente con Franz Kafka, non solo perché qui ci nacque nel 1883, ma anche per una serie di sensazioni quasi tangibili che si provano in giro per il quartiere ebraico Josefov e Nové Město.

Tanto più che sono appena trascorsi cento anni dalla morte dello scrittore, avvenuta a inizio giugno del 1924 e per la ricorrenza Kafka a Praga viene celebrato con una serie di iniziative culturali uniche per tutta l’estate e l’autunno.

In realtà, lo scrittore morì in un sanatorio di Kierling, vicino Vienna, per tubercolosi, ma è vissuto sempre in Cechia ed è sepolto a Praga, insieme ai suoi genitori, nel cimitero ebraico, già un luogo ricco di mistero e storia.

Per il centenario dalla morte del più grande scrittore boemo in lingua tedesca, considerato tra i maestri del modernismo, protagonista con il suo stile unico della letteratura mondiale del Novecento, sono in calendario molti eventi.

Ad esempio, c’è tempo fino al 30 giugno per visitare la mostra Oded Ezer: l’enigma di Samsa, allestita alla Galleria Robert Guttman del Museo ebraico di Praga. Con chiaro richiamo
a “La metamorfosi”, il più affermato designer e art director israeliano di oggi, si sbizzarrisce disegnando la copertina di 24 libri “inediti, perduti o forse mai esistiti” a firma del protagonista-scarafaggio del romanzo. Copertina e titolo preludono in realtà a pagine vuote. Un chiaro invito a scatenare la propria immaginazione, in perfetto stile Kafka.

Per i patiti del genere, purché parlino inglese, dal 17 al 20 giugno anche una fitta serie di dibattiti organizzati, in sinagoga o in biblioteca, dal Museo ebraico e da università straniere, alla presenza di esperti internazionali su vari aspetti inerenti Kafka e la sua opera, dal ruolo del sogno a quelle delle donne, dalla fede all’amore, dall’arte all’anima passando per ispirazione, amicizia, empatia ecc.  

Al Museo della letteratura si è appena alzato il sipario su I giochi di Franz Kafka, mostra interessante che insolitamente ai celebri e stra-discussi testi letterari e biografici predilige manoscritti e documenti relativi alla sua opera teatrale. La mostra sarà aperta fino al 15 settembre.

Essendo nato e vissuto quasi esclusivamente nella capitale, che all’epoca faceva parte dell’Impero austro-ungarico, Kafka a Praga ha lasciato tracce del suo passaggio, della sua produzione e del suo pensiero praticamente ovunque in città. Al punto che è facile fare un itinerario sulle sue orme, dove il Museo Franz Kafka a Praga rimane una tappa imprescindibile, in qualsiasi periodo dell’anno.

Sulla riva della Moldava, lato Malà Strana, è un bell’edificio in mattoni rossi con due grandi K davanti: all’interno si racconta la vita di Kafka a Praga tra fotografie, diari, manoscritti, corrispondenza, disegni e la maggior parte delle prime edizioni delle opere.

Franz era il primogenito di una famiglia ebraica di commercianti, nacque nei pressi della piazza della Città Vecchia, seguiva i genitori alla sinagoga Vecchio-Nuova, amava passeggiare sul Ponte Carlo, da studente gravitava attorno al Klementinum e a Palazzo Kinsky, capitava che si intrattenesse con gli amici al Café Savoy o al Louvre.

Tutte queste tappe possono essere inserite nel percorso dedicato a Kafka a Praga. Si può iniziare con la casa natale in quella che oggi la strada dedicata allo scrittore, Namesti Franze Kafky, nel quartiere Staré Město, in piena Città Vecchia al numero 3.

Cambiò parecchie volte abitazione, ma in particolare visse al numero 22 di quello che è il vicolo d’Oro, l’iconica stradina nei pressi del Castello dove un tempo si riunivano gli alchimisti. La casa è visitabile e qui Kafka scrisse molti racconti.

Non solo Praga, però, anche altre città ceche stanno celebrando l’illustre letterato. Come Pilsen, dove alla Galleria della Boemia Occidentale c’è mostra “Attraverso gli occhi di Kafka: tra immagine e linguaggio”, fino al 28 ottobre 2024. Immagini e libri, noti e meno noti, provenienti da diverse
collezioni e firmati dai maggiori esponenti del modernismo ceco, come Bohumil Kubista,
Max Horb, Max Oppenheimer, Bedrich Feigl ed Ernst Ascher. Un altro importante omaggio a Kafka.

Info:
www.visitczechia.com/it

Foto dreamstime.com, Pixabay, Sonia Anselmo

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