Haarlem, tulipani e birra nella storica città olandese

ancora vicino piazza

Le bancarelle sono cariche di pane, tulipani e formaggi. All’ombra della chiesa di San Bavo, il sabato va in scena il mercato con tanti prodotti gastronomici made in Holland. Oggi, come nel Medioevo. Così, ancorata alle tradizioni, appare la Grote Markt, la piazza del mercato di Haarlem, una cittadina tutta da scoprire, immersa nei campi di fiori e nella Storia.

A un quarto d’ora di comodo e rapido treno da Amsterdam, Haarlem mostra subito le sue caratteristiche: già la stazione ferroviaria si presenta nella sua bellezza art dèco, con la grande piazza davanti, le statue di condottieri e soldati del Seicento.
Basta imboccare la lunga strada dello shopping, tra boutique particolari, negozi originali, caffè e case in mattoni rossi, e si arriva subito alla piazza del mercato. Quando ci sono le decine di bancarelle, che espongono prevalentemente cibo, dai prodotti da forno ai formaggi, passando per carne, pesce e verdura, e fiori, è un brulicare di gente, profumi e inviti all’assaggio difficili da rifiutare.

La Grote Markt è sempre stata vivace, sempre con un mercato dove fare compere e acquistare le specialità locali, anche nel passato remoto quando era sede di giustizia, con le condanne a morte che veniva eseguite qui. Da un lato il municipio ricorda l’epoca doro della città: costruita su
pianta quadrata sulla pianta di Gerusalemme, famosa nel Medioevo quando era circondata da un muro difensivo e con le porte di legno, tra incendi ed epidemie di peste ha subito molte distruzioni, ma nel XIV secolo era la città  più importante dell’Olanda, più grande di Amsterdam, Rotterdam e Delft, grazie al fiume Spaarne sul quale navigavano marinai e commercianti e alla produzione del lino, che nel Seicento divenne conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Haarlem era celebre anche per la birra: addirittura un canale era chiamato “dei birrai” per la bevanda che veniva prodotta, immagazzinata e portata sulle barche in giro per i Paesi Bassi. Oggi si può visitare la Jopenkerk, una ex chiesa adibita a birrificio, per scoprirne di più.
La birra, il lino e la coltivazione dei bulbi hanno fatto espandere Haarlem, che è anche detta Bloemenstad, ovvero la città  dei fiori. Tanto è vero che ogni anno, la parata con i carri addobbati di tulipani, giacinti e altre bellezze, il Bloemencorso, che parte da Noordwijk, si conclude proprio ad Haarlem.

Non è l’unica festa che si svolge qui: il 5 maggio in Olanda si celebra la giornata della libertà e a Haarlem vengono migliaia di persone per il Bevrijdingspop, il pop della liberazione.
Sempre esuberante e vivace, Haarlem è anche un centro culturale di notevole interesse: il Museo di Frans Hals è dedicato al miglior ritrattista del Paese, originario della cità, e contiene capolavori dei maestri olandesi del XVI e XVII secolo, mentre il Teylers Museum, tra arte e scienza, risale ai tempi dell’Illuminismo.

Da non perdere sono gli edifici storici di Haarlem: il mulino Adriaan del Settecento, l’antico mercato delle Carni, dietro la Grote Markt, dall’aspetto rinascimentale, così come la pesa pubblica di fine Cinquecento, la Porta di Amsterdam, ciò che resta delle mura cittadine del Trecento, i cortili che si aprono nei palazzi del centro.

Inevitabile, però, ammirare la chiesa di San Bavo, che domina la piazza del mercato e tutta la città. Dedicata ad un monaco fiammingo, costruita in stile gotico tra il 1370 e il 1520, è una delle chiese più importanti dei Paesi Bassi. L’interno è imponente a tre navate con molti tesori e curiosità: da un pannello di legno del 1518 con il “plastico” della struttura ad un pulpito del Quattrocento, da statue barocche al coro gotico, dalla tomba di Frans Hals alla cappella dei birrai fino ai modelli delle navi del Seicento costruite a Haarlem e all’organo che fu suonato da un decenne Mozart nel 1766.
Una volta usciti dalla chiesa, ci si riperde tra le bancarelle del mercato alla ricerca di qualche
ghiottoneria e dell’atmosfera dinamica di Haarlem.

Foto di Sonia Anselmo e Fiorella Corini
Info: www.holland.com

Si ringrazia www.holland.com e www.iamsterdam.com

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