Graz, dove il passato incontra il futuro

Il campanile della chiesa di San Francesco, al di là del fiume, si sdoppia specchiandosi sulla Bolla Blu avveniristica. L’oblò del museo incornicia l’orologio della torre. Enormi buche di vetro entrano nelle viscere della terra con le scale mobili nel cortile del palazzo storico.

Il passato e il futuro si rincorrono senza sosta e senza intralciarsi, quasi a non poter fare a meno l’uno dell’altro. Così come il sole inonda i meravigliosi tetti rossi delle case arrampicate sulla collina che porta allo Sclosseberg, ovvero quello che resta del castello, e contemporaneamente illumina con i suoi
raggi lo spettacolare Friendly Alien, il museo d’arte contemporanea.

Eppure, da qualsiasi altra parte questa costruzione, che sembra un’enorme balena arenatasi con i suoi sfiatatoi o un’astronave, sarebbe fuori posto. A Graz, no. E’ perfettamente integrata, anzi ne è diventata il simbolo: Kunsthaus e Torre dell’Orologio, anni duemila e XVI secolo, tutti insieme appassionatamente.

Graz è una città di contrasti, antico e moderno, cultura e cibo, fermento e relax. Capitale europea della cultura 2003, Patrimonio dell’Unesco, città del design e dei sapori: è tutto questo e molto altro. Come mille sorprese, che si svelano ad ogni angolo, come i cortili nascosti tra i palazzi: nonostante non sia una metropoli, è un posto che offre tante possibilità a chi la visitata, percorsi diversi e tematici per andare a scoprire questi molteplici aspetti.

Graz è la seconda città d’Austria, dopo Vienna, è vivace ed estremamente vivibile, dove ci si muove in bicicletta, i tram percorrono i viali dello shopping, i giovani che studiano alla prestigiosa Università si fermano a chiacchierare nelle piazze e nei numerosi ristoranti, sul lungofiume passeggiano coppie, si legge seduti sulle panchine, si fa jogging, si porta a spasso il cane. Sempre senza fretta. Ma non per questo è sonnecchiosa, tutt’altro.

E’ sempre in fermento, anche per via dei numerosi appuntamenti culturali che si svolgono qui, festival musicali,
mostre d’arte, esibizioni artistiche. Centro nevralgico di questi appuntamenti è la Kunsthaus, il museo contemporaneo dalla costruzione particolare. Il Friendly Alien o bolla blu è stato edificato sulla sponda destra
del fiume Mur dove un tempo c’erano le case dei marinai e dei contadini e la Eisernen Haus (casa di ferro), uno
dei primi edifici in ghisa del continente, risalente al 1848. Una parte di essa è stata inglobata nella nuova struttura, opera degli architetti inglesi Peter Cook e Colin Fournier che nel 2003 hanno dato vita a questa maxi bolla, con 1066 elementi in plexiglass.

Dall’alto, sopra l’entrata, la statua della musa Polimnia, trovata per caso durante i lavori di risistemazioni del sito, fa da custode al luogo deputato alle arti. Di sera, l’effetto alieno e misterioso viene amplificato dall’illuminazione che permette un gioco di luci, caratteri e video. Di giorno, invece, sembra lo specchio ideale della chiesa di San Francesco, che sorge al di là del ponte. All’interno, originale anch’esso, quasi un antro scuro per poi aprirsi in ampi spazi, la Kunsthaus ospita mostre temporanee dedicate alle nuove forme d’arte, alla fotografia come nella Camera Austria, alle istallazioni tecnologiche, una divertente sala dove i bambini
possono cimentarsi nell’arte, la Needle, ossia una piattaforma panoramica che sembra sospesa sul fiume.

Gli oblò, o gli sfiatatoi della balena blu, sono rivolti a nord, tranne uno ad est: da lì si può
guardare come fosse un cannocchiale l’antica Torre dell’Orologio sulla collina. Ancora una volta, passato e futuro
uniti insieme.

Usciti dalla Kunsthaus si attraversa il ponte e si scopre l’ennesima sorpresa: una sorta di nuvola appoggiata sull’acqua: è l’isola artificiale, costruita nello stesso anno del museo, spazio per spettacoli, ristorante e bar, ma soprattutto un’oasi che ha ridato agli abitanti di Graz il loro fiume, un tempo inquinato e ora
ripulito e usato per il relax. Anche quest’isola a forma di nave bombata o di conchiglia galleggiante è l’ennesimo conubbio tra epoche differente.

Come il quartiere Joanneum, interamente dedicato alla cultura. Si tratta di un insieme di musei, inaugurato nel 2011 per il bicentenario dell’Università Joanneum, tra le più antiche istituzioni della Stiria e il primo museo pubblico d’Austria. Oggi gli storici edifici e la biblioteca nelle vie Rauber, Neutor e Kalchberggasse sono al centro di un complesso moderno: nel cortile, un cono gigantesco di 13 metri di diametro fa da ingresso principale
attraverso le scale mobile che scendono nelle viscere della terra, mentre altri fori rotondi e trasparenti portano luce negli abissi.

La città della cultura (www.museum-joanneum.at) ospita varie istituzioni, dal Museo di scienze naturali a quello sulle tradizioni popolari, da esposizioni multimediali alla Neue Galerie con le collezioni d’arte contemporanea: tutto è visitabile, compreso la Kunsthaus e il castello di Eggenberg, alla periferia di Graz, con altre sale museali, con lo stesso biglietto cumulativo.

Da non perdere, però, è l’Armeria nel palazzo di Landeszeughaus, anche essa facente parte del quartiere culturale. Qui si racconta la storia della Stiria e della città attraverso le armi e le armature dei guerrieri che
combatterono contro le invasioni turche e ungheresi: si tratta del più grande arsenale di armi storiche del mondo, con 32 mila oggetti. Oggi sono testimoni muti del passato della città e della regione, inglobati in un complesso artistico proiettato al futuro. Ancora una volta, per Graz i limiti temporali convivono serenamente.

Dove dormire: Hotel Weitzer, Greskai 16, 8020 Graz, www.weitzer.com: A cinque minuti a piedi dalla piazza principale Hauptplatz di Graz e a due minuti dalla Kunsthaus, sul lungofiume, l’hotel offre 204 camere recentemente rinnovate, colazione con prodotti biologici della regione, un’enoteca, un negozio gastronomico, due ristoranti, un’area benessere con sauna, bagno a vapore e attrezzi di fitness, la possibilità di noleggiare
biciclette o auto, Wi-Fi gratuito e una splendida vista dai piani alti sulla collina del castello, al di là del fiume.

Info: www.graztourismus.at
In collaborazione con www.graztourismus.at

Foto di Sonia Anselmo, www.museum-joanneum.at, @GrazTourism

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