Ermitage e gli altri musei, San Pietroburgo culla della cultura

Ermitage e gli altri. San Pietroburgo si rivela una culla speciale per la cultura. Tantissimi i musei che gli oltre otto milioni di visitatori, con gli italiani sempre più in crescita, vengono a scoprire. Tra l’altro, molti di essi sono inseriti nei palazzi nobiliari che rendono la città uno splendore unico.

Così con il biglietto d’ingresso si ha la doppia possibilità di vedere da vicino capolavori artistici inestimabili
e ammirare le sale ricche di decori e bellezza.

Proprio come l’Ermitage, uno dei musei più importanti al mondo, con una collezione di tre milioni di pregiati oggetti, di cui 70 mila quadri di grandi artisti e geni del pennello.

Il museo è diviso in cinque palazzi affacciati sulla grande piazza, dove da sempre si svolgono le grandi manifestazioni, gli eventi, il mercatino di Natale.

Tutto iniziò con la collezione di Pietro il Grande, che fu ampliata da Caterina II, soprattutto con opere di pittori fiamminghi e olandesi, durante il suo regno: i capolavori venivano custoditi in un piccolo palazzo costruito apposta, l’eremo dove la zarina amava rifugiarsi, da qui il nome Ermitage.

Nei secoli i vari zar portarono modifiche ai palazzi e acquistarono altre collezioni preziose in giro per il mondo, fino a quando nell’Ottocento si aprì al pubblico, ma composto solo dai nobili, che poteva accedere alle sale tramite il sontuoso scalone, dove prima arrivano gli ambasciatori in visita.

Un trionfo di stucchi e decori in oro con il marmo delle scale, il classico tappeto rosso che oggi viene calcato da circa due milioni di turisti l’anno.

Tutti rimangono senza fiato e senza parole a vedere la magnificenza del Palazzo d’Inverno, l’ex residenza
degli zar progettata dall’architetto Bartolomeo Rastrelli, autore di tanta della bellezza di San Pietroburgo, il Piccolo Ermitage, il Vecchio Ermitage, il Teatro dell’Ermitage e il Nuovo Ermitage.

I cinque palazzi sono uniti da un labirinto di sale, corridoi, scale e giardini interni, come quello voluto da Caterina e arricchito da ben 28 lampadari di cristallo di rocca che riflettono la luce che entra dalle vetrate.

Nella sala del Padiglione attigua, con il mosaico sul pavimento ricostruito nell’Ottocento, fa bella mostra di sé il preziosissimo orologio del Pavone: un’imponente struttura in bronzo ricoperto di foglie d’oro, di fattura inglese e che fu regalato alla zarina dal suo favorito, il conte Grigorij Aleksandrovic Potëmkin nel 1777.

L’orologio ha un meccanismo che si mette in moto solo il mercoledì sera alle otto, quando al scoccare dell’ora il gallo canta, la civetta ruota la testa e il pavone maestoso apre la coda. Uno spettacolo impressionante di abilità tecnica e meraviglia, considerando che fu creato nel Settecento.

Non è certo l’unico straordinario oggetto presente all’Ermitage. I quadri che tutti vengono a vedere sono di geni indiscussi: la Madonna Litta e la Madonna Benois di Leonardo, Il suonatore di Liuto di Caravaggio, Il ritorno del Figliol Prodigo di Rembrandt, la Madonna Connestabile di Raffaello, che fu acquistata dallo zar Alessandro II come dono alla moglie per i trent’anni delle nozze.

E poi Michelangelo con la scultura Ragazzo Accovacciato, realizzata per i Medici a Firenze, Beato Angelico, Tiziano, Rubens, Velasquez: praticamente l’intero pantheon dei grandi geni. Non mancano gli impressionisti, che sono custoditi in un palazzo a parte, mentre la scuola fiamminga è molto presente, con ben venti quadri di Rembrandt e opere degli altri maestri, e i gruppi scultori candidi di Canova emergono tra i rossi cupi delle pareti.

Oltre ai capolavori, a rendere unico l’Ermitage sono le sale espositive: l’imponente Sala del trono o di San Giorgio in marmo di Carrara e bronzo dorato e 48 colonne, la Sala di Malachite, il minerale color verde che si nota anche negli enormi vasi e tavoli nelle altre zone, la sala dei Generali con i ritratti dei militari trionfatori su Napoleone e un lampadario da una tonnellata e mezzo in bronzo, la sala di Pietro dove Nicola II riceva per tradizione i regali di Natale, la sala di rappresentanza detta degli Stemmi.

Non finisce certo qui, ci sono le antiche collezioni egizie e romane, ma anche l’inestimabile ala dedicata ai tesori e i gioielli degli zar, che viene aperta solo su prenotazione.

Tra le curiosità, i gatti dell’Ermitage: una colonia di una settantina di felini discendenti da quelli che Pietro il Grande portò qui per catturare i topi che facevano danni all’interno del Palazzo d’Inverno, ora diventati mascotte e liberi di gironzolare nei cortili, sotto l’attento controllo degli addetti alla loro sicurezza e mantenimento.

Un gatto dipinto, invece, spunta tra gli affreschi della Loggia: Caterina II vide raffigurata su un libro quella di Raffaello in Vaticano e spedì alcuni pittori a Roma a prendere appunti per poi ricrearla in copia a San Pietroburgo. (www.hermitagemuseum.org/, possibile biglietto accumulativo per tutti i cinque palazzi).

Se l’Ermitage è il museo più visitato e noto della città, non è certo l’unico. Il Museo Russo in piazza Mikhailovsky ospita la collezione di opere di artisti russi, Palazzo Šuvalovskij sulle rive della Fontanka custodisce il Museo Fabergé, Erarta è il museo dell’arte contemporanea in un palazzo dell’era sovietica, ex fabbrica di caucciù, con due ali espositive, una per le mostre temporanee e l’altra per oltre 2000 opere di 150 artisti che coprono un periodo di tempo che va dagli anni Cinquanta del Novecento a oggi, con particolare interesse per coloro che non erano in linea con i dettami del regime. (www.erarta.com).

Inoltre moltissimi sono i musei particolari e curiosi da scoprire. Come quello del circo, posizionato nelle gallerie e nel foyer del circo più antico e tuttora funzionante dell’intera Russia, con spettacoli ogni weekend: dedicato a Gaetano Ciniselli, cavallerizzo, addestratore di cavalli e impresario che nell’Ottocento ottenne di realizzare un circo stabile in questo palazzo tondo affacciato sul fiume, è il primo museo sull’arte circense al mondo, aperto nel 1928. (www.circus.spb.ru/en/)

E poi ancora il Museo delle Ferrovie, il Planetario più grande del mondo, che offre i suoi spazi anche a varie manifestazioni e concerti, l’originale Museo dei soldatini di piombo, il Gran Market Rossia con il modellino interattivo delle regioni russe e quello con il modellino della San Pietroburgo della fine dell’Ottocento.

Tra tutta questa cultura, la città offre anche una piccola sosta relax gourmet. Tra una visita e l’altra, si devono
assaggiare le pyshechnaya, le ciambelle fritte tipiche di San Pietroburgo, che risalgono a Ivan il Terribile ma ebbero una grande diffusione durante il periodo sovietico, diventando un rituale accompagnato dal caffè. La colorata ciambelleria Pyshechnaya Café (25, Bolshaya Konnushennaya street, in centro vicino alla Prospettiva Nevskij) ha ripreso la tradizione e da due anni delizia il palato di visitatori e abitanti di San Pietroburgo, tra un museo e l’altro.

Info: www.visit-petersburg.ru

Foto di Sonia Anselmo, Cristiana Zoni, dreamstime.com

In collaborazione con www.visit-petersburg.ru

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