Epidauro, il teatro e la medicina nell’antica Grecia

Il profumo dei pini è inebriante, accompagna nella visita, si perde nella brezza tra le antiche
pietre e sembra riportare a secoli fa. A quando Epidauro era un potente santuario tra medicina
e benessere, affacciato sul Golfo di Saronico.

Ancora oggi la particolare posizione geografica, nel Peloponneso nell’Argolide, con le montagne di Arachnaio, Koryfaio e Tithio che lo proteggono dai venti, e il mare davanti, Epidauro è ancora un luogo salubre, con un clima mite, perfetto per le cure. Per gli antichi greci era il posto ideale per la salute degli uomini, sotto il potere degli Dei.

A Epidauro c’erano infatti più di 200 centri curativi, dove si sviluppavano cure, rimedi e studi. Tutto sotto la protezione di Asklepios, ovvero Esculapio secondo i Romani, il dio della medicina, figlio di Apollo e della mortale Coronide, istruito dal centauro Chirone.

Epidauro era il centro di guarigione più celebrato nel mondo classico e Asklepios, identificato con un serpente, era molto venerato: gli venne dedicato un vero e proprio santuario, in quello che oggi è un grande sito archeologico.

Il tempio fu costruito tra il 380 e il 375 a.C, era sempre molto affollato di pellegrini, al punto che fu necessario edificarne un altro più o meno a un chilometro di distanza, sulla collina di Kynortion, dove secondo la leggenda Asklepios nacque. Oggi sono rimaste solo alcune colonne da cui si evince una forma circolare, il trascorrere dei secoli, le guerre e le invasioni barbariche hanno distrutto il resto.

Quello che rimane, attraverso gli scritti degli antichi e le testimonianze degli
archeologi, è la fama di Epidauro come centro medico e di sperimentazione di cure, anche olistiche.

Le terapie e i trattamenti praticati erano estremamente sofisticati. Secoli di osservazione della natura, del corpo umano e del legame tra armonia mentale e salute fisica hanno creato un complesso contesto, che si è rivelato estremamente efficace.

Nel sito è stata confermata l’esistenza di un santuario e di un centro di guarigione ancora più antico, dedicato a una dea della fertilità femminile. Più tardi Apollo fu adorato nello stesso luogo, anche come dio della salute, fino a quando Asklepios, che si pensava fosse nato a Epidauro, assunse la responsabilità divina delle cure mediche.

Nel corso degli anni l’esperienza accumulata dai sacerdoti, insieme all’efficace sinergia dell’incomparabile clima e dell’ambiente naturale della terra di Argolide, ha portato a trattamenti di grande successo.

Il risultato è stata una vera e propria processione infinita di visitatori in cerca di cure, non solo dall’interno della Grecia, ma anche da Paesi lontani.

L’attività che si è svolta a Epidauro è stata concepita per armonizzare mente, corpo e anima. La musica, il teatro e la lettura di testi filosofici preparavano il paziente a raggiungere la guarigione definitiva del corpo.

Il malato, dopo le necessarie pulizie e dopo aver raggiunto uno stato di calma e di rilassamento mentale, veniva condotto nell’area terapeutica principale, l’Abaton: era una misteriosa struttura a forma di cupola, con corridoi e complessi labirinti circolari, oggi ne sono rimaste solo alcune
tracce.

Al contrario, ad Epidauro è ancora intatto il famoso teatro, che all’epoca era necessario per la salute della mente dei pazienti, che qui potevano assistere alla rappresentazione e distrarsi dai problemi quotidiani.

Il teatro è uno dei migliori esempi di architettura dell’antica Grecia: a forma di conchiglia, dotato di un’incredibile acustica, fu costruito nel IV secolo a.C. da Policleto il Giovane e ha un palco circolare e 55 file con posti a sedere. Può contenere 14 mila persone e le prime 34 file sono originali, ritrovate con gli scavi archeologici alla fine dell’Ottocento. E’ tuttora in ottimo stato di conservazione e ospita festival teatrali e lirici. Anzi, Epidauro fa ricordare ancora i trionfi di Maria Callas, che amava particolarmente cantare in questo anfiteatro.

Merito della straordinaria acustica: secondo alcuni recenti studi, sarebbe dovuta alla pietra calcarea con cui il teatro è costruito, che eliminerebbe le basse frequenze dei suoni, come il fruscio dei pini circostanti e il mormorio del pubblico, in questo modo il suono prodotto dai musicisti e dai cantanti arriva puro e pulito agli spettatori.

Una prova si può fare andando al centro del palco e farsi sentire, anche senza essere la Callas.
A Epidauro, oltre al teatro e al tempio di Asklepios, si possono visitare i resti dei uno stadio
del V secolo a.C, dove si organizzavano giochi, e il piccolo e prezioso museo archeologico con statue e altri reperti trovati nel sito. Una preziosa finestra sul lontanissimo passato e sui trattamenti medici e del benessere sperimentati a Epidauro.

Info: www.visitgreece.gr

Foto www.visitgreece.gr Pixabay

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