Duomo di Berlino, simbolo maestoso di rinascita

La grande cupola azzurrina si scaglia contro il cielo, con la lanterna
dorata che brilla. Dietro al Duomo di Berlino, fa capolino in un gioco di
prospettive, l’antenna della tv, Berliner Fernsehturm, ormai solo un punto di orientamento con la sua altezza vistosa.

Davanti alla facciata della chiesa, l’estate rende verdi i prati con la fontana con la sua colonna d’acqua sembra rinfrescare.

Il Duomo di Berlino cambia colore e immagine a seconda della stagione:
con l’autunno le foglie degli alberi accanto sono una macchia di giallo che addolcisce l’architettura cupa, gli stessi sono un trionfo pastello in primavera mentre l’inverno sono spogli e appaiono adeguarsi alla scurità.

Come tanti angoli di questa affascinante città dai mille aspetti, anche il Duomo di Berlino racconta una storia fatta di oppressione e libertà, di drammi e felicità, di guerre e pace, di vita e morte. Anche se la cattedrale è stata
finita solo nel 1905, è una tappa fondamentale nella Storia tedesca.

Qui un tempo era Germania dell’Est, divisa dal muro che svettava minaccioso poco lontano. Non solo, poco dietro si trova la Alexander Plaz, oggi simbolo di rinascita con i suoi negozi, locali e il via vai continuo, e l’antico cuore della città, il quartiere medievale con la duecentesca Marienkirke, la chiesa sede vescovile.

Il Duomo di Berlino si affaccia su una vasta piazza sull’Under den Linen, il viale dei tigli, l’arteria che conduce alla Porta di Brandeburgo, continuamente transitano da bus, auto, turisti e abitanti.

L’edificio sacro, con il suo aspetto che ricorda volutamente la Cattedrale di San Paolo a Londra e la basilica vaticana di San Pietro, si trova in un angolo luminoso dell’isola dei Musei, la zona culturale della città, sospesa sulla Sprea: dal fiume, con le barche che lo percorrono d’estate, si gode una prospettiva unica, mentre sulle banchine è facile imbattersi in artisti e nei mercatini all’aperto in qualsiasi stagione.

Davanti i giardini del Lustgarten con la fontana, amati dagli abitanti per soste piacevoli al verde, con il porticato neo classico dell’Atles Museum accanto.

In realtà le origini del Duomo di Berlino sono del XV secolo: all’epoca nello stesso punto c’era una cappella privata faceva parte del Castello. Nel 1750 il re prussiano Federico II volle costruire una chiesa vera e propria, dallo stile barocco, un tempio per la sua famiglia, gli Hohenzollern, da usare anche come cripta. Da allora la cattedrale porta in sè la storia della dinastia.

Negli anni il duomo ha subito molti rifacimenti a seconda del gusto e dello stile
dei regnanti. Ad esempio l’imperatore Federico Guglielmo IV considerava la costruzione troppo modesta per le esigenze di rappresentanza della monarchia e volle realizzarne una nuova, più grande, più sfarzosa e più decorata. Fu incaricato l’architetto Julius Carl Raschdorff, ma soltanto al suo terzo progetto ottiene l’approvazione dell’esigente imperatore.

Fu però il Kaiser Guglielmo II a volere l’attuale duomo: nel 1893 decise di far
radere al suolo il precedente e crearne uno diverso, finito appunto nel 1905.
Durante la seconda guerra mondiale, subì gravi danni, una bomba lo incendiò e crollò il tetto. Soltanto nel 1975 l’ex Germania dell’Est avviò i lavori di restauro, che termineranno quattro anni dopo la caduta del muro, nel 1993.

Oggi con la monumentale cupola, la lanterna con una croce dorata alla sommità,
le quattro torri, le sculture sulla facciata, è la più grande chiesa di Berlino.

Anche l’interno è estremamente ricco, tra decori, mosaici, statue, stucchi dorati, lampadari barocchi, colonne e pulpito in marmo, vetrate: un mix di vari stili, tra maestosità ed eleganza, con la cappella battesimale adatta al raccoglimento religioso.

La cripta, invece, racconta la storia della famiglia reale di Prussia, gli Hohenzollern, con oltre novanta tombe e sarcofagi: tra questi, il monumento funebre ricoperto d’oro di Federico I e di sua moglie Sofia Carlotta e quello di Giovanni I di Brandeburgo che risale al 1530 ed è opera scultore tedesco Peter Vischer il Vecchio. Attualmente la cripta è chiusa per un lungo restauro
che durerà tre anni e iniziato nel 2020.

Invece la galleria panoramica è una delle caratteristiche più interessanti del Duomo di Berlino: salire sulla grande cupola, a 50 metri d’altezza, permette una vista mozzafiato sul centro città, sul quartiere Mitte e sull’isola dei Musei, oltre a poter ammirare da vicino gli otto angeli in bronzo che la decorano.

Per arrivare sulla terrazza, esiste una scala di 270 gradini, riccamente decorata. C’è anche un ascensore, voluto dal Kaiser Guglielmo, appassionato di tecnologia, che lo fece installare da un’azienda americana nel 1905.

Un’altra dote del duomo è l’enorme organo a canne, più di 7 mila, che produce un suono intenso e cristallino allo stesso tempo. Per sentirlo, basta assistere a uno dei tanti concerti che si tengono all’interno della cattedrale.

Alla fine il Duomo di Berlino è un autentico simbolo della città: oggetto più volte di distruzione per volontà architettonica di imperatori, per guerra o per degrado, sembra anch’esso una fenice che risorge dalle cenere ogni volta.

Info.
www.visitberlin.de

Foto Sonia Anselmo, Pixabay

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