Dresda, la meravigliosa fenice riscoperta

monumenti sull'Elba

L’Elba scorre placido, tra giardini rigogliosi, palchi per gli spettacoli e le imbarcazioni, mentre la città si specchia sulle acque. Una meraviglia di storia, architettura e arte, attanagliata dalle vicende negative del corso dei secoli, distrutta, dimenticata e risorta dalle sue ceneri. Dresda è unica, si direbbe una “bomboniera”, se non fosse un cliché, ma stavolta è la verità.

Girarla a piedi lascia i visitatori incantati per i palazzi, le chiese, le mura, il lungofiume
e le tantissime curiosità  che si celano dietro la prima occhiata. Un capolavoro barocco che fu completamente distrutto dalle bombe degli alleati nel 1945, un attacco per ripicca perché i tedeschi avevano raso al suolo Coventry e così gli inglesi vollero “coventrizzare”, come si dice qui, Dresda, ovvero una città  d’arte e cultura che poco aveva a che fare con la guerra e le industrie belliche.

Era la notte tra il 13 e il 14 febbraio del 1945 quando morirono circa 25 mila persone e la città venne ridotta ad un cumulo di macerie. La storia, però, va avanti, e arrivano i Russi e Dresden
divenne un centro quasi dimenticato dall’Est, con uno sviluppo di case prettamente sovietiche tutto intorno al cuore del borgo antico, fino alla riunione delle due Germanie.

Da allora, piano piano, ricostruzione su ricostruzione, il desiderio e la speranza degli abitanti di riportare la loro città all’antico splendore si fece strada. Oggi è tempo festeggiare, anche perché il simbolo, la Frauenkirke, compie un decennio da quando fu rimessa in piedi: dal 22 al
31 ottobre 2015 sono previste una serie di manifestazioni per il giubileo di Nostra Signora all’insegna della dell’arte e della grande musica, che ha sempre abitato tra questi imponenti palazzi.

Oltre a concerti di alto livello, le celebrazioni prevedono visite guidate, eccezionalmente anche ai luoghi segreti della chiesa, normalmente non accessibili al pubblico, come per esempio l’organo e la cella campanaria. Ma anche iniziative speciali per famiglie, bambini e giovani e un’insolita passeggiata per appassionati del genere, a caccia degli organi più pregiati di Dresda.

Costruito tra il 1726 e il 1743 su disegno di Georg Bähr e con evidenti richiami alle architetture e alle cupole italiane dell’epoca, il monumento intitolato a Nostra Signora è considerato la più bella chiesa luterana della Germania e i tedeschi l’hanno ribattezzata “die steinerne Glocke”, ovvero la campana di pietra, per via della grande e slanciata cupola centrale. La chiesa ha una
singolare architettura che volutamente incarna il credo evangelico con una grande navata centrale circolare, chiusa in un solido abbraccio ottagonale impreziosito esternamente da torri.

All’interno, cinque livelli di gallerie si rincorrono su tre lati della chiesa e
sembrano accogliere il fedele e lo spettatore in quello che è luogo di culto e teatro per concerti. Nel 1945, i bombardamenti della Raf risparmiarono la Frauenkirche ma l’incendio che ne derivò arrivò a lambire anche l’interno della chiesa. L’edificio restò in piedi, ma dopo due giorni la struttura in arenaria, minata dall’altissima temperatura, crollò inesorabilmente.

La Frauenkirche si ridusse in un mucchio di ruderi e così rimase per ben 45 anni. Nel 1990, dopo la riunificazione tedesca, un appello per la ricostruzione si diffuse a macchia d’olio in Germania e nel mondo. Con esposizioni e concerti, donazioni private e sovvenzioni il progetto
di restauro riuscì a partire e nel 2005 la Frauenkirche risorse dalle macerie, che fu consacrata il 30 ottobre di quell’anno e aperta alle visite dal 2006.

I concerti e le messe cantate si susseguono sempre durante l’anno, anche fuori dalle celebrazioni per il Giubileo. La chiesa è proprio nel cuore antico di Dresda, tra stradine piene di negozi, hotel di lusso e ristoranti caratteristici, in quello che era la vecchia piazza del Mercato con la statua di Martin Lutero.

Da qui è facile arrivare a scoprire gli altri monumenti della città: un trionfo di barocco voluto dai re di Sassonia, con ispirazione italiane tanto che nel Settecento, al massimo splendore, veniva chiamata la Firenze della Germania. Gli edifici ricostruiti, come fossero un puzzle dopo le macerie dei bombardamenti e il periodo d’influenza sovietica, lasciano senza fiato per la maestosità e l’eleganza come l’Accademia delle Belle Arti, sulla passeggiata del lungofiume, con le mura sottostanti che un tempo rivelavano le casematte dei soldati e ora fanno da piattaforma panoramica sull’Elba e sul ponte Augusto.

Da un’imponente scalinata con le statue dedicate alle stagioni si arriva nel primo cuore della città, davanti alla chiesa Cattolica che Goethe descriveva come la prua di un battello che avanza sul fiume. Ispirata anche questa all’Italia e costruita con maestranze provenienti dal nostro Paese, fu voluta da Augusto di Sassonia quando fu nominato re di Polonia e divenne cattolico per amore del suo nuovo popolo: all’interno in una nicchia in fondo, un altare moderno molto simbolico ricorda le vittime dei bombardamenti.

Uscendo dalla chiesa, ci si può perdere nell’ammirare le tante meraviglie della città, dal teatro dell’Opera con la grande piazza antistante allo Zwinger, la residenza dei re sassoni, ora divisa in vari musei, dalla Pinacoteca, che espone dipinti di Raffaello, Tiziano, Correggio,
Rembrandt, Van Dyck, Rubens e tanti altri, al curioso museo della ceramica, sovrastato da un particolarissimo orologio con il carillion tutto in questo prestigioso materiale tipico della città.

Un tempo lo Zwinger era una fortezza, ma Augusto il Forte volle trasformarla in un elegante palazzo ispirato a Versailles, ovviamente, con al centro un piccolo parco con le fontane che era il luogo ideale per organizzare le feste. E non si fa fatica ad immaginare i nobili del Settecento
attraversare il cortile con le loro carrozze, addobbati con le parrucche bianche, i bastoni da passeggio e i vestiti riccamente decorati. Si può persino fantasticare sui loro visi: è facilissimo, visto che tutta la dinastia sassone che creò e visse a Dresda è ritratta sul lungo affresco alle spalle del palazzo. Dal Cinquecento all’Ottocento sfilano i re e i loro amici: quasi una sorta di riassunto della storia locale, ma anche quella di costume e, perché no, della moda, osservando i loro abiti. Il murales è una delle tante curiosità  più intriganti di Dresda, che lascia senza fiato per la bellezza e per la capacità di risorgere dalle ceneri.

Foto di Sonia Anselmo

Per info: www.frauenkirche-dresden.de/en/home/
www.sassoniaturismo.it  www.sassoniaturismo-blog.it, www.germany.travel 

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