Den Haag, antica e moderna sotto il segno dell’arte

Moderna e antica, tranquilla e vivace, burocratica e regale: è una città di contrasti, Den Haag, ovvero L’Aia. Nel cuore dell’Olanda, sembra abbracciare il Hofvijver, uno stagno dove si specchiano gli antichi palazzi, sul ponte sventolano le bandiere, sulle rive nidificano le folaghe mentre gli immancabili tulipani colorano le sponde.

Un’oasi verde nel mezzo della città, ma basta attraversare il ponte e ci si trova immersi nella contemporaneità.

Den Haag, o The Hague, sa bene mischiare le carte dell’architettura, non lasciando delusi nessuno, né gli esigenti amanti del moderno a tutti i costi, né gli appassionati di Storia.

E’ proprio questo equilibrio tra passato e futuro, tra tolleranza e fascino, tra romanticismo
e innovazione, senza dimenticare una buona dose di arte di ogni tipo, a rendere unica la città, a breve distanza di treno sia da Rotterdam (una mezz’ora) che da Amsterdam ( circa 45 minuti), oltre che dalla costa e dalle mete come Scheveningen e verso l’entroterra, a pochi minuti di tram, da borghi importanti e tipicamente olandesi come Delft.

Alle spalle del lago, basta attraversare il piccolo arco che un tempo era la porta della città, da dove il popolo poteva passare solo il 1 maggio quando era ammesso a vedere il re, e si è catapultati in un’altra epoca.

La piazza seicentesca è dominata dal rosso dei mattoni dei palazzi, da una fontana ottocentesca con due stemmi con le aquile, quello dell’Olanda e quello del Sacro Romano Impero, e dal Binnenhof, la sede del Parlamento.

Dentro c’è la preziosa Sala dei Cavalieri, con il soffitto medievale in quercia, aperta solo un giorno l’anno: il terzo martedì di settembre, quando il re Guglielmo Alessandro approda qui per un discorso ufficiale, dopo aver attraversato le strade di Den Haag.

È una cosa seria, tanto che tutto scintilla d’oro, come la carrozza che porta il re, e arancione, come le bandierine del colore nazionale, poste ovunque. Il percorso è segnato dai lampioni che fanno da sentinelle sui marciapiedi, con sopra una corona, e portano dal centro fino al palazzo dove un tempo vivevano i sovrani e che ospita oggi l’ufficio reale.

Pochi chilometri separano i due luoghi e sono costellati da vie lussuose dello shopping, palazzi importanti, musei e il lago, ovviamente.

Il cuore “acquatico” della città è segnato anche da un imponente viale di tigli, si dice piantati qui per un’idea dell’imperatore Carlo V: oggi i pronipoti di quegli alberi fanno ombra ai visitatori, alle grandi statue del festival della scultura, ogni anno dedicato ad un Paese diverso e un mercatino dell’antiquariato.

Una zona di relax molto amata, anche se tutta Den Haag non è per niente caotica. Si gira a piedi o con uno dei tanti tram, che se hanno tolto qualcosa di originale e tipico al luogo (i percorsi del tram erano i vecchi canali, prosciugati per creare vie di trasporto prima a cavallo e poi elettrici) ne hanno fatto guadagnare in praticità.

Sono solo uno dei molti lati moderni della città: dovunque si giri, nei viali dello shopping, sui marciapiedi in centro e davanti ai palazzi ci sono sculture, alcune gradevoli esempi di arredo urbano e arte mescolate, come con l’opera di Karel Apple, uno dei più rinomati membri del gruppo “CoBrA”, ovvero il movimento sviluppato tra Copenhagen, Bruxelles e Amsterdam.

Ma il massimo della contemporaneità di Den Haag è la piazza del Municipio, detto dagli abitanti Palazzo di ghiaccio, perché bianco. Risale agli anni Novanta del Novecento, è sicuramente tra i più grandi municipi di Europa e tra i più accoglienti: l’interno, quasi un santuario profano, è dedicato a uffici efficientissimi, a mostre temporanee di arte, fotografie, moda e quant’altro, e
a punto di incontro.

Fuori, l’enorme piazza occupata da una fontana a getti continui, è circondata da teatri per prosa e balletti, cinema, ristoranti, hotel e negozi all’insegna della cultura.

Di fronte, sorge un po’ sparuta in questo trionfo di contemporaneità, la Nuova Chiesa, costruita nel XVII secolo, di religione protestante: normalmente è chiusa, ma un giro intorno al cortile può far scoprire la tomba del filosofo Baruch Spinoza, che visse a Den Haag gli ultimi anni della sua vita.

È una delle tante curiosità nascoste della città che stupiscono i visitatori, come la targa in onore di Amadeus Mozart, che qui visse e suonò, istallata all’entrata di un supermarket, solo perché un tempo ospitava la casa del musicista. È nascosta proprio alla diramazione delle vie dello shopping, frequentatissime e che durante l’estate si animano di sfilate, concerti ed eventi.

Molto più in evidenza della targa commemorativa a Mozart è il simbolo di Den Haag: lo si trova ovunque, sui cestini della spazzatura, sui muri dei palazzi, sui disegni del tram. È la cicogna con un’anguilla in bocca: la leggenda vuole che l’uccello fosse una sorta di “spazzino” e mangiasse tutti gli avanzi dei pesci tra i banchi del mercato, liberando così Den Haag dal pericolo della peste e altre malattie.

Oltre alla cicogna, la città ha un altro segno distintivo, tangibile ovunque: l’arte in ogni sua forma. Però il meglio si trova al Kunstmuseum Den Haag, dedicato all’arte moderna, e al Mauritshuis, recente restaurato, che ospita le meraviglie olandesi del Seicento e altro ancora.

Così in una giornata, passando dai due musei, si possono ammirare secoli di pittura e scultura senza pari: dai capolavori di Rembrandt e Vermeer (la famosa “Ragazza con l’orecchino di perla” si trova a Den Haag) a quelli di Picasso, Monet, Kandisnsky.

Inoltre, al Kunstmuseum Den Haag si trova la più grande collezione di Piet Mondriaan al mondo con oltre 300 opere. Proprio nel 2022 ricorrono i 150 anni dalla nascita del pittore e per l’occasione una mostra illustra l’intero sviluppo di Mondrian, che rende più facile seguire il suo percorso creativo.

Mondrian spesso cambiava drasticamente il suo stile, ha lasciato i primi paesaggi dai toni oscuri per le composizioni giocose di De Stijl e il Nieuwe Beelding sviluppato in parte da lui. Inoltre l’ultimo dipinto di Mondrian, il Victory Boogie Woogie, viene presentato in mostra come punto di inizio per l’arte astratta moderna e del dopoguerra.

Tra Mondrian, Vermeer e gli altri, insieme alle raccolte a cielo aperto per le vie, Den Haag è un vero centro culturale e artistico di primo ordine.

Info:
www.holland.com
https://denhaag.com/en

Foto di Sonia Anselmo e Pixabay

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